Secondo il report del Comité Champagne relativo al mercato dello champagne, entro il 2032 si prevede che il giro d’affari del mercato globale toccherà gli 11,5 miliardi di dollari (+64% in 10 anni). L’Italia è sempre in top 10, raggiungendo il secondo miglior risultato per volume di consumi dal 2008 (9,4 milioni di euro del 2008 contro i 9,2 milioni del 2021), per un giro di affari di 200 milioni, cifra più alta degli ultimi 14 anni. A livello globale l’Italia è il quinto sbocco per giro d’affari il settimo per volume.

In questo scenario i trend futuri saranno l’aumento della capacità di spesa globale, la crescita delle economie in via di sviluppo e l’introduzione al consumo dei giovani cinesi e indiani, più propensi a provare nuove cucine e bevande rispetto alle generazioni precedenti: il mercato orientale dello champagne dovrebbe arrivare a valere 630 milioni di dollari entro quest’anno, pari a circa il 18% del mercato globale.

«Far conoscere e apprezzare la cultura dello champagne a paesi che fino ad oggi non hanno sviluppato una grande tradizione enologica sarà l’obiettivo che guiderà gli addetti ai lavori da qui ai prossimi 10 anni» afferma Luigi Sangermano, imprenditore del lusso e amministratore delegato di Laurent-Perrier Italia.