Conad Adriatico, oltre 270 milioni di euro di investimenti in tre anni

Conad Adriatico, oltre 270 milioni di euro di investimenti in tre anni
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Al Meeting d'Autunno 2026 di Conad Adriatico, tecnologia e relazione umana indicano la strada per un retail più efficiente. Un percorso sostenuto da oltre 270 milioni di euro di investimenti tra il 2026 e il 2028.
La capacità di accompagnare il cliente, spiegare la qualità dei prodotti e costruire relazioni sarà sempre più decisiva per la Gdo. L'intelligenza artificiale renderà più efficienti processi e organizzazioni, ma il vantaggio competitivo dipenderà dalle competenze delle persone. Per Conad Adriatico, la trasformazione passa dal rafforzamento delle radici cooperative e dalla crescita dei collaboratori. Una nuova fase di sviluppo che prevede oltre 270 milioni di euro di investimenti tra il 2026 e il 2028 e applicazioni già operative: è raddoppiato, ha riferito l’amministratore delegato Antonio Di Ferdinando, il numero di negozi che utilizzano l’IA per pianificare gli ordini.
L'innovazione cresce sulle radici della cooperazione
È questo il messaggio emerso dal Meeting d'Autunno 2026, "Radici e responsabilità. Cooperare in un mondo che cambia", organizzato l'8 ottobre all'Hotel Casale di Colli del Tronto (Ascoli Piceno). Moderato da Maria Cristina Alfieri, direttrice e segretario generale di Fondazione Conad ETS, il confronto ha intrecciato economia, consumi e innovazione, alla vigilia delle scelte di programmazione della cooperativa.
Il presidente Emiliano Ciaschetti, in apertura, ha richiamato il patrimonio di 261 soci imprenditori, 446 punti vendita e circa 9.000 collaboratori, distribuito in cinque regioni della dorsale adriatica e nei Balcani. "La cooperativa si nutre certamente di risultati, di numeri e di obiettivi raggiunti, ma vive prima di tutto di relazioni, di dialogo e di partecipazione", ha sottolineato. "Le radici, naturalmente, non servono a restare fermi. Servono a crescere".
Di rivoluzione ha parlato Sebastiano Barisoni, vicedirettore esecutivo di Radio 24, distinguendo le crisi, che richiedono resistenza, dai cambiamenti che modificano stabilmente il contesto. La rivoluzione tecnologica in corso riguarda tutti i settori, è irreversibile e ha esiti imprevedibili. Algoritmi e strumenti digitali hanno ampliato le possibilità di confronto dei consumatori, riducendo il vantaggio informativo di chi vende. Per il negozio fisico la risposta è la consulenza: "L'unico modo per battere l'algoritmo è la relazione umana, consulenziale ed empatica". A distinguere le imprese sarà la qualità del capitale umano.
Il sociologo Francesco Morace ha proposto di trasformare i punti vendita in "punti di esperienza": luoghi nei quali riconoscersi, ricevere informazioni e vivere occasioni di scoperta. La tempestività non coincide con la sola velocità: significa rispondere al momento opportuno, mantenendo profondità, qualità e creatività.
La fotografia del mercato è arrivata da Alfonso Giuliano, responsabile Trade di Circana. Nei primi otto mesi del 2026 il largo consumo è cresciuto a valore di circa 1,7 miliardi di euro rispetto all'anno precedente, con una crescita sostenuta soprattutto dai volumi e dalla marca del distributore. I freschissimi, in aumento del 4,8% a valore, sono il comparto trainante. Il consumatore protegge il potere d'acquisto, evita gli sprechi e frequenta mediamente nove insegne in un anno. Il 70% degli italiani riduce i consumi fuori casa, trasferendone una parte tra le mura domestiche: per supermercati e gastronomia si aprono opportunità legate all'offerta di gratificazione, servizio e qualità.
La relazione con i territori e la capacità di interpretare i cambiamenti hanno trovato una testimonianza nella storia raccontata da Roberta Fileni, vicepresidente del Gruppo Fileni, che ha sottolineato la necessità di lavorare in sinergia con la grande distribuzione, le cui indicazioni aiutano l'industria a rispondere alle esigenze del consumatore. Tra le scelte del Gruppo, Fileni ha richiamato la produzione biologica e un modo di fare impresa attento a comunità, animali e persone.
Daria Ebano, Enterprise Manager Retail di Microsoft Italia, ha illustrato le applicazioni dell'IA nella Gdo. Il primo terreno è il back office: collegare dati disaggregati, automatizzare le scorte, segnalare prodotti prossimi alla scadenza, ridurre gli sprechi e costruire promozioni personalizzate. Il tempo recuperato può alimentare attività di valore e gli assistenti virtuali aiutare il personale a rispondere ai clienti. L'obiettivo è una collaborazione tra persone e agenti, nella quale la capacità interpretativa umana continui a guidare i processi.
Per Antonio Di Ferdinando, amministratore delegato di Conad Adriatico, il confronto conferma i fondamentali del posizionamento della cooperativa. Convenienza e qualità restano centrali: l'esperienza di "Bassi e fissi", ampliata fino a mille referenze, ha mostrato come l'aumento dei volumi possa recuperare il margine sacrificato per ridurre i prezzi. Ma occorre spiegare meglio ciò che distingue i prodotti, raccontando filiera, controlli e produzioni locali: "Non basta dire che un prodotto è migliore: perché è migliore?". Secondo l'ad, il successo dipende per il 50% dal brand e per il 50% dalla gestione del punto vendita, dall'ordine dei reparti alla qualità dell'accoglienza.
L'IA entra in questa strategia per liberare tempo da dedicare allo studio, alla formazione e alla relazione. "Ci renderà più efficienti, non ci sostituirà. Ci aiuterà nelle attività ripetitive". L'evoluzione delle casse e dei reparti richiederà di accompagnare gradualmente il personale verso nuove mansioni: "Dobbiamo accompagnare questo processo, passo dopo passo, preparando queste persone a diventare sempre più assistenti dei nostri clienti".
La partecipazione dei collaboratori ai risultati economici dei negozi è un altro passaggio centrale della strategia delineata da Di Ferdinando. "Oggi vince la squadra, non il singolo", ha sottolineato, invitando i soci ad ascoltare e formare le persone e a coinvolgerle negli obiettivi e nei risultati. "Dobbiamo coinvolgerle anche nei risultati economici del negozio", ha affermato riferendosi alle risorse umane. Le risorse prodotte possono aiutare chi incontra difficoltà, a partire dai giovani. "Il risultato economico è importante, ma non è l'unica cosa": la cooperativa può affrontare anni meno redditizi quando investe sul futuro.
I numeri di Conad Adriatico
Questa prospettiva poggia su performance in crescita. Nel 2025 il fatturato di Conad Adriatico ha superato 2,35 miliardi di euro (+4,83%); nel quinquennio la crescita è stata del 27%. La quota di mercato è del 17,64%, con la leadership in Abruzzo, Marche e Molise. Il piano triennale destina le risorse allo sviluppo e all’ammodernamento della rete, alla logistica, alle tecnologie e alle competenze. Nel 2025 la collaborazione con 529 fornitori locali ha generato oltre 475 milioni di euro di volume d'affari: un legame economico con i territori che dà concretezza alle radici cooperative.
Dal Meeting d'Autunno emerge così una sfida che attraversa tutta la filiera: comprendere un consumatore più esigente, rendere riconoscibile la qualità e usare la tecnologia per dare più valore all'esperienza di acquisto. Per Conad Adriatico, le radici cooperative offrono una direzione dentro un cambiamento dagli esiti ancora incerti. La loro forza si misurerà nella capacità di far crescere le persone insieme all'impresa, trasformando l'efficienza in tempo per ascoltare, le competenze in fiducia e il legame con i territori in opportunità condivise. È su questo terreno che il futuro della distribuzione prenderà forma.