Scommesse nei bar e tabacchi: quando il gioco diventa un servizio del punto vendita

Scommesse nei bar e tabacchi: quando il gioco diventa un servizio del punto vendita

Scommesse nei bar e tabacchi: quando il gioco diventa un servizio del punto vendita

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REDAZIONE

Oltre ai loro introiti principali da tabacco e cibo, tabaccherie e bar possono affiancare alla vendita di prodotti anche servizi relativi al gioco d’azzardo regolamentato, che passano dai gratta e vinci alle lotterie, fino ad arrivare alle classiche macchinette da bar.

Lescommesse calcio costituiscono una parte di questa offerta e registrano una maggiore attività soprattutto in occasione delle principali competizioni sportive. Dal punto di vista della distribuzione, però, il dato più significativo è la capillarità raggiunta dalla rete: la prima Relazione sul settore dei giochi pubblici, trasmessa dal Ministero dell'Economia e delle Finanze al Parlamento nell'aprile 2026, censisce quasi 10.000 punti fisici autorizzati alla raccolta delle scommesse.

In questo articolo analizzeremo questo fenomeno, cercando di capirne i numeri, l’impatto economico e le implicazioni a livello etico e normativo.

In Italia operano oltre 4.000 corner in cui le scommesse sono un'attività secondaria

Stando alla Relazione sul settore dei giochi pubblici, alla fine del 2025 i concessionari disponevano di 3.424 diritti relativi a “negozi”, nei quali la raccolta delle scommesse costituisce l'attività prevalente, e di 4.180 diritti per “corner”, nei quali è invece un'attività secondaria. A questi si aggiungevano 2.270 punti appartenenti a titolari di rete regolarizzati, per un totale di 9.874 punti di raccolta.

È proprio la categoria dei corner a interessare maggiormente il retail di prossimità. Il modello consente infatti alla raccolta del gioco di essere inserita all'interno di un esercizio che mantiene un'altra funzione principale, come può avvenire in una tabaccheria o in un pubblico esercizio.

Anche Lotto e lotterie utilizzano reti molto estese: al 31 dicembre 2025 ADM censiva 33.639 ricevitorie per i giochi numerici a quota fissa e circa 52.500 punti vendita per le lotterie istantanee. Il gioco pubblico utilizza quindi da tempo una parte della rete commerciale esistente come infrastruttura distributiva.

Il canale fisico resta rilevante anche se l'online raccoglie la maggior parte delle giocate

Secondo i dati ADM, nel 2025 il 72,4% della raccolta delle scommesse sportive a quota fissa su eventi diversi dalle corse dei cavalli è avvenuto attraverso il canale telematico. La raccolta online è stata pari a circa 13,9 miliardi di euro, contro 5,28 miliardi della rete fisica.

Nel 2025 entrambi i canali hanno registrato un calo: la raccolta della rete fisica è passata da 5,48 a 5,28 miliardi di euro, mentre quella telematica è scesa da 14,35 a 13,91 miliardi. Il canale fisico continua quindi a rappresentare una quota minoritaria ma rilevante della raccolta complessiva.

La capillarità della rete pone anche un problema di localizzazione

La Relazione parlamentare ricorda che, a partire dal 2013, Regioni e Comuni hanno introdotto numerosi interventi per limitare la localizzazione dei punti di gioco e i relativi orari. Il risultato è stato però un quadro frammentato, con regole differenti a seconda del territorio.

La questione ha avuto conseguenze anche sul rinnovo delle concessioni per la raccolta fisica. Le concessioni originarie sono scadute nel 2016 e sono state successivamente prorogate più volte; l'ultima proroga indicata nella Relazione ne fissa la scadenza al 31 dicembre 2026. Il documento collega questa situazione anche alla mancata definizione di un quadro nazionale uniforme sulle distanze dai luoghi sensibili e sugli orari di esercizio.

Alla fine di agosto 2026 è però scaduto il termine della delega fiscale senza che fosse completato il riordino del gioco fisico. A settembre risultava quindi allo studio una nuova proroga delle concessioni in scadenza a fine anno.

Anche i punti collegati all'online entrano nella rete commerciale

La sovrapposizione tra retail fisico e gioco digitale è diventata ancora più evidente con la regolamentazione dei Punti Vendita Ricariche, i cosiddetti PVR.

Il Decreto Legislativo 41/2024 ha previsto un Albo specifico per i Punti Vendita Ricariche per gli esercizi che effettuano servizi accessori per conto dei concessionari online. ADM precisa che possono rientrare tra questi soggetti anche rivendite di generi di monopolio ed esercizi commerciali aperti al pubblico dotati delle necessarie autorizzazioni.

La normativa stabilisce però limiti precisi. La Relazione al Parlamento definisce i PVR punti destinati esclusivamente a servizi accessori e richiama obblighi sulla tracciabilità finanziaria e sull'antiriciclaggio. Sono inoltre vietate apparecchiature automatiche prive di sistemi per identificare il giocatore e verificarne la maggiore età, così come forme di intermediazione del gioco da parte del titolare dell'esercizio.

Il betting nel retail resta un'attività sottoposta a vincoli specifici

La raccolta delle scommesse può dunque aggiungersi alle attività di un bar o di una tabaccheria, ma il suo inserimento nel punto vendita avviene all'interno di un sistema concessorio e non può essere assimilato alla semplice introduzione di un nuovo servizio commerciale.

La differenza emerge anche sul piano della comunicazione. Dal 2019 la normativa italiana vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi e scommesse con vincite in denaro. AGCOM indica come finalità della misura il contrasto al disturbo da gioco d'azzardo e la tutela dei consumatori più vulnerabili.

Per tabaccherie e pubblici esercizi il quadro è quindi duplice. I corner fanno parte di una rete distributiva consolidata e possono affiancarsi all'attività principale del punto vendita; allo stesso tempo, la loro presenza porta all'interno del retail di prossimità un'attività sottoposta a concessioni, controlli, restrizioni territoriali e specifiche misure di tutela.

Il gioco è vietato ai minori e può causare dipendenza. Per informazioni e supporto è disponibile il Telefono Verde Nazionale per le problematiche legate al gioco d’azzardo dell’Istituto Superiore di Sanità, 800 558822, servizio anonimo e gratuito.

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