Cacao, zucchero, latte e grano duro: nel 2027 deficit produttivi e rimbalzi dei prezzi

Cacao, zucchero, latte e grano duro: nel 2027 deficit produttivi e rimbalzi dei prezzi
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Un 2027 ad alta volatilità per le quotazioni delle materie prime agroindustriali. Peseranno ancora il meteo e il deficit produttivo oltre alle variabili geopolitiche.
Dallo scorso mese di gennaio le quotazioni internazionali del cacao sono schizzate del 78%, quelle dello zucchero del 40% rispetto ai minimi annuali e il latte spot è raddoppiato rispetto a 6 mesi fa. Inoltre, le quotazioni del grano duro sono stabili da almeno un anno, ma il deficit produttivo canadese di quest’anno rischia di innescare la corsa dei prezzi.
Secondo la società di ricerche Areté infatti i cereali mostrano fondamentali più tesi, sostenuti non solo dal calo delle produzioni nelle principali aree esportatrici, ma anche dal rallentamento degli scambi e dai blocchi portuali nell’area del Mar Nero.
Filiere interconnesse
Nella lista delle commodity agricole ad alta volatilità, compaiono zucchero, riso, latte e cacao che, nel 2026, hanno faticosamente avviato una ricostituzione delle scorte e subito una correzione al ribasso dei prezzi. L’anno prossimo però le rispettive produzioni subiranno probabilmente deficit produttivi, interrompendo il faticoso processo di normalizzazione.
“I mercati - ha detto il presidente di Areté Mauro Bruni durante il Commodity Agrifood, meeting organizzato con Unionfood - non hanno avuto il tempo di ricostituire adeguati livelli di scorte prima di essere sottoposti a nuove tensioni, generate dalla combinazione di fattori meteorologici, logistici e geopolitici. Dalle criticità nel transito dello Stretto di Hormuz alla siccità, i mercati globali sono tornati a vivere una fase di forte volatilità e incertezza. Uno scenario che evidenzia la fragilità delle commodity agroalimentari e la profonda interconnessione delle filiere internazionali”.
Zucchero & caffè
In dettaglio, l’anno prossimo per il mercato globale dello zucchero si prevede un deficit produttivo in seguito a un’offerta in calo in Brasile per gli aumenti degli incentivi alla produzione di etanolo. Anche nella Ue la produzione di zucchero è prevista in calo di oltre 3 milioni di tonnellate, per la riduzione delle superfici e le rese penalizzate dalla siccità.
Non sembrano destinate a risolversi le tensioni sulle quotazioni del caffè. Quest’anno i corsi internazionali sono scivolati del 20%, ma i livelli sono più che doppi rispetto al pre-pandemia. Il mercato risente ancora di quattro campagne produttive in calo che hanno affondato le scorte globali ai minimi dalla fine degli anni ’90. Le stime indicano un lieve surplus produttivo nel 2026/27 di circa il 3% e un recupero dello stock del 5%. Gli analisti prevedono un maggior spazio di correzione dei prezzi per l’Arabica rispetto alla Robusta.
Meno produzione di cacao
Infine, per il mercato del cacao, il recupero produttivo in Costa d’Avorio e Ghana e una contrazione dei consumi per due campagne consecutive ha favorito la ricostituzione delle scorte e una correzione del 70% dei prezzi della fava rispetto ai picchi di inizio 2025.
Tuttavia si prospetta un nuovo deficit produttivo nei due principali paesi produttori che potrebbe generare una contrazione delle scorte che Areté stima oltre il 7%.
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