Nel 2025, il volume delle esportazioni italiane di farine di frumento tenero e di semole di frumento duro si è situato, rispettivamente, in circa 362 mila tonnellate e in 142 mila tonnellate con un incremento, rispetto al 2024, pari a 10,1 punti percentuali per le farine di frumento tenero e 7,7 punti percentuali per le semole di frumento duro.
Così Italmopa – Associazione Industriali Mugnai d’Italia, aderente a FederPrima e a Confindustria, che rappresenta in via esclusiva l’industria molitoria italiana, a commento dei dati sul commercio estero nel 2025 diffusi dall’Istat-Istituto Nazionale di Statistica.
“Il nuovo incremento dei volumi complessivi delle nostre export di sfarinati conferma, ancora una volta, sia la straordinaria qualità e la grande versatilità delle farine e delle semole prodotte dall’industria molitoria italiana, sia la caparbietà e la tenacia delle nostre aziende nel sviluppare la loro presenza sui mercati esteri – evidenzia Vincenzo Martinelli, presidente di Italmopa –. Le nostre farine e semole sono prodotti di assoluta eccellenza, peraltro alla base del made in Italy alimentare, ottenuti grazie all’impareggiabile abilità dei mugnai italiani nel selezionare, miscelare e trasformare i grani migliori, indipendentemente dalla loro origine, per ottenere sfarinati pienamente rispondenti alle molteplici esigenze del mercato e alle richieste sempre più attente dei consumatori”.
Francia, Stati Uniti, Germania, Spagna e Regno Unito hanno costituito, anche nel 2025, i principali Paesi di destinazione per le esportazioni di farine di frumento tenero italiane mentre per quanto concerne le semole di frumento duro, l’Arabia Saudita, la Germania, la Francia e il Belgio rappresentano i principali mercati di sbocco assorbendo quasi la metà del volume globale delle esportazioni italiane.