Sale scommesse e retail: una presenza che i Comuni continuano a regolamentare

Sale scommesse e retail: una presenza che i Comuni continuano a regolamentare
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In molte città italiane una sala scommesse occupa un normale fondo commerciale, magari tra un supermercato e un negozio di telefonia. I corner si trovano dentro bar, ricevitorie e tabaccherie. La convivenza con il commercio è ormai consolidata, ma aprire un punto di gioco non funziona come aprire qualsiasi altro negozio: servono concessioni e autorizzazioni specifiche, e la collocazione sul territorio è vincolata in modi che non riguardano la maggior parte degli esercizi commerciali.
Come per il canale online, anche la raccolta di scommesse sportive nei punti fisici avviene esclusivamente all'interno della rete autorizzata da ADM. Il tema che ha occupato l'Agenzia e le amministrazioni locali negli ultimi anni non è tanto l'esistenza di questi punti, quanto dove si trovano: quanti insistono sullo stesso territorio, quanto distano tra loro e in quali quartieri si concentrano.
In una città, del resto, il numero complessivo racconta solo una parte della storia. Dieci punti distribuiti in zone diverse hanno un peso diverso da dieci attività concentrate lungo poche strade commerciali.
Una rete estesa, ma non uguale ovunque
Secondo il Libro Blu ADM 2021, la rete contava 9.329 punti vendita per il gioco a base sportiva.
Agenzia e corner non sono la stessa cosa. In un'agenzia il gioco è l'attività principale. In un corner occupa invece una parte di un esercizio che svolge anche altre funzioni, come un bar, una ricevitoria o una tabaccheria. Questa differenza conta, perché modifica il modo in cui il punto di gioco si inserisce nell'ambiente commerciale quotidiano.
Una sala dedicata è riconoscibile subito. Un corner, invece, può stare accanto al bancone o alla cassa, dentro un locale frequentato per ragioni del tutto diverse.
Il sistema SMART di ADM mette a disposizione delle amministrazioni dati fino al livello comunale, permettendo di osservare la distribuzione della rete sul territorio e la posizione dei punti rispetto ai luoghi considerati sensibili.
Le distanze variano da città a città
Sopra alla disciplina nazionale si sono aggiunte nel tempo norme regionali e comunali, che intervengono soprattutto sui vincoli di distanza dai luoghi sensibili. I criteri non sono gli stessi dappertutto. Alcuni esempi:
- In Piemonte la legge regionale 19/2021vieta nuove aperture a meno di 400 metri, calcolati sul percorso pedonale più breve, nei Comuni con più di 5.000 abitanti, come Torino. Tra i luoghi sensibili rientrano anche istituti di credito, sportelli ATM, servizi di trasferimento di denaro e attività di compro oro.
- A Milano la soglia di riferimento è di 500 metri in base alla normativa lombarda e alle regole comunali. Una sentenza del TAR Lombardia del gennaio 2026 ha però escluso l'applicazione del distanziometro regionale alle sale scommesse prive di apparecchi AWP e VLT.
Le competenze sono divise tra più livelli: le licenze delle sale passano per la pubblica sicurezza, mentre i vincoli urbanistici e territoriali sono materia di Comuni e Regioni. Il risultato è che le regole cambiano da una città all'altra, a volte in modo significativo.
Un locale che rispetta i requisiti in una città, quindi, non è automaticamente utilizzabile allo stesso modo in un'altra. Basta cambiare Regione o Comune perché cambino distanze, luoghi sensibili presi in considerazione o condizioni per una nuova apertura.
Dopo l'apertura la vigilanza non si ferma
Una volta aperto il punto, ADM controlla che la raccolta avvenga nel rispetto delle condizioni della concessione: i concessionari devono vigilare anche sulla rete di negozi e corner collegati, compresi gli adempimenti antiriciclaggio.
La vetrina può essere quella di un normale esercizio commerciale e un corner può occupare solo una parte del locale, ma l'attività di gioco resta soggetta alle condizioni previste dalla concessione e ai controlli collegati.
La concentrazione della rete e la vicinanza a certi luoghi non sono soltanto questioni urbanistiche: su questi aspetti Regioni e Comuni hanno adottato norme e regolamenti propri.
L’importanza delle informazioni sui rischi del gioco
I punti di gioco fisici devono esporre informazioni sui rischi del gioco e sul divieto per i minori di 18 anni. In diverse Regioni la normativa prevede anche la formazione obbligatoria di gestori e personale.
Sono obblighi che valgono anche quando il gioco occupa soltanto una parte di un esercizio più ampio. La presenza di altri servizi nello stesso locale non fa venir meno le regole previste per l'attività di gioco.
Chi ha bisogno di supporto può rivolgersi al Telefono Verde Nazionale per le problematiche legate al gioco d'azzardo dell'Istituto Superiore di Sanità o informarsi sugli strumenti di autoesclusione disponibili.
Sale e corner restano quindi parte del commercio urbano, ma con una disciplina che dipende in misura rilevante anche dal territorio. È questa sovrapposizione tra rete nazionale e regole locali a spiegare perché due punti apparentemente simili possano trovarsi, da una città all'altra, in situazioni normative molto diverse.