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Pietro Coricelli investe sul rebranding che unisce contemporaneità e storia

Pietro Coricelli investe sul rebranding che unisce contemporaneità e storia

Pietro Coricelli investe sul rebranding che unisce contemporaneità e storia

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redazione

A TuttoFood Pietro Coricelli ha presentato al pubblico e agli operatori del settore la sua nuova veste, frutto di un importante progetto di rinnovamento della propria identità.

Un’evoluzione che segna un nuovo capitolo nella storia dell’azienda, rafforzandone il posizionamento e la capacità di dialogare con i mercati contemporanei, senza perdere il legame con le proprie origini.

Linguaggio più contemporaneo

Il rebranding nasce dall’esigenza di esprimersi con un’immagine più attuale e coerente con i linguaggi contemporanei, introducendo un cambiamento sul piano visivo e mantenendo al centro la propria identità e tradizione. Un intervento che mette al centro il packaging, con l’obiettivo di trasformare la bottiglia in uno strumento capace di raccontare il posizionamento del brand, unendo il design alla funzionalità in cucina.

Il risultato è una nuova veste grafica distintiva e contemporanea, caratterizzata da codici cromatici decisi e riconoscibili, dettagli in rilievo, e un sistema informativo chiaro e strutturato. Le etichette introducono, infatti, indicazioni come il punto di fumo e i suggerimenti di utilizzo, guidando il consumatore nella scelta dell’olio più adatto alle diverse preparazioni.

Valorizzazione della storia del brand

Anche il logo è stato rivisitato con l’obiettivo di valorizzare la storia del brand e renderlo al tempo stesso più attuale ed efficace, rafforzando la capacità di esprimere l’italianità sui mercati internazionali.

“Vogliamo raccontarci di più già dall’etichetta, come un mix di design, orgoglio italiano e bellezza – afferma Chiara Coricelli, amministratore delegato e presidente di Pietro Coricelli –. Abbiamo intrapreso un percorso di rinnovamento che parte dall’immagine e dalla narrazione, con l’obiettivo di incuriosire il consumatore e costruire un’identità più moderna e riconoscibile, senza tradire le nostre radici. Un’operazione futuristicamente retrò, capace di trasformare la bottiglia in uno strumento che racconta il know-how che sta dietro a ogni raccolta e spremitura”.

Le nuove etichette saranno progressivamente introdotte sul mercato a partire dalla metà del 2026.

       
       

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