Mila, dalla crescita nella Gdo alla nuova Latteria Südtirol

Mila, dalla crescita nella Gdo alla nuova Latteria Südtirol
- Information
Mila, cooperativa lattiero-casearia altoatesina nata nel 1962 con stabilimenti a Bolzano e Brunico, si muove all'interno di un comparto, quello del lattiero-caseario italiano, che continua a crescere e a guardare sempre di più alla Gdo come canale strategico per intercettare i nuovi consumi.
Nel 2025 l’industria lattiero-casearia ha raggiunto un fatturato di 28,5 miliardi di euro, mentre l’export ha toccato il record di 6,7 miliardi. Anche i prodotti fermentati, categoria nella quale rientra lo yogurt, hanno registrato una crescita della produzione del 4,8%.
Per Mila la prima struttura è dedicata a latte, yogurt e burro, mentre la seconda a formaggi e skyr. Il 2026 è anche l’anno della fusione con Brimi, Centro Latte Bressanone, approvata dai delegati di Latte Montagna Alto Adige. Dall’operazione nasce Latteria Südtirol, realtà cooperativa che riunisce 3.100 aziende agricole associate, circa 750 dipendenti e oltre 275 milioni di kg di latte lavorati ogni anno, con un fatturato complessivo di circa 450 milioni di euro. Ne abbiamo parlato con Pauli Pircher, direttore commerciale di Mila.
Cosa ha comportato per voi il nuovo assetto?
La nuova struttura amplia il portafoglio produttivo, dal latte fresco allo yogurt, dal mascarpone ai formaggi, fino a mozzarella, ricotta e burro. Mila rappresenta una delle principali componenti industriali della nuova realtà, con oltre 2.000 masi di montagna conferenti e una gamma che comprende latte fresco, yogurt, skyr, burro e formaggi. Sul mercato, intanto, puntiamo sull’ampliamento dell’offerta, sulla Gdo e sull’internazionalizzazione.
Quali sono stati i prodotti lanciati nel 2025 e quali novità avete presentato nel 2026?
Lo scorso anno abbiamo presentato lo Yogurt Gusto+Gusto Loacker Edition: yogurt cremoso Mila con 100% latte dell’Alto Adige che incontra croccanti Wafer Loacker, e lo Yogurt Gourmet con il gusto di una volta reinterpretato in chiave moderna in uno yogurt caratterizzato dalla sua consistenza cremosa e prodotto con 100% latte dell’Alto Adige. Nel 2026, invece, abbiamo ideato il Kefir Drink Mila probiotico, una specialità a base di latte fermentato ottenuta da 100% latte dell’Alto Adige, e lo Skyr probiotico: Mila Skyr, specialità 100% a base di latte dell’Alto Adige, la cui ricetta tradizionale trova origini in Islanda, unendo gusto e benessere. Grazie al Bifidobacterium BB-12 contribuisce all’equilibrio della flora intestinale. Abbiamo inoltre introdotto il formaggio da taglio “Seiser Alm”, dalla consistenza cremosa e dall’aroma finemente speziato, leggermente piccante, che racchiude il gusto delle montagne dell’Alto Adige. Grazie al lancio dei nuovi prodotti in primavera abbiamo registrato crescite in linea con quelle del mercato.
Quali sono le principali sfide per i prossimi mesi?
Una delle sfide principali sarà gestire le fluttuazioni dei costi delle materie prime, dell’energia e degli imballaggi, in un contesto ancora caratterizzato da forti incertezze geopolitiche e da possibili ripercussioni sulla disponibilità delle forniture. Il nostro obiettivo sarà contenere il più possibile l’impatto sul consumatore, lavorando sull’efficienza dei processi, sulla pianificazione degli approvvigionamenti e sulla collaborazione con i nostri partner. Allo stesso tempo, sarà fondamentale continuare a garantire qualità, disponibilità dei prodotti e capacità di innovare, mantenendo un’offerta coerente con le nuove esigenze di benessere, convenienza e sostenibilità.
Quanto pesa l’export sul fatturato di Mila? E quali sono i mercati di riferimento?
L’export per Mila vale il 23% del fatturato, con una distribuzione in oltre 20 Paesi per quanto riguarda il mascarpone. Per il segmento dei formaggi il mercato di riferimento è la Germania.
Qual è oggi il posizionamento di Mila nella Gdo?
Il nostro obiettivo è costruire nella Gdo un posizionamento fortemente distintivo, facendo leva sulla capacità del brand Mila di coniugare tradizione e innovazione. Portiamo a scaffale elementi riconoscibili e concreti: l’origine altoatesina, una filiera cooperativa profondamente legata al territorio, la qualità del latte di montagna e un portafoglio ampio e diversificato. Questo ci consente di presidiare sia le categorie più tradizionali sia i segmenti più innovativi e ad alto valore aggiunto, con una presenza trasversale nei principali comparti del mondo lattiero-caseario.
Come intendete valorizzare l’origine nei mercati più lontani, dove la competizione sul prezzo è maggiore?
Per noi l’origine deve rappresentare molto più di una semplice indicazione geografica: deve essere in grado di spiegare concretamente perché il prodotto è diverso. Questo valore va comunicato attraverso il packaging e i canali fisici e digitali, ma soprattutto attraverso elementi chiari, verificabili e facilmente comprensibili per il consumatore, come l’origine della materia prima, la tracciabilità e la filiera corta, valorizzando al contempo produzioni distintive come il Latte Fieno certificato Stg.