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De Nigris, premiumizzazione ed export guidano la crescita

De Nigris, premiumizzazione ed export guidano la crescita

De Nigris, premiumizzazione ed export guidano la crescita

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Veronica Fumarola

Ci sono passioni indissolubili, che si tramandano di padre in figlio. Così a quattro generazioni la famiglia De Nigris si dedica con sapienza alla produzione di aceto, alla continua ricerca del miglior prodotto possibile.

Oggi l’azienda – con sede a Carpi nel modenese, San Donnino nel reggiano e Caivano, nel napoletano – ricopre un ruolo di primo piano nel comparto dell’Aceto Balsamico di Modena Igp ed è presente con il suo brand in oltre novanta Paesi. In un momento di incertezza dei consumi come quello che stiamo vivendo, l'azienda guarda al futuro facendo leva su qualità, innovazione e internazionalizzazione. Ne parla Carlo Erba, direttore commerciale Italia.

Può tracciare un bilancio degli ultimi due anni?

Il 2025 si è chiuso in un contesto di mercato ancora complesso e caratterizzato da consumi prudenti nel mondo dell’aceto, ma con risultati complessivamente stabili sia a valore, con un fatturato di 100 milioni di euro, sia a volume. Alcuni segmenti a maggiore valore aggiunto, in particolare quelli legati al biologico e al benessere, hanno continuato a mostrare una buona tenuta, confermando l’interesse dei consumatori verso prodotti di qualità e distintivi. I presupposti per il 2026 apparivano migliori, con segnali incoraggianti sia sul mercato italiano sia sull’export. Tuttavia, il contesto geopolitico internazionale e il protrarsi delle tensioni legate ai conflitti in corso stanno influenzando il trend dei consumi in alcune aree strategiche e continuano a generare pressioni sui costi energetici, logistici e del packaging.

Che peso ha la Gdo nel business di De Nigris?

La Gdo continua a essere un canale centrale per De Nigris, sia in Italia sia all’estero. Presidiamo i principali segmenti del comparto: Aceto Balsamico di Modena Igp, aceto di mele, aceti del benessere, glasse, condimenti agrodolci e specialità gourmet. Nel comparto dell’Aceto Balsamico di Modena Igp, De Nigris ricopre un ruolo di primo piano nel comparto e l’Aceto Balsamico rappresenta circa il 50% del business aziendale.

Che ruolo gioca la Mdd?

La private label fa parte della nostra strategia commerciale, accanto al marchio De Nigris, alla Gdo nazionale e internazionale, al food service, all’e-commerce e ai canali premium. Per noi la marca del distributore è interessante quando consente di costruire progetti di qualità, coerenti con i nostri standard produttivi e con la nostra capacità di innovazione. Non la interpretiamo come una leva puramente di volume, ma come un ambito in cui portare know-how, sicurezza di filiera, qualità certificata e capacità di sviluppo prodotto.

Quanto vale l’export?

L’export è una componente fondamentale del nostro modello di crescita: circa il 70% del fatturato è generato all’estero. De Nigris è presente in oltre 90 mercati e continua a investire sull’internazionalizzazione, portando nel mondo l’Aceto Balsamico di Modena Igp, gli aceti di frutta, le glasse, i condimenti agrodolci e le specialità gourmet. I progetti oltre confine vanno in tre direzioni: consolidamento dei mercati storici, in particolare Europa e Stati Uniti; sviluppo di mercati ad alto potenziale, anche in Asia; rafforzamento della cultura del balsamico come prodotto versatile, non solo per la cucina tradizionale italiana ma anche per nuove occasioni di consumo, dal benessere alla mixology.

Quali sono le più recenti novità di prodotto che avete lanciato?

Nel 2025 abbiamo lavorato su innovazioni che raccontano bene l’evoluzione del nostro posizionamento: tradizione, benessere e nuove modalità d’uso dell’aceto. Tra le novità rientrano MelaMadre con limone, aceto di mele biologico con madre naturale e succo di limone siciliano, e la linea sviluppata con Davide Oldani, presentata a Identità Golose 2025, che unisce la cultura del Balsamico di Modena alla visione contemporanea dello chef. Nel 2026 stiamo lavorando soprattutto sulla valorizzazione delle occasioni d’uso e sul racconto della versatilità dell’Aceto Balsamico di Modena Igp. Nell’ambito della collaborazione con Alma, il più autorevole centro per l’alta formazione in cucina e nell’ospitalità italiana a livello internazionale, è stato promosso un contest dedicato agli studenti dei corsi di cucina e pasticceria, con la creazione di un ricettario che reinterpreta i prodotti iconici De Nigris.

In ambito comunicazione, quali leve state utilizzando?

La nostra comunicazione lavora su un equilibrio molto chiaro: da un lato la tradizione ultracentenaria e il saper fare dei maestri acetieri, dall’altro l’innovazione, il benessere e la contemporaneità. Vogliamo raccontare l’aceto come prodotto vivo, versatile e capace di entrare in nuove abitudini di consumo. Le attività si sviluppano su più livelli: educazione del consumatore attraverso etichette informative e qr-code; storytelling di prodotto; collaborazioni con chef e scuole di cucina; attivazioni nel mondo premium, boutique e Balsamico Village; presidio della Gdo e dell’e-commerce; progetti legati a benessere, prevenzione e cultura alimentare.

Verso cosa orienterete gli investimenti futuri?

Gli investimenti saranno destinati a innovazione di prodotto, efficientamento dei processi, sostenibilità, digitalizzazione e rafforzamento della capacità produttiva e logistica. Tra gli ambiti già avviati rientrano il monitoraggio dei consumi tramite tecnologie di sensori, l’efficientamento dei processi produttivi, il packaging a minore impatto, la riduzione degli sprechi e il consolidamento dell’energia rinnovabile. Un altro asse importante riguarda l’internalizzazione e l’ottimizzazione produttiva: nel sito di San Donnino – in provincia di Reggio Emilia – è stata completata l’internalizzazione dei processi di produzione di alcool e imbottigliamento, ottenendo un ciclo gestito internamente al 100%. Questo consente anche di ridurre movimentazioni e trasporti tra stabilimenti.

Che sfide attendono il comparto dell’aceto?

Le sfide saranno legate alla capacità di innovare senza snaturare il prodotto, valorizzare l’origine e la qualità, rispondere alla domanda di naturalità, salute, biologico, tracciabilità e packaging sostenibile. I consumatori cercano sempre più prodotti versatili: l’aceto non è più solo un condimento, ma può diventare ingrediente funzionale, elemento gourmet, prodotto premium o soluzione per nuove occasioni d’uso.

Obiettivi per il 2026?

L’obiettivo è proseguire in una crescita sostenibile, soprattutto a valore. Le direttrici principali saranno export, premiumizzazione, Aceto Balsamico di Modena Igp, aceti del benessere, innovazione di prodotto e sviluppo di canali ad alto potenziale.

       
       

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