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Petfood, mercato da 1,2 miliardi. Benessere ed equilibrio nutrizionale in prima linea

Petfood, mercato da 1,2 miliardi. Benessere ed equilibrio nutrizionale in prima linea

Petfood, mercato da 1,2 miliardi. Benessere ed equilibrio nutrizionale in prima linea

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redazione

Sugar free e senza cereali, con poche calorie e ricchi di Omega 3 e Omega 6: sono queste le caratteristiche più apprezzate nel petfood, quelle la cui presenza sulle etichette dei prodotti cresce in modo più veloce.

A rivelarlo è l’analisi su 3.913 prodotti del petfood, venduti in supermercati, ipermercati e negozi a libero servizio per 1,2 miliardi di euro di sell-out, condotta dall’Osservatorio Immagino di GS1 Italy.
Quel che emerge è che l’evoluzione della nutrizione per cani e gatti ricalca le macro-tendenze che guidano l’alimentazione umana, incentrate sull’attenzione al benessere e all’equilibrio nutrizionale, sul controllo degli zuccheri e delle calorie, sulla salute intestinale e cardiovascolare.

Free from: il paniere più numeroso

In particolare, il paniere dei prodotti free from resta il più numeroso del mondo petfood con 1.997 prodotti per oltre 723 milioni di euro di vendite, in lieve crescita annua sia a valore che a volume. Come per gli umani, anche per cani e gatti si prediligono i 541 alimenti presentati come “sugar free” (+4,0% a volume), i 467 “grain free” o “low grain” (+6,0%) e i 76 etichettati come “low calories” (+7,4%).

Cresce l’apporto di probiotici

Anche il mondo del rich-in è ben presente negli alimenti per cani e gatti, con 1.968 prodotti per oltre 650 milioni di euro di sell-out, e mostra che la richiesta dei consumatori sta cambiando. Gli alimenti ricchi in vitamine restano i più diffusi (1.226 per oltre 435 milioni di euro di giro d’affari) ma perdono vendite e appaiono meno appealing rispetto a caratteristiche più moderne, come l’apporto di prebiotici (+6,1% le vendite in volume) o di Omega 3 e 6 (+1,2%).

Italianità: un plus che attira meno

A essere meno attraente nella nutrizione degli animali domestici è anche l’italianità: i 521 prodotti che la richiamano in etichetta hanno perso vendite a volume e a valore, fermandosi sotto i 121 milioni di euro di sell-out. Stessa sorte per i 505 prodotti accompagnati in etichetta dall’immagine della bandiera italiana, per i 33 prodotti con il claim “100% italiano” e per i 19 dichiarati “Italian quality”. L’unico claim del petfood a mantenere le posizioni è stato “prodotto in Italia/made in Italy(+0,6% sia a valore che a volume): sostenuto dall’aumento dell’offerta (382 prodotti in totale) e della pressione promozionale (+2,9 punti), ha superato gli 86 milioni di euro di sell-out tra supermercati, ipermercati e negozi a libero servizio.

       
       

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