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Savills: negli ultimi tre anni i canoni degli shopping center prime in Europa sono aumentati

Savills: negli ultimi tre anni i canoni degli shopping center prime in Europa sono aumentati

Savills: negli ultimi tre anni i canoni degli shopping center prime in Europa sono aumentati

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redazione

Secondo i dati dell’ultima ricerca di Savills, negli ultimi tre anni i canoni dei centri commerciali prime in Europa sono aumentati del 2% (Cagr), con Lisbona e Milano in testa alla classifica, entrambe con una crescita dell’8,1%.

I due mercati beneficiano di tassi di vacancy estremamente contenuti, pari rispettivamente al 3,1% e all’1,3%. Considerando la limitata offerta, dovuta a una pipeline contenuta di nuovi sviluppi, le condizioni favorevoli per un’ulteriore crescita dei canoni prime sono destinate a perdurare.

La situazione in Europa

Le vendite retail in Europa sono previste in crescita dell’1,3% nel 2026, sostenute dalle performance dell’Europa Centro-Orientale (Cee) e dai Paesi nordici, seguiti da Regno Unito e Penisola Iberica. Se da un lato le abitudini di spesa si differenziano sempre più in funzione dell’età e del livello di reddito, dall’altro la popolazione europea continua a invecchiare. Entro il 2050, l’età media della popolazione dovrebbe raggiungere i 48,2 anni, mentre la popolazione di età pari o superiore agli 80 anni è destinata quasi a raddoppiare.

Secondo Savills, i centri commerciali hanno rappresentato il 34% degli investimenti retail complessivi in Europa nel primo semestre del 2026, raggiungendo la quota più elevata dal 2022. La recente compressione dei rendimenti è stata trainata dalla Spagna, dove i rendimenti prime si sono ridotti di 50 punti base rispetto al quarto trimestre del 2025. Su base annua, Praga, Lisbona, Milano e Londra hanno registrato una contrazione dei rendimenti prime di 25 punti base ciascuna.

Le diverse categorie

In questo contesto, le farmacie e il comparto health & beauty si confermano tra le categorie retail con le migliori prospettive di crescita fino al 2030 (+4% annuo). Di contro, dopo le performance eccezionali registrate nel periodo post-pandemico, la crescita delle vendite nei comparti dell’abbigliamento e delle calzature (1%) e degli articoli per la casa (2%) è attesa in rallentamento. Nel medio-lungo periodo, l’evoluzione delle abitudini di spesa potrebbe tradursi in una graduale riallocazione degli spazi all’interno dei centri commerciali, a favore di categorie quali salute e farmacie, servizi e beni di prima necessità.

I commenti

Riccardo Crepaldi, head of retail management: “I centri commerciali stanno attraversando una fase di evoluzione, in cui la capacità di adattarsi ai nuovi comportamenti di consumo diventa sempre più determinante. I risultati dei primi mesi del 2026 confermano una buona tenuta delle performance, con food, cura della persona e servizi tra i principali driver di crescita. Allo stesso tempo, la riqualificazione degli asset, l’inserimento di nuove categorie e un tenant mix sempre più orientato a esperienze e servizi rappresentano leve fondamentali per rafforzare l’attrattività dei centri e intercettare una domanda in trasformazione”.

Marco Montosi, head of investment di Savills: L’Italia si conferma tra i mercati più dinamici in Europa per gli investimenti nei centri commerciali, sostenuta da solidi fondamentali e un profilo rischio rendimento tra i più attrattivi del ciclo. In un contesto europeo caratterizzato da un crescente interesse degli investitori per il settore, l’Italia è tra i primi mercati di interesse da parte di moneta internazionale con una prospettiva positiva di medio periodo”.

       
       

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