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Aggiornato al: 06 Dicembre 2019 17:43
Logistica
​La logistica conto terzi in Italia vale 84 mld di euro (+0,7%)

La Contract logistics conferma la sua crescita nel 2018, con un fatturato previsto di 84 miliardi di euro, +0,7% in termini reali rispetto all’anno precedente, che consolida il trend positivo degli ultimi cinque anni (+0,6% nel 2018, +1,3% nel 2017, +1,7% nel 2016, +0,7% nel 2015). Le previsioni 2019 rivelano un ulteriore lieve aumento in termini assoluti del fatturato, che a fine anno dovrebbe raggiungere quota 84,5 miliardi di euro, ma con un rallentamento del trend di crescita in termini reali (-0,2%) a causa dell’incertezza nel quadro nazionale ed internazionale. Il fermento del settore è testimoniato da 76 di operazioni di fusione e acquisizione nel periodo 2015-2019 che hanno coinvolto fornitori di servizi di logistica internazionale (41% dei casi) e nazionale (59%), con oltre 500 milioni di fatturato complessivo delle aziende acquisite nel corso dell’anno.

Si diffondono tecnologie per la Logistica 4.0 che automatizzano attività di trasporto e di magazzino, permettono l’acquisizione di dati e stanno trasformando profondamente organizzazioni e ruoli della logistica, spingendo la domanda di nuove competenze soprattutto per l’analisi dei dati, l’automazione e l’intelligenza artificiale. I fornitori di servizi logistici iniziano a inserire profili 4.0 come Big data analyst, Digital transformation manager, Informatico logistico, Informatico dell’automazione, Innovation manager e AI specialist. Cresce l’attenzione alla sostenibilità, con diverse soluzioni di efficienza energetica nei magazzini come l’introduzione di carrelli con batterie agli ioni di litio, l’uso di sistemi di ricarica batterie ad alta frequenza, sensori per il rilevamento del movimento e soluzioni per l’isolamento termico.

Nel subappalto per la gestione dei magazzini prevale ancora il ricorso alla cooperativa (scelta dal 50% di aziende che si affidano a una sola soluzione), ma aumenta l’eterogeneità dei modelli adottati: il 70% degli operatori oltre alle cooperative sceglie di aumentare il personale dipendente, si affida a Agenzie per il lavoro o Srl. La scelta del modello organizzativo di subappalto ha ripercussioni su molti aspetti sulla modalità di gestione dell’appalto, come la visibilità sull’operatività e l’assenteismo, la certezza sul pagamento dei contributi e la flessibilità.

La crescita del fatturato è trainata dai grandi operatori, che mostrano un incremento del 6,3% dal 2016 al 2017, mentre la redditività rimane stabile al 3,9%. Continua la spinta della logistica in outsourcing, che raggiunge un valore di 47,5 miliardi di euro (+2,2 miliardi sul 2016) e rappresenta il 41,7% delle attività logistiche (+12,9% rispetto al 2009). La Strategic contract logistics, cioè l’esternalizzazione di una parte rilevante del processo logistico a un unico fornitore, cresce più del mercato complessivo (+17,5% in otto anni), toccando quota 9,6 miliardi di euro su un valore totale del mercato logistico pari a 113,8 miliardi di euro. Resta stabile a poco più di 97mila, il numero di imprese attive nel settore, tra cui si rileva da un lato la ripresa del numero di autotrasportatori (+0,5%) e dall’altro la contrazione di spedizionieri (-4,8%) e operatori logistici (-3,4%).

Sono alcuni risultati della ricerca dell'Osservatorio contract logistics “Gino Marchet” della School of management del Politecnico di Milano* (www.contractlogistics.it) presentata all’Auditorium MiCo durante il convegno "Tecnologia, organizzazione e competenze: la svolta per una Logistica 4.0".

La rivoluzione 4.0 sta prendendo sempre più piede, sia tra i magazzini che nel trasporto, con soluzioni che automatizzano le attività di stoccaggio, movimentazione, trasporto e strumenti per raccogliere, condividere e trasformare i dati disponibili in informazioni utili a orientare le decisioni di business e a migliorare i processi di gestione del magazzino e delle flotte di veicoli, la digitalizzazione degli scambi informativi e la tracciabilità di consegna. La tecnologia non è più una barriera all’adozione, mentre gli ostacoli percepiti sono la necessità di adattare i sistemi informativi e i modelli organizzativi (26%), l’esigenza di cambiare modalità di lavoro (21%) e la capacità di gestione del dato (21%).

La diffusione della Logistica 4.0 passa dalla cultura del dato nelle organizzazioni e il ruolo della funzione IT oggi diventa fondamentale: nel 20% delle aziende logistiche l’incidenza del budget IT sul fatturato è superiore al 10% e in crescita, il 32% ha aumentato le risorse IT negli ultimi cinque anni (con una crescita media del 42%).

La digitalizzazione richiede nuove competenze professionali e il rafforzamento di quelle già presenti. Tra i fornitori di servizi logistici i ruoli che stanno cambiando maggiormente sono legati alle attività di magazzino e trasporto, come l’ingegnere logistico (per il 76% del campione), il gestore fornitore di rete (55%), l’autista (45%), il planner dei trasporti (41%) e il site manager (34%). Gli altri profili più coinvolti dalle trasformazioni del settore sono il Solution Designer (lo sviluppatore dei progetti dei committenti, 55%), il Direttore IT (38%) e il Direttore HR (24%).

Questi ruoli devono migliorare soprattutto le competenze specifiche delle loro mansioni, come la capacità di pianificazione e soluzione dei problemi per il site manager (60%) e il planner dei trasporti (50%), la definizione e gestione di metriche per misurare i risultati ottenuti per l’ingegnere logistico (40%) e le conoscenze di sicurezza informatica per il direttore It (33%). Tutte le figure devono però migliorare la capacità di innovare i processi e prendere decisione basate sull’analisi dei dati per poter sfruttare al meglio le opportunità offerte dalle nuove tecnologie. Così, il site manager dovrebbe concentrarsi su competenze Ict generali (30%), analisi dei dati (33%) e monitoraggio delle prestazioni attraverso le metriche (44%), mentre il planner dei trasporti dovrebbe valorizzare la raccolta automatica e in tempo reale delle informazioni. L’abilità di innovare è richiesta all’ingegnere logistico (76%), al direttore It (50%) e al site manager (41%). Il solution designer deve saper creare soluzioni replicabili, coerenti con la visione aziendale e l’integrazione dei processi, mentre per i ruoli direttivi è indispensabile la visione strategica.

Big data analyst, Digital transformation manager, Informatico logistico, Informatico dell’automazione, Innovation manager e AI specialist sono i profili 4.0 emergenti, che i fornitori di servizi logistici stanno iniziando a inserire nelle loro organizzazioni. Il più presente è l’Informatico logistico (86%), mentre le altre competenze sono ancora rare ma destano grande interesse in ottica futura. Il 72% dei fornitori di servizi logistici ha in programma di inserire almeno tre tra le sei figure emergenti, il numero di operatori che avranno inserito la figura dell’Innovation manager crescerà nei prossimi anni del 37%, le aziende che punteranno su Big data analyst e Digital transformation manager aumenteranno del 40%, i fornitori che assumeranno esperti in automazione e Artificial intelligence saliranno rispettivamente del 56% e del 93%.

Tra chi adotta una sola soluzione per l’esternalizzazione nella gestione del magazzino, oltre il 50% dei fornitori di servizi logistici utilizza cooperative. Le modifiche del quadro normativo (con l’introduzione del Decreto Dignità e la firma del Ccnl Logistica anche da parte delle associazioni delle cooperative), insieme alla necessità di maggiore visibilità sulle attività di magazzino e sulla situazione contributiva - fiscale, ha portato gli operatori ad esplorare anche nuove soluzioni, come l’aumento della quota di personale dipendente all’interno dei siti (spesso affiancato da lavoro in somministrazione), il rafforzamento delle relazioni riducendo il numero di cooperative e l’introduzione di Srl. Il 70% degli operatori logistici ricorre a più di una soluzione nel portafoglio di siti gestiti.

I tre principali fattori di consumo energetico dei magazzini sono l’elettricità utilizzata per illuminazione, movimentazione e refrigerazione, il combustibile impiegato per il riscaldamento e la movimentazione, e il refrigerante. Da un’analisi su un campione di fornitori logistici che gestisce un totale di 2 milioni di metri quadri di magazzini, emerge che le soluzioni di efficienza energetica più utilizzate sono i punti luce Led (85% dei metri quadri mappati), seguiti da batterie ad alta frequenza (59% dei metri quadri mappati), sensori di movimento (50%) e soluzioni per l’isolamento termico (48%). Cresce l’impiego di carrelli con battere agli ioni di litio, mentre sono meno adottate il recupero di energia e tecnologie “cool roof”.

L’introduzione di soluzioni automatizzate per i sistemi di movimentazione e stoccaggio, l’arrivo di nuovi canali di distribuzione (in primo luogo l’e-commerce), l’attenzione all’impatto ambientale, l’impegno per aumentare la sicurezza degli spazi logistici e lo sforzo per rendere il magazzino più flessibile sono i cinque trend che stanno modificando gli immobili logistici individuati dall’Osservatorio. Il 73% delle aziende prevede di puntare sulla flessibilità operativa per gestire diverse tipologie di clienti e di merci. Diminuisce il peso delle attività tradizionali di movimentazione e stoccaggio a favore di quelle di trasformazione e lavorazione dei flussi gestiti (per il 61%), confermando un trend in atto. Secondo il 75%, i capitali sostituiranno progressivamente il lavoro all’interno dei magazzini, con un crescente ricorso a soluzioni automatizzate per movimentazione, stoccaggio e allestimento ordini. Nell’organizzazione degli spazi, la tendenza sarà progettare magazzini con superfici e altezze più elevate, più porte e mezzanini per la gestione di nuovi servizi. Anche l’efficienza energetica e l’attenzione alle condizioni di lavoro assumono maggiore rilevanza: il 54% degli operatori ha intenzione di riprogettare i magazzini per ridurne gradualmente l’impatto ambientale fino ad essere in grado di generare energia pulita e rivendibile ad altri operatori.

03 Dicembre 2019
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