
Il mese più caldo dell’anno deprime gli acquisti di beni di consumo: nel carrello meno prodotti food e non food. I dati preliminari di Istat sulle vendite al dettaglio ad agosto registrano, su base annuale, una crescita dello 0,5% a valore e un calo dell’1% a volume. Effetto della crescita dei prezzi.
Si teme che nei prossimi mesi pesi l'aumento dei prezzi che a settembre è stato del 4,2%.
A luglio, le vendite al dettaglio di alimentari salgono a valore dello 0,9% e scendono a volume dello 0,4%. Il non food è in crescita a valore, ma cala a volume, rispettivamente +0,2% e -1,3%.
In quest’ultima categoria di beni, si registrano variazioni tendenziali eterogenee tra i gruppi di prodotti. L’aumento maggiore riguarda informatica, tlc e telefonia (+6,7%) mentre calzature, articoli in cuoio e da viaggio segnalano il dato peggiore, -4,1%.
Rispetto all’agosto 2025, le vendite al dettaglio sono in aumento per la grande distribuzione, +1,1% a valore e +0,1% a volume, e il commercio online, rispettivamente +5,4% e +3,6%.
Nellla Gdo in agosto solo il discount mantiene le posizioni. Il dato tendenziale degli ipermercati è di +0,4% a valore e -1% a volume, dei supermercati, rispettivamente, +1% e -0,3%, e per i discount, +1,4% e +0,1%.
Rimane sempre critico il trend degli esercizi operanti su piccole superfici: -0,7 a valore e -2,5% a volume.
Secondo il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, "il caro energia, come dimostrano gli ultimi dati, ha riacceso l'inflazione proprio mentre consumi e fiducia stanno cercando di consolidarsi. Secondo le nostre stime, qualora la crisi energetica non rientrasse, nel 2027 perderemmo 6,5 miliardi di euro di consumi e tre decimi di Pil. Già quest'anno, inoltre, le imprese del commercio, del turismo e della ristorazione rischiano, complessivamente, un aggravio di oltre un miliardo sulla bolletta energetica. Servono misure immediate e strutturali su rinnovabili, nucleare sostenibile, reti, accumuli e formazione del prezzo dell'elettricità. L'energia non deve diventare una tassa occulta sulla crescita”.
Risparmio e consumi
Infine, per Federdistribuzione "il livello di fiducia ancora contenuto continua a condizionare le scelte di acquisto delle famiglie, che hanno mostrato una maggiore propensione al risparmio anche durante il periodo dei saldi estivi. Ne risentono in particolare i consumi in comparti come, ad esempio, abbigliamento, accessori e generi casalinghi, per i quali le famiglie possono più facilmente rinviare o ridimensionare le proprie decisioni di acquisto. È un comportamento che riflette la cautela con cui gli italiani stanno affrontando l’attuale fase economica e che contribuisce a mantenere debole la dinamica complessiva della domanda interna".
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