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Ibc: nel 2025 consumi a rilento, +0,8%. Frena il potere d’acquisto

Ibc: nel 2025 consumi a rilento, +0,8%. Frena il potere d’acquisto

Ibc: nel 2025 consumi a rilento, +0,8%. Frena il potere d’acquisto

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Emanuele Scarci

Nel 2025 consumi avanti piano. Quest’anno i consumi nazionali a prezzi costanti sono previsti in debole crescita, con un aumento del +0,8% rispetto al +0,4% dello scorso anno. Rallentano gli incrementi del potere d’acquisto dal 2% del 2024 allo 0,8% del 2025.

Le stime sono state diffuse ieri in occasione dell’assemblea di Ibc, l’Associazione industrie beni di consumo. Un comparto costituito da più di 35mila imprese, in gran parte piccole e medie, che genera un giro d’affari di circa 500 miliardi di euro (230 solo nel settore grocery) e occupa 1,1 milioni di addetti (il 29% dell’industria manifatturiera).

Nonostante gli eventi eccezionali degli ultimi anni, secondo il report di Mediobanca dedicato ai beni di consumo, nel 2023 l’industria ha riagganciato il margine (Ebit margin) del 2019: il 4,5%. Mentre la redditività del capitale investito (Roi) è passata dal 7,1% del 2019 all’8% del 2023.

Crisi demografica e dazi

Secondo l’analisi di Fedele De Novellis di Ref Ricerche per Ibc, il prevalere nelle famiglie di un comportamento prudenziale rende difficile un reale rilancio della domanda interna, mentre resta alto il livello della propensione al risparmio (9,5% di incidenza sul reddito). Le stime di Ref Ricerche non tengono conto degli effetti che potrebbero produrre i dazi americani che verranno comunicati nel corso della giornata.
La cautela degli italiani è confermata dalle evidenze presentate da Marco Pellizzoni dall’istituto di ricerche YouGov: Gli italiani reagiscono alla crisi economica e demografica con la loro storica vocazione al risparmio. Molti indicatori testimoniano comportamenti di acquisto all’insegna della prudenza: l’attenzione alle promozioni per contenere lo scontrino, l’inclusione del canale discount nella spesa (la penetrazione è ormai dell’88,7%) e acquisti sempre più frequenti (+3,9% nell’ultimo anno) ma ridotti (la spesa media per atto è diminuita del 2,7%)”.

Incertezza paralizzante

“In un quadro geopolitico ed economico all’insegna dell’incertezza le nostre aziende hanno grosse difficoltà ad impostare piani di attività ed investimenti - ha sottolineato il presidente di Ibc, Flavio Ferretti -. Subiamo elevati costi dell’energia, volatilità del prezzo delle materie prime, difficoltà di approvvigionamento. Problematiche che si sommano ai problemi di accesso al credito e all’elevata pressione fiscale, penalizzando la nostra competitività. I dazi? Lanciamo un appello affinché le istituzioni europee e nazionali intervengano per scongiurare un’escalation su vasta scala”.

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