A partire dall’11 aprile, il Consorzio Melinda, in collaborazione con le Aziende per il Turismo (ApT) della Val di Non e della Val di Sole e con il supporto di Trentino Marketing, lancia un nuovo programma di esperienze turistiche aprendo al pubblico le sue celle ipogee, i magazzini sotterranei scavati nella roccia dove vengono conservati i frutti.
Ad accogliere il pubblico sarà anche MondoMelinda, il rinnovato centro visitatori situato a Segno di Predaia (Tn). Pensata come casa per i soci e per la comunità locale, la struttura è anche uno spazio dedicato al racconto della valle e delle sue tradizioni. Qui, un percorso di visita accompagna il pubblico alla scoperta della storia del Consorzio, delle varietà di mele e delle eccellenze agricole locali, restituendo l’immagine di un sistema territoriale basato su agricoltura e cooperazione. E di cui Melinda, con i suoi 4mila e più soci riuniti in 16 cooperative che raccolgono ogni anno 400mila tonnellate di mele, pari a circa un quinto dell’intera produzione italiana, rappresenta il principale punto di riferimento.
La proposta turistica del Consorzio prenderà il via in occasione dell’evento Fiorinda, la festa della fioritura in Val di Non, in programma l’11 e 12 aprile. Verrà infatti data l’opportunità al pubblico di partecipare a una special edition inaugurale delle visite alle celle ipogee e alla Funivia delle mele, l’innovativa infrastruttura inaugurata alla fine dello scorso anno per garantire un trasporto della frutta a ridotto impatto ambientale.
Durante il percorso, della durata di circa un’ora e mezza, i visitatori scopriranno l’origine di un’idea – trasformare una miniera in un grande frigorifero naturale – e gli aspetti tecnici che hanno consentito di concretizzarla. Ma anche i vantaggi offerti dalle particolari condizioni ambientali – bassa temperatura e impermeabilità – di questo luogo: minori consumi idrici ed energetici (il 30% in meno, per questi ultimi, rispetto ai magazzini di superficie), ridotte emissioni di CO₂ ed eliminazione dei pannelli coibentanti tipici delle strutture industriali.
Da pochi mesi inoltre è attiva la Funivia delle mele, nata dalla visione di Melinda e finanziata in parte dal programma europeo Next Generation Eu gestito dal Ministero dell’Agricoltura, primo impianto a fune al mondo dedicato al trasporto di frutta. Alimentato da fonti rinnovabili (idroelettrico) l’impianto, che sfrutta il peso delle mele in discesa per contribuire alla riduzione dei consumi energetici, colpisce per la sua efficacia ingegneristica e diventa per i visitatori un elemento spettacolare del racconto: il viaggio delle mele come espressione di innovazione e sostenibilità.
Dopo il weekend inaugurale, le esperienze entreranno stabilmente nella proposta turistica delle valli con tre percorsi principali. Il primo, “Il mondo dietro a una mela”, consente di visitare MondoMelinda e le sale di lavorazione della cooperativa Cocea. L’itinerario, della durata di circa 70 minuti, si conclude con una piccola degustazione nel centro visitatori. Il secondo, “Nel cuore delle Dolomiti”, dura un’ora e mezza e comprende la visita guidata alle celle ipogee e alla Funivia delle mele. Il terzo, “L’intero viaggio della mela Melinda”, rappresenta l’esperienza più completa. Il tour esteso accompagna infatti i visitatori attraverso tutte le fasi della filiera: dalla selezione nelle sale di lavorazione fino alla conservazione nelle celle. Il percorso dura circa 2 ore e 30 minuti e include una piccola degustazione finale.
“Nei territori come il nostro, agricoltura e turismo non sono semplicemente attività che convivono: sono espressioni diverse della stessa identità – afferma Ernesto Seppi, presidente del Consorzio Melinda –. L’agricoltura disegna il paesaggio, custodisce la cultura e i valori delle comunità; il turismo ne diventa il naturale prolungamento, permettendo alle persone di entrare in relazione con questa storia. Oggi i consumatori chiedono sempre più autenticità: vogliono conoscere l’origine di ciò che mangiano, incontrare i luoghi e le persone che stanno dietro al viaggio delle nostre mele. Aprire le celle ipogee significa proprio questo: offrire un’esperienza che unisce innovazione, territorio e comunità, restituendo il senso profondo di una valle che da generazioni coltiva futuro”.