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Unione Italiana Food rivela i consumi alimentari delle feste

Unione Italiana Food rivela i consumi alimentari delle feste

Unione Italiana Food rivela i consumi alimentari delle feste

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redazione

Unione Italiana Food mostra come il legame degli italiani con i prodotti alimentari si trasforma anche in una forza produttiva: nel 2024 l’industria italiana ha realizzato 3,5 milioni di tonnellate di pasta, 1,5 milioni di tonnellate di prodotti da forno e dolciari, oltre 380mila tonnellate di cacao e cioccolato.

“Le festività valorizzano il meglio della nostra tradizione alimentare - afferma Mario Piccialuti, direttore generale di Unione Italiana Food, associazione di categoria aderente a Confindustria – Grazie al lavoro delle aziende italiane, ricette e tradizioni nate nei territori sono diventate patrimonio nazionale e oggi anche globale, accessibili a chi, in Italia e nel mondo, sceglie il Made in Italy. Le nostre filiere e i nostri prodotti raccontano una cultura fatta di capacità produttiva, sicurezza, qualità e gusto, e il Natale è il momento in cui queste eccellenze raggiungono il loro valore simbolico più alto, unendo convivialità, identità e apertura ai mercati internazionali”.

A confermare il ruolo centrale dei consumi alimentari sono i dati NielsenIQ, che evidenziano come per molte categorie alimentari dicembre rappresenta uno dei mesi più impattanti in termini di consumo (confronto tra i volumi annui 2024 e volumi ytd 2025).

Panettone e pandoro simboli del Natale

Il simbolo indiscusso del Natale sono panettone e pandoro, i dolci che segnano il momento in cui la festa si compie. Oltre 33 milioni di pezzi venduti nel solo mese di dicembre, che rappresentano il 70% dei consumi annui, a dimostrazione di un legame fortissimo tra questi prodotti e la ritualità natalizia. Per otto italiani su 10 sono infatti i veri protagonisti delle tavole, chiamati a chiudere gli abbondanti pasti delle feste. Nell’eterna sfida tra i due grandi lievitati, è il pandoro a conquistare la preferenza della maggioranza, scelto dal 52,6% dei consumatori, contro il 47,4% che continua a prediligere il panettone (fonte: Indagine AstraRicerche per Unione Italiana Food).

Ma pur restando icone indiscusse della celebrazione natalizia, panettone e pandoro stanno vivendo una nuova stagione di consumo: sempre più spesso escono dai confini del calendario, trasformandosi in una “dolce coccola” per il 65,4% degli italiani, mentre il 56% ne apprezza bontà e versatilità anche nei mesi lontani dal Natale. Non sorprende, quindi, che cinque italiani su 10 dichiarino di averne aumentato il consumo anche prima e dopo le festività (fonte: Indagine AstraRicerche per Unione Italiana Food).

Panettone e pandoro sono anche ambasciatori dell’italianità nel mondo: nel 2024 l’export ha raggiunto 13.468 tonnellate per un valore di 113 milioni di euro, con l’Europa (Francia, Germania, Belgio, Svizzera e Regno Unito) come primo mercato, seguita da Stati Uniti, Canada, Australia, Brasile e Argentina.

Torrone, cioccolato e praline

Tra i dolci tipici del periodo natalizio non manca il torrone. Di questo prodotto a base di albume d’uovo, zucchero, miele e mandorle tostate vengono vendute 1.600 tonnellate nel solo mese di dicembre, che corrispondono al 25% del consumo annuo, confermando la tradizione che lega questo alimento al Natale.

Tra i piaceri più riconoscibili del periodo natalizio, poi, il cioccolato occupa un posto privilegiato. Nel solo mese di dicembre si consumano 18 mila tonnellate tra tavolette e praline, e accanto al cioccolato crescono anche le creme spalmabili dolci, che raggiungono 4.900 tonnellate, spesso protagoniste delle colazioni e dei momenti di condivisione. Praline e specialità al cioccolato si confermano apprezzate tanto sulle tavole italiane quanto sui mercati internazionali: le esportazioni italiane di cacao e cioccolato nel 2024 hanno raggiunto 414.940 tonnellate (+4,9%), per un valore di 2.883 milioni di euro (+17,2%), consolidando la reputazione dei dolci italiani nel mondo.

Pasta: una costante

Simbolo dell’identità gastronomica nazionale, la pasta rappresenta una costante sulle tavole degli italiani e a Natale si conferma emblema di convivialità, condivisione e rafforzamento dei legami familiari. Ravioli, cannelloni, lasagne o primi di pesce: ogni regione custodisce le proprie tradizioni, ma al di là delle differenze territoriali c’è un filo comune che unisce tutte le famiglie italiane, ed è proprio la pasta, presente immancabilmente nei menu delle feste. Non a caso, l’Italia è il Paese con il più alto consumo al mondo, con 23,3 kg pro capite all’anno, che nel mese di dicembre sono 1,5 kg a testa tra pasta di semola, pasta all’uovo e pasta ripiena. Si tratta di circa 15 piatti di pasta a persona, a conferma di un rapporto profondo, quotidiano e identitario che si rafforza nei momenti di gioia.

Sulle tavole della Vigilia non manca poi il pesce, con il surgelato che si afferma come una scelta pratica e coerente con la tradizione. Grazie alle sue caratteristiche di conservabilità, riduzione degli sprechi e mantenimento di gusto e valori nutrizionali, il pesce surgelato consente di organizzare la spesa in anticipo, evitando la concentrazione degli acquisti nelle giornate più affollate che precedono le feste. A dicembre se ne consumano 8.200 tonnellate, pari a una o due porzioni a testa, quantità che rispecchia il ruolo centrale di questo prodotto nei menu della Vigilia.

Biscotti e preparati per torte scandiscono le festività

Oltre ai momenti trascorsi in famiglia, le vacanze di Natale sono anche sinonimo di tempo da dedicare ai propri interessi e per vivere ritmi più lenti: a scandire questi momenti più rilassati sono biscotti e basi per torte, che accompagnano colazioni senza fretta e pomeriggi dedicati alle preparazioni casalinghe. Un’abitudine che trova riscontro nei numeri: a dicembre si acquistano 33mila tonnellate di biscotti, ma è un successo che non si esaurisce con il Natale. Nel 2024 la biscotteria si è confermata il segmento più rilevante dei prodotti da forno, con una produzione complessiva di 745.410 tonnellate, pari a oltre la metà dell’intero comparto, e un valore che raggiunge 3,8 miliardi di euro, in crescita rispetto all’anno precedente (+0,6%).

Non solo prodotti finiti, cresce infatti l’interesse per le basi pronte per dolci e preparazioni da forno. I preparati per torte, con circa 200mila confezioni vendute, rispondono a un’esigenza di creatività domestica che trova nel periodo natalizio il suo momento di massima espressione.

       
       

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