Mutti chiude la campagna del pomodoro 2026 con un bilancio positivo nonostante il clima estremo

Mutti chiude la campagna del pomodoro 2026 con un bilancio positivo nonostante il clima estremo
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Mutti chiude con un bilancio solido e positivo la campagna del pomodoro 2026 con 775.000 tonnellate di materia prima lavorata, un quantitativo che testimonia la capacità dell'azienda di garantire continuità operativa e standard qualitativi di prim’ordine anche in un’annata particolarmente complessa.
La sfida climatica
Ancora una volta, la stagione è stata segnata da eventi climatici estremi, un vero e proprio campanello d'allarme per il futuro dell’agricoltura nazionale. Le temperature eccezionalmente elevate e le violente grandinate hanno fortemente compromesso lo sviluppo delle piante, portando le rese agricole per ettaro al di sotto della media degli ultimi cinque anni, in particolare nel Nord Italia, ed evidenziando anomalie agronomiche inedite che rappresentano un punto di attenzione per l'intero settore. Nonostante ciò, il presidio territoriale e la flessibilità industriale hanno permesso a Mutti di preservare la qualità del prodotto finale, con il Sud Italia che ha mostrato una tenuta produttiva superiore e punte di eccellenza qualitativa, in particolare per il pomodoro pelato.
“Dal punto di vista agronomico, la stagione 2026 ha confermato che la crisi climatica ci pone di fronte a scenari sconosciuti e per i quali non siamo ancora pienamente preparati. L'anticipo dell’avvio della campagna all’inizio di luglio ha risposto alla maturazione accelerata dal caldo, e la seconda parte dell’estate ha registrato, oltre al calo delle rese, un’importante caduta del grado Brix”, ha commentato Massimo Perboni, direttore del servizio agricolo di Mutti. “È stata un’estate complessa, dalla quale però usciamo orgogliosi della sinergia con la parte agricola e della flessibilità dei nostri siti produttivi: è grazie a queste se siamo riusciti a tutelare l'eccellenza della materia prima e a rispettare i nostri elevati standard qualitativi”.
L'importanza di una filiera armonizzata
Accanto alle variabili meteorologiche, la campagna 2026 ha richiamato l'attenzione sull’importanza di una sempre più precisa armonizzazione all'interno della filiera. A fronte dell’ampia estensione coltivata a livello nazionale, l'avvio di stagione aveva infatti evidenziato il rischio di un potenziale disallineamento tra la produzione programmata sul campo e le reali capacità di assorbimento dell'industria di trasformazione.
Una potenziale fase di sovra-offerta che è stata poi progressivamente riassorbita nel corso dei mesi, complice l'andamento delle rese agricole che, attestandosi al di sotto delle stime iniziali, hanno contribuito a riequilibrare i volumi complessivi a livello nazionale. Scenario complesso, questo, nel quale Mutti si è confermata ancora una volta punto di riferimento per il comparto: l’apertura anticipata dei propri stabilimenti ha consentito di accogliere con tempestività le esigenze di conferimento della parte agricola, mentre la conferma dello storico impianto di premialità – dal Premio Qualità al Pomodorino d’Oro, fino agli incentivi per il prodotto precoce – ha garantito stabilità economica e continuità operativa ai propri partner agricoli.
“Il risultato conseguito da Mutti in questa campagna è solido e premia il nostro impegno, ma non è più possibile rimandare la riflessione che la crisi climatica, e idrica in particolare, ci impone di fare. Con la progressiva scomparsa di ghiacciai e nevai, ci aspettano estati sempre più drammaticamente asciutte, e non è un problema solo per il nostro comparto, ma dell’intera Pianura Padana”, ha concluso Francesco Mutti, amministratore delegato di Mutti. “Non possiamo più fare affidamento a fattori esogeni, né tantomeno permetterci di attendere il disastro prima di agire. Mutti continuerà a fare la propria parte investendo in qualità e valore per i partner, ma senza interventi infrastrutturali immediati e una programmazione responsabile, è l’intero Made in Italy a correre un rischio sistemico”.