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Olio, giacenze record della filiera italiana. Giù i prezzi alla produzione  

Olio, giacenze record della filiera italiana. Giù i prezzi alla produzione  

Olio, giacenze record della filiera italiana. Giù i prezzi alla produzione  

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Emanuele Scarci

Campagna olearia italiana 2026/27 in bilico. A poche settimane dall’avvio del raccolto, mondo agricolo e trasformatori sono stretti fra giacenze a livelli record e prezzi alla produzione in calo.

Ma negli ultimi mesi i prezzi al consumo degli oli di filiera italiana sono rimasti sostanzialmente stabili nella Gdo, in calo invece quelli di provenienza comunitaria.
“La nuova campagna olearia in Campania si apre in un quadro di forte criticità - osserva Antonio Casazza, membro di Confagricoltura Campania -. Le imprese devono decidere se raccogliere e sostenere le spese di trasformazione senza liquidità, prospettive di mercato e prezzi capaci di coprire i costi: una parte della produzione rischia di rimanere sugli alberi”.

Confagricoltura Campania invita quindi la Regione a seguire le iniziative di Puglia e Calabria, che hanno già formalizzato la richiesta di riconoscimento dello stato di crisi del comparto.

Promozione nella Gdo

Per Tommaso Loiodice, presidente dell’associazione dei produttori Unapol, “bisogna rilanciare le vendite con una azione di forte promozione nella grande distribuzione e coinvolgere i ministeri perché l’olio è alla base della dieta mediterranea”.

Dal suo canto, Coldiretti ha chiesto al ministero dell’agricoltura un bando per l’olio extravergine d’oliva 100% italiano da destinare agli indigenti. Fondi che possono essere utili per un primo intervento sulle giacenze, ma solo a patto che ci siano controlli rigorosissimi contro le frodi. Per questo proponiamo che vengano fatte analisi con strumenti innovativi come risonanza magnetica, mappa genetica e analisi isotopiche, integrando le banche dati e potenziando la rete dei laboratori”.

Linea del Piave

Secondo la filiera olivicola il prezzo di tenuta dell’olio extra vergine italiano è di 7,50 euro/litro. Nella Gdo i prezzi al consumo dell’olio nazionale non hanno dato finora segni di cedimento: oscillano mediamente intorno ai 10-12 euro al litro, tranne poche eccezioni. Mentre quelli comunitari segnano 7-8 euro.
Secondo Circana, nell'anno terminante a marzo 2026, le vendite di olio (oliva più semi) nella Gdo hanno segnato +1,3% in quantità per 388,4 milioni di litri di prodotto. Il fatturato è stato di 1,72 miliardi, -14,5% in seguito al calo dei prezzi record all’ingrosso (10 euro) del 2024.

Stock al massimo

Secondo i dati di Frantoio Italia del ministero dell’agricoltura, allo scorso 31 luglio risultano stoccati 233.377 tonnellate di olio extravergine, +43,9% rispetto all’anno precedente. Il problema però è solo dell’olio extra vergine di produzione nazionale: nelle cisterne dei frantoi ci sono infatti 108.299 tonnellate, + 139% rispetto a 12 mesi prima.

Al contrario, gli oli di provenienza comunitaria sono calati del 3,9% mentre quelli extracomunitari sono più che raddoppiati a circa 10 mila tonnellate. In forte crescita anche le giacenze degli oli blend: +82% a 11.650 tonnellate.

Olio senza scambi

La debolezza del mercato si riflette anche nella carenza di scambi alla Borsa merci di Bari. Gli ultimi prezzi all’ingrosso di olio extra vergine italiano risalgono al 16 giugno scorso: 5,90/6,40 euro al Kg, contro quotazioni record di 9,30/9,50 euro di un anno prima.
Le contrattazioni riprenderanno ufficialmente il 25 agosto.

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Podcast: Assitol, trend e sfide per l’olio d’oliva in Gdo

       
       

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