
Sono i ghiacciai, custodi di una parte decisiva delle riserve idriche del pianeta e tra gli indicatori più evidenti del cambiamento climatico, il filo conduttore scelto da Felicetti per il bilancio di sostenibilità 2025.
Dopo gli approfondimenti sulle altitudini e sulla vita degli alberi e delle foreste, il pastificio trentino dedica ai “giganti bianchi” – in particolare a quelli del Trentino – il terzo e ultimo capitolo della trilogia editoriale sul valore delle alte quote, rilanciando l’allarme delle Nazioni Unite sull’importanza di preservare la criosfera come grande regolatore del clima terrestre. Una questione vitale per l'umanità, ma anche profondamente identitaria per un’azienda che, da oltre cent'anni, impasta il grano esclusivamente con acqua delle Dolomiti, e che assiste in prima persona al rapido ritiro anche lungo l’arco alpino di questi fragili sentinelle dell’equilibrio planetario.
Proprio da questa riflessione ha preso le mosse la presentazione del bilancio 2025. Un anno che segna un deciso avanzamento nelle performance ambientali dell’azienda: mentre i volumi crescono del 9,8% – così come il fatturato (+9,9%) –, diminuisce l’energia impiegata per ogni tonnellata di pasta e resta stabile l’intensità idrica; al contempo, la progressiva conversione al pack 100% in carta supera in anticipo gli obiettivi prefissati.
“Anche nel 2025 abbiamo agito su tutte le leve per migliorare le nostre performance sotto il profilo della sostenibilità e i risultati non si sono fatti attendere – commenta Stefano Felicetti, presidente del Pastificio di famiglia –. Abbiamo aumentato la produzione di quasi il 10%, contenendo la crescita dei consumi energetici al 3,3% e riducendo l’energia necessaria per ogni tonnellata di pasta. Si tratta di un risultato costruito attraverso investimenti costanti e un lavoro quotidiano di misurazione e ottimizzazione tecnologica. Sappiamo che le trasformazioni richiedono continuità: per questo preferiamo procedere per piccoli obiettivi, capaci però di produrre miglioramenti duraturi”.
Felicetti archivia il 2025 con un significativo balzo in avanti dei volumi – saliti a 35.900 tonnellate di pasta rispetto alle 32.700 dell’anno precedente – a fronte di un aumento dei consumi energetici decisamente contenuto (+3,29%).
Questo scarto ha determinato una riduzione dell’intensità energetica del 5,9%: per ogni tonnellata di pasta prodotta i MWh impiegati sono scesi da 0,81 a 0,76. Al risultato hanno contribuito le economie di scala, il progressivo efficientamento degli impianti e soprattutto l’integrazione strategica tra diverse forme di autoproduzione, in particolare nello stabilimento di Molina di Fiemme, dove è attivo un impianto di trigenerazione che consente di produrre congiuntamente energia elettrica, termica e frigorifera, ottimizzando al massimo il rendimento e riducendo gli sprechi.
Una dinamica analoga si è osservata sul fronte dei prelievi di acqua: nonostante l'aumento del fabbisogno connesso alla crescita delle attività, l’intensità idrica è rimasta stabile a 0,44 metri3 per tonnellata di prodotto, grazie all'impiego di sistemi a circuito chiuso per il raffreddamento degli impianti, che consentono di contenere l’utilizzo di nuova acqua e di ottimizzarne l’impiego all’interno del ciclo produttivo.
L'impegno di Felicetti per l’ambiente si riflette anche nel mix energetico utilizzato. Nel corso dell'anno, l’energia proveniente da fonti rinnovabili è salita da 1.277,84 a 1.807,74 MWh, portando la sua incidenza sui consumi totali dal 4,84% al 6,64%.
La svolta più netta si conferma quella sul versante elettrico: Felicetti ha confermato l’acquisto di energia proveniente al 100% da fonti rinnovabili certificate mediante garanzie d’origine. Una scelta che abbatte l'impatto climatico diretto: le emissioni Scope 2 risultano pari a zero secondo l’approccio market-based, mentre l’intensità emissiva per quantità prodotta (tCO2e/t) ha registrato una contrazione del 7,56%.
Sul fronte della sostenibilità dei materiali, Felicetti accelera il passo e taglia con in anticipo il traguardo fissato per il 2027: nell'ultimo esercizio le confezioni monomateriali in carta certificata hanno raggiunto il 32% della produzione complessiva (+4% rispetto all'anno precedente), consentendo di evitare l'emissione in atmosfera di 137 tonnellate di CO₂e.
I benefici ambientali di questa scelta sono confermati dall'aggiornamento dello studio Lca condotto con l'Università di Trento, che attribuisce al nuovo pack, a parità di produzione, una riduzione del 60% nell’impiego di risorse fossili (Resource use – fossils) e del 53% nei consumi idrici (Water use) rispetto agli altri imballaggi presi a confronto. Alle soluzioni sostenibili adottate dal Pastificio si aggiunge nel 2025 anche il debutto nel canale della ristorazione della confezione accoppiata carta-plastica (Pap+Pe) per la linea Speciale Gastronomia, in sostituzione di quella interamente in plastica. Il nuovo imballaggio, che ha ottenuto il livello C secondo il metodo di valutazione Aticelca 501, riduce la componente fossile mantenendo la resistenza all’umidità richiesta negli ambienti professionali.
La forte spinta all'economia circolare – testimoniata dall'impiego sempre maggiore di carta da confezionamento (+38%), astucci in carta (+62%) e cartone (+11%) – si riflette anche in una gestione virtuosa degli scarti: nel 2025 oltre il 93% dei rifiuti aziendali è stato avviato a recupero, con una riduzione di cinque punti (dall’11% al 6%) della quota di rifiuti non pericolosi destinati allo smaltimento.
L’attenzione al capitale naturale e alla tutela degli ecosistemi è parte integrante della strategia di Felicetti, espressione di una visione industriale che coniuga qualità e responsabilità ambientale.
Sin dagli anni Novanta il pastificio trentino ha infatti aperto la strada alle produzioni biologiche e, pochi anni più tardi, alle colture monovarietali che oggi trovano massima espressione nella linea Monograno. Da allora, la ricerca e la selezione di varietà di grano dalle caratteristiche distintive si sono affiancate a un impegno sempre più strutturato lungo la filiera agricola. Insieme ai produttori e ai partner tecnici, Felicetti promuove modelli colturali innovativi e pratiche rigenerative, con l’obiettivo di preservare la fertilità dei suoli, favorire la diversificazione delle colture e rafforzare nel tempo la resilienza dei sistemi agricoli.
In questo percorso si inserisce il conseguimento, nel 2025, della certificazione internazionale Iscc Plus – International sustainability and carbon certification per la filiera Matt.
“Il nostro impegno lungo la filiera comincia prima dell’ingresso della materia prima in stabilimento», sottolinea Alessia Felicetti, responsabile sostenibilità e innovazione del Pastificio –. Per questo la tutela della biodiversità e della salute del suolo assume un’importanza crescente. La certificazione Iscc Plus rafforza un sistema di controllo che rende verificabili l'origine del grano, la gestione agricola, i volumi prodotti e le rese di lavorazione, ma soprattutto consolida la collaborazione con i partner lungo la catena di fornitura per promuovere pratiche sempre più responsabili”.