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Si avvicina B2Cheese, la manifestazione B2b di Bergamo dedicata alla filiera lattiero-casearia

Si avvicina B2Cheese, la manifestazione B2b di Bergamo dedicata alla filiera lattiero-casearia

Si avvicina B2Cheese, la manifestazione B2b di Bergamo dedicata alla filiera lattiero-casearia

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redazione

Il 23 e 24 settembre torna a Bergamo B2Cheese, l'unica manifestazione internazionale B2b in Italia interamente dedicata alla filiera lattiero-casearia.

Due giornate costruite per mettere nello stesso luogo aziende, buyer, importatori e operatori professionali, ma anche competenze, informazioni e strumenti utili a leggere i mercati e sviluppare nuove opportunità commerciali.

Il mercato

Il formaggio italiano continua a trovare spazio sui mercati internazionali. Nei primi cinque mesi del 2026 l'export lattiero-caseario ha mantenuto un andamento positivo, sostenuto soprattutto dalle vendite di formaggi verso l'Europa, destinazione di circa l'83% delle esportazioni italiane del comparto.

La forte presenza sul mercato europeo ha consentito di compensare le difficoltà registrate in altre aree. Arrivano segnali positivi anche da alcuni mercati extraeuropei strategici: nei primi cinque mesi dell'anno le esportazioni di formaggi sono cresciute dell'8,2% in Giappone, del 9,6% in Canada e del 24,8% in Arabia Saudita. Consolidare le posizioni raggiunte e svilupparne di nuove diventa quindi una delle sfide centrali per le aziende della filiera.

Due giorni per costruire relazioni

La dimensione business resta il cuore di B2Cheese. Per l'edizione 2026 la manifestazione ha rafforzato il programma di incoming e il lavoro di relazione con buyer e importatori italiani e internazionali, con l'obiettivo di aumentare qualità e concretezza degli incontri tra domanda e offerta.

Un lavoro che assume un valore particolare proprio nell'attuale fase di mercato. Consolidare le posizioni raggiunte, entrare in nuovi canali, presentare un prodotto a interlocutori diversi e comprendere come stanno cambiando domanda e distribuzione richiedono oggi contatti diretti, dati aggiornati e presenza costante sul mercato. B2Cheese concentra questo lavoro in due giornate, pensate esclusivamente per la filiera lattiero-casearia.

"In un momento in cui il formaggio italiano continua a crescere sui mercati internazionali, il nostro compito è mettere aziende e buyer nelle condizioni concrete di incontrarsi e costruire relazioni di lavoro. Con World Cheese Capital portiamo per la prima volta a Bergamo le competenze che permettono a chi lavora nella filiera di leggere questi mercati e non solo di incontrarli", dichiara Francesco Maroni, project leader di B2Cheese.

World Cheese Capital

Accanto agli incontri commerciali, l'edizione 2026 porta per la prima volta a B2Cheese World Cheese Capital, il progetto che riunisce a Bergamo alcuni dei professionisti del formaggio più riconosciuti a livello internazionale.

Tra i protagonisti Michel Fouchereau, Emma Young, Perry Wakeman, Delphine Georgelet, Laurent Dubois, Virginie Dhorne e Marco Zacchello, miglior formaggiaio d'Italia 2024, insieme a professionisti provenienti da diversi Paesi ed esperienze della cultura casearia internazionale.

Il calendario attraversa l'intera costruzione del valore del formaggio: dalla produzione all'assaggio, dalla stagionatura all'affinamento; dai territori ai mercati; dalla comunicazione alla presentazione del prodotto, fino al banco, al plateau, al carrello e al servizio.

Un programma pensato non soltanto per chi vende direttamente formaggi. Le masterclass parlano a produttori, buyer, commerciali Italia ed estero, professionisti della distribuzione e del food service, ma anche alle aziende che sviluppano tecnologie, prodotti e servizi per il settore e vogliono conoscere più da vicino esigenze, linguaggi e modalità di lavoro dei propri clienti. Le iscrizioni alle 15 masterclass professionali sono già aperte.

I temi al centro dei convegni

La dimensione professionale prosegue nel programma convegnistico, che porta a Bergamo alcuni dei protagonisti e dei dossier oggi più rilevanti per la filiera.

Ad aprire B2Cheese, il 23 settembre, sarà la tavola rotonda dedicata al futuro del banco taglio, uno dei temi più concreti per industria e distribuzione. Al tavolo Paolo Zanetti, presidente di Assolatte; Antonio Auricchio, presidente di Afidop; Vincenzo Giuliani, buyer freschi di Conad; Vincenzo Andronaco, fondatore del Gruppo Andronaco Grande Mercato, in Germania; e Donatella Prampolini, presidente Fida. Al centro, una domanda destinata a incidere direttamente sul modo in cui il formaggio viene venduto e valorizzato: quanto spazio resterà alla vendita assistita di fronte alla crescita del libero servizio?

Sempre il 23 settembre, B2Cheese affronterà un tema di grande attualità: le produzioni a latte crudo. Il confronto darà voce ai diversi soggetti coinvolti – aziende e produttori, mondo medico e sistemi di vigilanza igienico-sanitaria – con l’obiettivo di fare chiarezza senza allarmismi, affrontando le questioni legate alla sicurezza alimentare. Un dialogo aperto per mettere a confronto esigenze e responsabilità diverse e individuare soluzioni capaci di tutelare insieme la sicurezza dei consumatori e un patrimonio di produzioni casearie tradizionali.

Il 24 settembre, con un convegno organizzato da Assocaseari, il confronto si sposterà sui mercati e sulle politiche europee, con Clal e Jukka Likitalo, direttore generale di Eucolait, chiamati ad analizzare numeri, dinamiche del lattiero-caseario e principali dossier destinati a incidere sul settore nei prossimi mesi. Nella stessa giornata il focus sull'accordo UE-Mercosur e sulle prospettive per i formaggi a denominazione d'origine coinvolgerà, tra gli altri, l'ambasciatore del Brasile Renato Mosca de Souza, Ronaldo Padovani di Ice/Ita Brasile e Riccardo Deserti, presidente di Origin International.

Spazio anche all'innovazione applicata alla produzione, dalle tecnologie di analisi rapida e non distruttiva alle nuove applicazioni dell'intelligenza artificiale dedicate ai caseifici. Un palinsesto che completa la funzione della fiera: non soltanto incontrare nuovi interlocutori, ma confrontarsi con chi oggi prende decisioni, interpreta i mercati e lavora sulle trasformazioni della filiera.

       
       

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