Parmigiano Reggiano: la produzione corre troppo (+5,2%). Giro di vite del Consorzio

Parmigiano Reggiano: la produzione corre troppo (+5,2%). Giro di vite del Consorzio
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Il Parmigiano Reggiano corre troppo e il Consorzio adotta nuovi strumenti di contenimento della produzione.
Nei primi 9 mesi dell'anno, la produzione è aumentata del 5,2% mentre i prezzi alla produzione oscillano intorno ai massimi storici, oltre i 15 euro al kg (stagionatura 12 mesi). La forbice del prezzo rispetto al Grana padano si è allargata al 28%.
Il Consorzio teme che l'eccesso di offerta superi la capacità di assorbimento e che si producano contraccolpi sui prezzi e sulla redditività di caseifici e allevatori.
Per questo l'assemblea dei soci ha approvato, quasi all'unanimità, il “Progetto equilibrio”, un piano di misure per il 2026 e 2027 con l'obiettivo di frenare la crescita produttiva e salvaguardare la filiera.
Penalità salate
Il piano prevede contributi economici più elevati per i caseifici che superino le quote produttive assegnate, con importi fino a 65 euro al quintale nel 2027 per chi registra gli sforamenti maggiori. Inoltre, sono stati inseriti nuovi vincoli (come una trattenuta del 5%) per chi vende le proprie quote aziendali all'esterno della filiera. L'intero pacchetto entrerà ufficialmente in vigore non appena arriverà il via libera da parte del ministero dell'agricoltura, atteso entro fine anno.
“La misura approvata - ha sottolineato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano - ci consente di sostenere con maggiore efficacia le azioni del piano marketing, sia in questo finale di 2026 sia soprattutto per il 2027, che saranno poi oggetto dell'assemblea di fine anno. Ci permette, inoltre, di rafforzare l'efficacia dei controlli. L'obiettivo centrale del nostro mandato dal 2027 è concentrarci sulla qualità del prodotto”.
Record storici
Il tema della sovrapproduzione non è nuovo. La scorsa primavera il Consorzio era già intervenuto per frenare l'esuberanza produttiva disponendo una contribuzione aggiuntiva per il 2027 e bonus fino a 15 milioni di euro da riconoscere nel 2026 ai quintali di minore produzione di latte. “Una ricetta lacrime e sangue” aveva detto Bertinelli, ma che non ha frenato lo slancio della produzione.
Nel 2025 il re dei formaggi ha stabilito due massimi storici: la produzione è volata del 2,7% a circa 4,2 milioni di forme e il prezzo medio alla produzione è rimbalzato del 20% a 13,26 euro/kg. Il giro d'affari al consumo ha raggiunto i 3,96 miliardi ma il caro-Parmigiano ha compresso la domanda in Italia (mercato che assorbe quasi la metà dei volumi), tanto che le vendite sono crollate del 10%, ma "a fronte di una sostanziale tenuta del giro d'affari" dichiarava il Consorzio.
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