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Studio Vinolok-Università di Udine: la chiusura è un elemento chiave nell'evoluzione del vino

Studio Vinolok-Università di Udine: la chiusura è un elemento chiave nell'evoluzione del vino

Studio Vinolok-Università di Udine: la chiusura è un elemento chiave nell'evoluzione del vino

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redazione

Secondo lo studio quinquennale condotto da Vinolok, in collaborazione con l’Università degli Studi di Udine, la scelta della chiusura gioca un ruolo importante nel modo in cui un vino evolve in bottiglia.

Lo studio

Lo studio nasce dall’impegno di Vinolok ad approfondire, attraverso un approccio scientifico, il ruolo dei diversi sistemi di chiusura nell’evoluzione del vino. La ricerca, condotta in collaborazione con l’Università degli Studi di Udine dal maggio 2023, è progettata per proseguire per almeno cinque anni.

Per garantire la massima affidabilità del confronto, i vini sono stati imbottigliati in condizioni controllate. Lo studio combina degustazioni indipendenti e valutazioni analitiche, offrendo ai ricercatori una prospettiva completa sull’evoluzione del vino: non solo ciò che accade dal punto di vista analitico, ma anche come il vino cambia e si esprime nel bicchiere nel corso del tempo.

Le due tipologie di vino analizzate

Lo studio, segue l’evoluzione di Pinot Grigio e Pinot Nero nell’arco di cinque anni, mettendo a confronto quattro diversi sistemi di chiusura: Vinolok, tappo a vite, tappo in sughero e quello tecnico. L’obiettivo è analizzare come le diverse soluzioni possano influenzare, nel tempo, l’evoluzione del vino in bottiglia.

A 36 mesi dall’imbottigliamento, i vini chiusi con Vinolok hanno evidenziato ottime prestazioni sensoriali su entrambe le tipologie. Nel Pinot Grigio, Vinolok ha contribuito a preservare un profilo equilibrato, caratterizzato da un’elevata qualità olfattiva e da una spiccata piacevolezza, senza evidenze di ossidazione o riduzione. Nel Pinot Nero, ha raggiunto una qualità olfattiva significativamente superiore, mantenendo al contempo un buon livello di freschezza e piacevolezza.

Per i produttori, questi risultati confermano l’importanza della scelta del tappo nel percorso evolutivo del vino: dopo tre anni in bottiglia, Vinolok ha dimostrato di garantire la preservazione di un profilo sensoriale equilibrato e gradevole, tanto nei vini bianchi quanto nei rossi.

I commenti

“Questo accordo rappresenta un’interessante opportunità per rafforzare la terza missione dell’Università ed è un eccellente esempio di come le istituzioni pubbliche e private possano sviluppare una solida cooperazione nella ricerca”, spiegano Piergiorgio Comuzzo e Franco Battistutta, responsabili scientifici del progetto presso l’Università di Udine (Dipartimento di Scienze Agroalimentari, Ambientali e Animali).

“La prova sta nel bicchiere, quindi la qualità del vino deve essere valutata, in ultima analisi, attraverso l’esperienza diretta. Nel nostro approccio di ricerca, è stato fondamentale selezionare i partner giusti e tenere sotto controllo ogni parametro rilevante del processo di imbottigliamento, affinché il confronto finale fosse accurato e non compromesso“, afferma Edina Kiss, responsabile tecnico di progetto presso Vinolok.

       
       

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