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Aggiornato al: 16 Dicembre 2019 11:30
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Rapporto Eurispes 2019: rimane alta l'attenzione per le scelte alimentari

Nonostante il cedimento del sistema economico, come hanno dimostrato i dati sul Pil diffusi ieri, 31 gennaio, che decretano l’ingresso del Paese nella cosiddetta recessione tecnica, i consumi delle famiglie rimangono mediamente stabili rispetto ai valori dello scorso anno.

Secondo il ‘Rapporto Italia 2019' di Eurispes, a gennaio, gli italiani hanno mantenuto le stesse abitudini per i prodotti alimentari (56,2%), gli animali domestici (58,2%), i controlli medici (52%), le automobili (51,4%), la bellezza (49,7%), l’abbigliamento (49,5%) e le pulizie domestiche (47%).

Non solo. Pur con molte incoerenze la soglia di attenzione verso il benessere alimentare rimane alta, pur con molte incoerenze e con alcuni fenomeni di ‘ribellione’ verso stili un po’ troppo radicali.

Così il 5,4% dei nostri connazionali è vegetariano, in calo rispetto al 2018 dello 0,8%; il 4,9% ha sperimentato e poi abbandonato questo tipo di alimentazione. Tuttavia l’1,9% è vegano (+1% rispetto al 2018).

Nel complesso, vegetariani e vegani rappresentano il 7,3% del campione, confermando un dato pressoché stabile rilevato negli ultimi 6 anni.

Per un quarto di coloro che hanno scelto una dieta vegetariana o vegana (25,1%), essa rappresenta uno stile di vita; 3 su 10 ritengono abbia benefici sulla salute. Eppure, il 32,1% di chi ha sperimentato e poi abbandonato, lo ha fatto per avere un’alimentazione più completa, dimostrando anche qui una vigilanza in fatto di dieta. Il 35,7% dei ‘pentiti’ ammette di avere sofferto troppe rinunce.

Un italiano su quattro (19,3%), inoltre, compra prodotti senza glutine, tuttavia, solo al 6,4% è stata diagnosticata un’intolleranza, mentre il 12,9% li assume senza essere intollerante.

Il 18,6% compra prodotti senza lievito: il 4,6% è stato effettivamente riconosciuto intollerante, a differenza del 14% che ammette di non esserlo. Un quarto dei consumatori infine (26%) acquista prodotti senza lattosio, ma solo l’8,5% lo fa per una vera diagnosi di intolleranza.

01 Febbraio 2019
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