Barbera lancia Litte Sicily, hub dell’agroalimentare e della cultura siciliana nel New Jersey

Manfredi Barbera, ceo dell'azienda omonima
Manfredi Barbera, ceo dell'azienda omonima

Barbera lancia Litte Sicily, hub dell’agroalimentare e della cultura siciliana nel New Jersey

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Emanuele Scarci

Esportare un pezzo di Sicilia negli Stati Uniti e creare un luogo capace di mettere in relazione produzioni, cultura e nuove opportunità di business.

È l’obiettivo di Little Sicily, il nuovo spazio permanente che l’azienda olearia palermitana Manfredi Barbera ha inaugurato nella sede di Rutherford, nel New Jersey.

Al taglio del nastro nell’hub hanno preso parte Frank Nunziato, sindaco di Rutherford, Paul Sarlo, senatore dello Stato del New Jersey, e Edy Tamajo, assessore alle Attività produttive della Regione Siciliana.

Il ponte

L’iniziativa rappresenta un nuovo tassello nel percorso di internazionalizzazione di Barbera, storica azienda fondata nel 1894 e guidata dalla quarta generazione. La presenza diretta dell’azienda negli Stati Uniti risale al 2018, con la costituzione di Manfredi Barbera Usa.

“Little Sicily nasce per raccontare la Sicilia che conosciamo e che ha la capacità di tenere insieme tradizione e visione - ha sottolineato in occasione del taglio del nastro il ceo Manfredi Barbera -. È un vero ponte di opportunità tra i due territori”.

Mercato estero leader

Nel 2025 (con chiusura fiscale al 30 settembre) l’azienda siciliana ha realizzato ricavi per 45,6 milioni di euro (+7,5%), un Ebitda di 3,9 milioni (+5,4%) e un utile di 1 milione. L’export vale il 60% del fatturato. In particolare, Stati Uniti e Canada sono il primo mercato estero con vendite per 14 milioni, pari a oltre il 30% del giro d’affari.
La società offre oli Dop e Igp, monocultivar, mediterranei e bio. Inoltre propone una linea di olio a marchio Villa Barbera. Lo stesso brand di una gamma di prodotti alimentari siciliani (pasta, sughi, condimenti, pistacchi, limoni e tanti altri prodotti del territorio) appena lanciata e che, con l’hospitality, rientra nel processo di diversificazione del business.

Dazi e mini dollaro

Per l’esercizio fiscale in corso, Barbera sottolinea che “dopo 10 anni di sviluppo dei ricavi in Nord America, è arrivata una battuta d’arresto generata dai dazi Usa e dalla svalutazione del dollaro che hanno appesantito i prezzi del 30%. I volumi invece si sono mantenuti pressoché costanti. E questo è un ottimo risultato”.
Alla fine di questo esercizio, il fatturato dell’azienda dovrebbe segnare una flessione dei ricavi del 10-12%, in seguito al calo dei prezzi dei prodotti di circa il 25%.

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