Osservatorio Assica: industria e distribuzione insieme per il futuro dei salumi

Osservatorio Assica: industria e distribuzione insieme per il futuro dei salumi
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La seconda edizione dell’Osservatorio Assica ha messo in evidenza la volontà di costruire una visione condivisa per il futuro della filiera delle carni suine e dei salumi, partendo dai cambiamenti dello scenario internazionale e arrivando alle nuove dinamiche di acquisto nel punto vendita.
L'appuntamento, che ha riunito ieri all’Auditorium Testori di Palazzo Lombardia rappresentanti dell’industria e della distribuzione, prosegue il percorso avviato da Assica con l’obiettivo di rendere sempre più strutturato il dialogo tra i diversi attori della filiera, in un anno particolarmente significativo per l’Associazione, che celebra gli 80 anni dalla sua fondazione.
Il messaggio iniziale
Il presidente di Assica, Lorenzo Beretta, ha aperto i lavori sottolineando il valore di questo secondo appuntamento: “Oggi più che mai crediamo sia necessario rafforzare il confronto tra industria e distribuzione. Ci troviamo in una fase in cui i cambiamenti dello scenario internazionale, l’evoluzione dei consumi e le pressioni sulla competitività ci impongono di guardare oltre il presente e di cercare di costruire insieme le condizioni per una crescita futura e duratura. La distribuzione italiana rappresenta l’interlocutore strategico per la nostra filiera e l’Osservatorio Assica vuole essere uno spazio concreto di confronto, nel quale mettere a fattor comune dati, competenze e punti di vista diversi per individuare strategie capaci di valorizzare il comparto e rispondere alle esigenze del consumatore”.
Gli scenari internazionali
Ad aprire il confronto sugli scenari internazionali sono state Eva Gocsik, global strategist for animal protein, e Silvia Ongaro, head of food & agri coverage, di Rabobank, che hanno evidenziato come, in un mercato europeo della carne suina caratterizzato da pressioni sull’offerta e da una domanda internazionale più debole, la capacità di generare valore diventi sempre più centrale. “Il mercato europeo della carne suina sta passando da una logica basata sui volumi a una logica basata sul valore. Le pressioni sull’offerta e la più debole domanda sui mercati internazionali stanno accelerando la necessità di un approccio maggiormente centrato sul consumatore, fondato su qualità, differenziazione e fiducia”.
Il peso economico di industria e distribuzione
A seguire, Benedetta Brioschi, partner e responsabile food&retail di Thea – The European House Ambrosetti, ha illustrato il peso economico della filiera e le direttrici sulle quali industria e distribuzione possono lavorare insieme. “L’industria italiana delle carni suine e dei salumi è un asset chiave per la competitività dell’agroalimentare italiano. Tramite l’analisi delle catene di fornitura e subfornitura, Teha ne ha ricostruito la filiera estesa: un ecosistema economico che abilita 18,8 miliardi di euro di valore aggiunto. Abbiamo ascoltato le diverse componenti della filiera e dal confronto emerge un messaggio chiaro: la competitività futura del settore dipenderà sempre più dalla capacità di generare valore e renderlo riconoscibile al consumatore, rafforzando il mercato interno, atteso in contrazione nel 2026, e consolidando il proprio posizionamento sui mercati internazionali, dove c’è ancora ampio potenziale. Industria e distribuzione sono chiamate a costruire insieme il futuro del settore: con oltre il 70% dei consumi di carni suine e salumi che transita dalla distribuzione, risulta fondamentale definire una visione condivisa di medio-lungo termine per sostenere la crescita, l’innovazione e la competitività di tutta la filiera".
I numeri dei consumi
Il terzo approfondimento è stato affidato a NielsenIQ. I dati presentati confermano la centralità dei salumi nel carrello degli italiani: la categoria raggiunge 25,3 milioni di famiglie, pari a oltre il 98% del totale, e sviluppa circa 6,7 miliardi di euro di acquisti a valore nell’anno terminante ad agosto 2026.
Come hanno spiegato Romolo De Camillis, South Europe retailer director e Tiziana Fumagalli, consumer panel senior analytics manager di NielsenIQ, “i salumi non hanno un problema di penetrazione: sono già presenti praticamente in tutte le famiglie italiane. La vera opportunità è aumentare le occasioni in cui entrano nel carrello. E i dati ci dicono che una parte importante di questa partita si gioca proprio nell’ultimo metro, perché quasi quattro acquisti su dieci vengono decisi all’interno del punto vendita. Per industria e distribuzione significa avere un terreno comune su cui lavorare: rendere la qualità riconoscibile, valorizzare i diversi banchi e trasformare l’esperienza in store in nuove occasioni di acquisto”.
L’analisi evidenzia inoltre che, nella scelta del punto vendita, qualità dei prodotti, pulizia e ordine del reparto e freschezza sono tra gli elementi più importanti per i consumatori. La qualità viene riconosciuta anche attraverso elementi concreti quali l’aspetto del prodotto, l’origine 100% italiana e le certificazioni Dop e Igp.
La tavola rotonda
A chiudere la mattinata è stata la tavola rotonda “Industria e Distribuzione dialogano sul futuro della filiera di carni e salumi”, a cui hanno partecipato Vincenzo Giuliani, responsabile nazionale acquisti freschi di Conad; Paolo Guzzardi, direttore generale di Galbani Meat – Gruppo Lactalis; Marella Levoni, direttrice relazioni esterne e comunicazione di Levoni e presidente dell’Istituto Valorizzazione Salumi Italiani; Alessandro Masetti, direttore grocery Coop Italia; Maurizio Moscatelli, amministratore delegato Gruppo Granterre; Giorgio Santambrogio, amministratore delegato Gruppo VéGé.
Il commento finale
Un momento dedicato al confronto diretto tra gli operatori della filiera sulle prospettive del comparto e sulle possibili strategie comuni, che si inserisce nel percorso avviato da Assica per favorire una maggiore collaborazione lungo la filiera e trasformare la lettura dei cambiamenti del mercato in strategie condivise. “Il secondo appuntamento dell’Osservatorio conferma quanto sia importante creare occasioni nelle quali Industria e Distribuzione possano confrontarsi in modo aperto, partendo dai dati e dalle trasformazioni che stanno interessando il mercato. Il futuro della filiera passa dalla nostra capacità di lavorare insieme per valorizzare i nostri salumi, che ricordo sono i migliori del mondo, interpretare meglio i bisogni dei consumatori e rafforzare la competitività dell’intero comparto. È un percorso che vogliamo continuare a costruire insieme”, ha concluso Lorenzo Beretta, presidente di Assica.