di Luca Salomone

Pochi giorni dopo l’annuncio dell’acquisizione di Princes da parte di Newlat, la prossima New Princes formula un piano industriale che punta a ricavi, al 2030, di 5 miliardi di euro, il che la renderebbe la seconda multinazionale alimentare a capitale italiano, dopo Ferrero.

L’obiettivo, che parte da un fatturato composto di 2,8 miliardi di euro, è di una crescita organica con un tasso annuo medio del 3% fra il 2024 e 2030, fino a 3,34 miliardi, mentre la porzione restante (1,66 miliardi) “potrà venire – si legge in un comunicato ufficiale - dalle sinergie commerciali fra Princes e Newlat Food, e sarà anche legata al contributo offerto dalla crescita per linee esterne”.

In uno scenario conservativo (senza ulteriori acquisizioni) la redditività è prevista in aumento di 270 punti base, raggiungendo, nel 2030, un Ebitda di 317 milioni e un margine del 9,5% guidato, appunto, da sinergie commerciali, dal miglioramento del mix di prodotti offerti, da un maggiore contributo dei marchi di proprietà e dalla leva operativa.

Le sinergie di costo e integrazione sono stimate in 36 milioni, mentre ulteriori ottimizzazioni collaborative porteranno il margine a un nuovo incremento di oltre il 10%, sempre nell’arco di sei anni.

L’utile netto dovrebbe superare i 100 milioni, mentre, già nell’esercizio corrente, ci si attende un pro-forma 2024 (Princes consolidata per 12 mesi) superiore ai 300 milioni.

La qualità dei risultati sarà evidente grazie alla generazione di cassa. Il gruppo si aspetta un livello di free cash flow di 172 milioni nel 2030.

New Princes Group conta attualmente 30 marchi, facendo una somma fra l’acquirente e l’acquisita, ma si prevede il raddoppio delle categorie merceologiche.