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Giotto accompagna la 61esima Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia

Giotto accompagna la 61esima Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia

Giotto accompagna la 61esima Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia

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redazione

In occasione della 61. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia, Fila-Fabbrica Italiana Lapis ed Affini rinnova la collaborazione con Giotto, colore ufficiale delle attività educational, confermando il proprio impegno nel rendere l’arte un’esperienza attiva e accessibile.

La mostra In Minor Keys, ideata da Koyo Kouoh insieme al team da lei selezionato, si sviluppa tra i Giardini, l’Arsenale e altri luoghi della città di Venezia, dal 9 maggio al 22 novembre 2026. Il progetto curatoriale propone una lettura dell’arte costruita su registri “minori”: forme e linguaggi che si sottraggono alla dimensione più immediata e spettacolare per valorizzare il quotidiano, la relazione e l’ascolto. Una partitura collettiva che invita a soffermarsi e a riconoscere valore anche in ciò che solitamente resta sullo sfondo.

All’interno di questo contesto si inserisce il programma Educational della Biennale, pensato per favorire un coinvolgimento attivo dei partecipanti – bambine, bambini, scuole, famiglie – attraverso percorsi guidati, attività di laboratorio e iniziative interattive.

L’esperienza diventa gesto

Nei laboratori, i materiali per il disegno e il colore Giotto diventano strumenti operativi, attraverso cui tradurre quanto osservato: non semplici supporti, ma mezzi che rendono possibile una restituzione personale e concreta.

Tra le diverse proposte di Biennale Educational, particolare rilievo assumono le attività dedicate a infanzia e scuole primarie, insieme ai percorsi rivolti alle bambine e ai bambini più piccoli coinvolti nei centri estivi, dove il gesto creativo diventa strumento privilegiato di apprendimento ed espressione. In linea con il concept della mostra In Minor Keys, questi laboratori si configurano come percorsi che invitano a rallentare e ad ascoltare le “tonalità minori”: voci leggere, gesti gentili, dettagli spesso invisibili che acquistano valore nel momento in cui vengono osservati e rielaborati.

       
       

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