Factorcoop, la società di factoring detenuta dalle maggiori cooperative di consumo italiane, chiude il 2025 con utili per 2,34 milioni, in crescita del 3%.
Si tratta di uno dei migliori bilanci degli ultimi 20 anni, ottenuto mantenendo stabili le coperture sul rischio di credito e con un incremento rilevante del fondo accantonamenti, pari a 1,6 milioni.
La società, fondata nel 1983, si accinge a un’innovazione profonda del proprio modello di business, che la collocherà a breve nell’universo delle fintech.
La trasformazione tecnologica e operativa, delineata nel piano strategico 2026-2028, è già in corso ed è stata affidata a Fausto Caprini (fondatore di Alkemy), manager, imprenditore ed esperto di riferimento per l’innovazione e la trasformazione digitale del retail italiano.
Il primo obiettivo è gestire in proprio, nel giro di pochi mesi, l’intera filiera dei servizi di pagamento, offrendo conti con Iban per l'esecuzione di operazioni di pagamento (che non costituiscono deposito bancario né raccolta di risparmio) e dando alle imprese la possibilità di ridurre la propria dipendenza dai circuiti interbancari tradizionali.
L’amministratore delegato della società Marco Fossi e lo stesso Caprini, appena nominato innovation lead di Factorcoop, hanno spiegato che il mercato finanziario si sta trasformando a una velocità che non ammette attese.

Marco Fossi: "L'euro digitale cambierà strutturalmente il modo di gestire i pagamenti"
“Factorcoop – dice Fossi - non si limita ad adeguarsi al cambiamento: vuol essere tra chi lo guida, mettendo al centro la solidità del sistema cooperativo e la capacità di offrire ai partner strumenti finanziari all'altezza del domani. E ciò anche in vista dell'introduzione dell'euro digitale, la moneta emessa direttamente dalla Banca Centrale Europea, che cambierà strutturalmente il modo in cui cittadini e imprese gestiscono i pagamenti”.
Nel corso del 2025 l’insieme dei volumi intermediati da Factorcoop è passato da 1,96 a 2,07 miliardi.
Nel dettaglio, il turnover factoring ha segnato un incremento del 5,2%, salendo da 1,64 a 1,73 miliardi di euro nel 2025, mentre sul versante del servizio Sdd (Sepa direct debit) la movimentazione ha registrato un incremento del 6,2%, dai 322 milioni del 2024 ai 342 attuali.
L’utile, in 10 anni, ossia dal 2015, ha cumulato una variazione positiva del 70% e il valore dell’esercizio si è qualificato come il secondo migliore risultato dell’ultimo ventennio.
La destinazione ha comportato anche un rafforzamento del patrimonio della società, che oggi detiene fondi propri in crescita dello 0,6% rispetto al 31 dicembre 2024.
Factorcoop è iscritta all’albo Unico degli intermediari finanziari e da sempre è vigilata da Banca d’Italia; da luglio 2011 è divenuta anche istituto di pagamento e dal 2019 aderisce al Nodo Pagopa.
Da sempre controllata delle cooperative di consumatori - Coop Alleanza 3.0, Unicoop Etruria, Coop Lombardia, Coop Liguria, Novacoop, Coop Italia -, fino al 2016 interveniva esclusivamente sui crediti che le aziende fornitrici vantano verso le Coop.
L’anno scorso la composizione del portafoglio ha confermato il ruolo primario del settore alimentare, che produce il 51% del turnover (52% nel 2024), strategico per la Gdo. Il non food, invece, ha diminuito la propria incidenza, passando dal 20% del 2024 al 17% del 2025 per volumi intermediati.
Continua a crescere anche il servizio di pagamento utenze alle casse, realizzato per i soci e per i clienti Coop: l’anno scorso sono state processate 3,50 milioni di bollette per un valore di 371 milioni di euro.
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