Un piano di investimento di 270 milioni di euro in 3 anni puntato su sviluppo di rete, efficienza dei punti vendita e digitalizzazione. Nel pacchetto è compreso anche l’ampliamento della logistica (+25 mila mq) a Monsampolo del Tronto, lo sviluppo della ristorazione fuori dai supermercati e l’acquisizione di una rete commerciale in Kosovo.
“La prossima settimana sarò in Kosovo - dichiara a Distribuzione Moderna l’amministratore delegato di Conad Adriatico, Antonio Di Ferdinando - per portare avanti la trattativa. E poi vedremo”. Conad Adriatico è oggi presente in Albania e Kosovo, tramite la società Conad Albania Sh. pk, con una rete di 34 pdv (la superficie media non arriva a 500 mq) affidata a partner locali e vendite per 94 milioni. È la terza insegna del territorio.
Nel 2025 Conad Adriatico ha realizzato nel business retail ricavi di 2,35 miliardi, +4,83% rispetto al 2024, un utile netto di 38,4 milioni, per il 97% accantonato a riserva indivisibile. Il margine commerciale è stato del 7,7%. I compensi promozionali dai fornitori sono stati circa 111 milioni. La posizione finanziaria netta è scesa da -188 milioni a -134. Il patrimonio netto consolidato è di quasi 411 milioni.
Quanto al bilancio consolidato di gruppo, che comprende anche le attività prevalentemente immobiliari, nel 2025 il valore della produzione è stato di 1,65 miliardi con un utile netto di 48 milioni. La cooperativa ha apportato alla società immobiliare Brick 80 milioni in conto futuro aumento di capitale per consentirle di attuare i progetti aziendali.
“Di fronte a un quadro economico difficile - ha detto Di Ferdinando, regista del successo della coop marchigiana dei dettaglianti - Conad Adriatico ha risposto investendo: sulla rete, sull'offerta, sulla qualità del servizio. Quando le famiglie hanno meno margine di errore nella spesa, il nostro dovere è essere all'altezza: con prodotti di qualità, prezzi accessibili e punti vendita che funzionino bene”.
Negli ultimi 5 anni le vendite di Conad Adriatico sono cresciute del 28%, un trend assimilabile “al passo del montanaro, regolare, senza strappi ma costante”, ha rimarcato il top manager.
L’anno scorso i prezzi di cessione del Consorzio Conad sono calati dello 0,11%, “un segnale importante - ha osservato Di Ferdinando -, ma quasi impercettibile per il cliente. Serve fare molto di più, agendo sull’efficienza delle aziende produttrici del nostro marchio”.
Quali gli obiettivi del 2026? “Crescere del 5% - ha risposto Di Ferdinando - e il trend dei primi mesi confermano il buon andamento.
La compagine sociale di Conad Adriatico comprende 261 imprenditori con una rete di 446 punti vendita e circa 9 mila addetti. Il network si estende su quasi 800 km, dal maceratese a Santa Maria di Leuca, alla Basilicata e fino ad Albania e Kosovo. La Puglia è la regione più popolosa e potrebbe diventare la prima per giro d’affari. Nel 2025 le vendite ammontavano a 421 milioni contro i 516 dell’Abruzzo.
I format comprendono: 24 Spazio Conad, 10 Conad Superstore, 191 Conad, 110 Conad City, 22 Margherita Conad, 67 Todis e 15 L'Alimentare. A completare la rete, 4 distributori di carburante, 3 Pet store Conad, 28 parafarmacie e 10 ottico Conad. I bistrot “Sapori & Sorrisi” (fino a 160 posti a sedere) sono inseriti nei punti vendita e registrano, mediamente, un utile operativo intorno al 15%.
La quota di mercato complessiva della Margherita è del 17,64% (+0,02%), molto avanti rispetto al 12,56% di Megamark e all’8,4% di Eurospin che ha registrato una battuta d’arresto.
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