
Ottant’anni di storia, un settore che vale oltre 9,6 miliardi di euro di produzione e un export da 2,5 miliardi di euro in 136 Paesi. Sono questi alcuni dei numeri emersi durante l'Assemblea annuale di Assica, che ha celebrato lo scorso 18 giugno a Roma l'80° anniversario dell'Associazione con una riflessione sul futuro della filiera dei salumi italiani tra competitività, sicurezza alimentare, sostenibilità e apertura dei mercati internazionali.
“Il valore della produzione del nostro comparto ha superato i 9 miliardi e 650 milioni di euro e oggi esportiamo in 136 Paesi. Un risultato costruito grazie alla capacità di fare sistema e affrontare insieme barriere tecniche, normative e sanitarie che le singole imprese non potrebbero superare da sole”, ha dichiarato il presidente di Assica Lorenzo Beretta.
Il presidente ha ricordato la crescita internazionale del settore nel corso degli ultimi decenni: “negli anni Cinquanta le esportazioni dei salumi italiani valevano circa 2 miliardi di lire. Oggi superano i 2,5 miliardi di euro e rappresentano una delle espressioni più significative del Made in Italy agroalimentare nel mondo”.
Per comprendere meglio le nuove esigenze dei consumatori e accompagnare la crescita del settore l’associazione ha creato l’anno scorso l'Osservatorio Assica, realizzato insieme a partner quali The European House – Ambrosetti e NielsenIQ. “Uno strumento che ci consentirà di condividere dati, individuare tendenze e costruire politiche sempre più efficaci per sostenere i consumi e valorizzare i nostri prodotti”.
Lorenzo Beretta ha inoltre richiamato l'attenzione sulle principali criticità che il settore è chiamato ad affrontare: "la peste suina africana, il costo dell'energia e le incertezze legate al commercio internazionale rappresentano le sfide più rilevanti per la competitività delle nostre imprese”.
Nel corso dell'assemblea è intervenuto, tramite videomessaggio, anche il Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, che ha illustrato le principali azioni introdotte dal Governo a sostegno del comparto agroalimentare e zootecnico.
La necessità di fondare il dibattito pubblico su evidenze scientifiche è stato invece il centro dell’intervento dell’ospite internazionale dell’assemblea, Thanawat Tiensin, direttore produzione e salute animale della Fao “abbiamo bisogno di politiche basate sui dati e non sulle emozioni. Troppo spesso il settore zootecnico viene raccontato solo attraverso una narrazione negativa. La realtà è che la zootecnia rappresenta una parte fondamentale della soluzione alle sfide della sicurezza alimentare globale", ha affermato Tiensin.
Il rappresentante della Fao ha ricordato come la domanda mondiale di prodotti zootecnici sia destinata a crescere: “Con una popolazione mondiale che raggiungerà i 10 miliardi di persone entro il 2050, produttività e sostenibilità devono procedere insieme”.
L’intervento di Pietro Paganini, presidente di Competere.eu e professore della Temple University di Philadelphia, si è concentrato invece sul concetto di "coesistenza proteica" e sul ruolo strategico delle proteine animali.
“Parliamo di coesistenza proteica e non di transizione proteica. Le diverse fonti nutrizionali non sono in competizione tra loro: sono complementari e devono convivere all'interno di un sistema alimentare equilibrato", ha dichiarato Paganini. "Le proteine animali rappresentano una vera infrastruttura strategica, al pari dell'energia o della cybersecurity. Garantire l'accesso alle proteine significa garantire la sicurezza alimentare delle nostre comunità. La sfida dei prossimi decenni sarà nutrire una popolazione mondiale in crescita garantendo qualità, disponibilità e sostenibilità. Questo obiettivo richiede un approccio pragmatico e basato sulla scienza”.
La seconda parte dell'assemblea è stata dedicata a una tavola rotonda che ha coinvolto rappresentanti delle istituzioni e del sistema produttivo.
Aprendo il confronto, Davide Calderone, direttore di Assica ha posto l'accento sulle priorità del comparto: “Le aziende stanno affrontando problematiche enormi legate alla Peste suina africana, soprattutto nelle aree sottoposte a restrizioni. È fondamentale continuare a lavorare insieme alle istituzioni per garantire competitività e accesso ai mercati”.
Calderone ha inoltre richiamato il valore della diplomazia commerciale: “La rete delle ambasciate e la collaborazione tra ministeri rappresentano uno strumento fondamentale per aprire nuovi mercati e superare le barriere che ostacolano l'export”.
Sul fronte internazionale, Alfredo Conte, vicedirettore generale per l'Europa e la politica commerciale internazionale del Maeci ha sottolineato l'importanza della diversificazione commerciale: “L’accordo Mercosur rappresenta una grande opportunità per le nostre imprese e una dimostrazione che la cooperazione internazionale è ancora possibile. Il mercato americano rimane insostituibile per il sistema produttivo italiano e stiamo lavorando per garantire condizioni di stabilità e tutelare gli interessi delle nostre imprese”.
Federico Eichberg, capo di gabinetto del Mimit ha invece evidenziato il ruolo dell'agroalimentare nell'economia nazionale: “L'Italia è leader mondiale nella diversificazione dell'export. Nel 2024 le esportazioni hanno raggiunto 632 miliardi di euro e l'agroalimentare ha contribuito con 72 miliardi".
Eichberg ha ricordato le misure a sostegno delle imprese: “Con Transizione 5.0 mettiamo a disposizione 9,8 miliardi di euro per favorire efficientamento energetico e digitalizzazione. A questo si aggiungono gli strumenti per gli investimenti e il rafforzamento delle filiere”.
Sul fronte sanitario, Giovanni Filippini, commissario straordinario alla peste suina africana e direttore generale della salute animale del Ministero della Salute ha illustrato le attività di contrasto alla peste suina africana: “L’azione si fonda su quattro pilastri: biosicurezza, sorveglianza, rimozione delle carcasse e controllo della popolazione di cinghiali. I risultati ottenuti dimostrano che la strategia sta producendo effetti concreti".
Filippini ha inoltre ricordato l'importanza della collaborazione internazionale: "La trasparenza nei confronti dei partner commerciali è essenziale per mantenere la fiducia e favorire la riapertura dei mercati”.
Eleonora Iacovoni, direttore generale per la qualità agroalimentare del Masaf, ha infine illustrato le principali misure di sostegno alla filiera agroalimentare: "I contratti di filiera rappresentano uno degli interventi più significativi del Pnrr agricolo. Abbiamo raggiunto una dotazione complessiva di 4 miliardi di euro, con importanti investimenti destinati anche al settore zootecnico”.
La direttrice generale ha inoltre evidenziato il valore della Dop Economy: “Le indicazioni geografiche rappresentano un patrimonio strategico che vale circa 20 miliardi di euro e costituiscono uno dei principali strumenti di valorizzazione del Made in Italy nel mondo”.