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Spesa alimentare, per 7 su 10 la sostenibilità del packaging pesa nelle scelte di acquisto

Spesa alimentare, per 7 su 10 la sostenibilità del packaging pesa nelle scelte di acquisto

Spesa alimentare, per 7 su 10 la sostenibilità del packaging pesa nelle scelte di acquisto

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redazione

Nel carrello della spesa degli italiani entra un nuovo elemento: il packaging. Secondo l’indagine “Stili di vita in trasformazione: gli italiani tra cibo, packaging e sostenibilità”, condotta da Ipsos Doxa per Comieco, la tipologia dei contenitori influenza le scelte alimentari di chi fa la spesa o ordina cibo da asporto/delivery e cibi pronti.

“Stiamo osservando un cambiamento culturale nel rapporto tra italiani e cibo. La tradizione non è in discussione – la cucina domestica resta centrale – ma si è arricchita di nuove abitudini e, soprattutto, di nuove attenzioni – spiega Alberta Della Bella, senior researcher Ipsos Doxa Public Affairs –. L'imballaggio è uscito dall'invisibilità: è diventato criterio di scelta, veicolo di valori, strumento di fiducia. I consumatori premiano la sostenibilità percepita e la comunicazione chiara. La differenziata resta un pilastro del senso civico italiano, stabile da un decennio. È un contesto favorevole per chi innova con responsabilità e trasparenza”.

La cucina si allarga fuori casa

Il 98% degli italiani prepara ancora pasti in casa, e per l'83% è pratica quotidiana. Ma il modello si è fatto ibrido. Un italiano su due (49%) utilizza oggi il delivery, quota che tra i giovani di 18-30 anni sale al 73%. Il take-away coinvolge il 63% della popolazione, il consumo on-the-go il 48%. La “triade della convenienza” – cibo pronto da supermercato, take-away, delivery – si è stabilmente insediata nelle abitudini degli italiani, senza scalzare la tradizione ma affiancandosi ad essa.

L'imballaggio entra nella lista della spesa

Indipendentemente dalla routine quotidiana, l'imballaggio, a lungo invisibile nelle decisioni del consumatore, è diventato un criterio di scelta consolidato. Qualità e prezzo degli alimenti rimangono ancora i fattori determinanti per orientare le scelte di 9 italiani su 10 ma la sostenibilità del prodotto influenza il 77% degli italiani, la praticità dell’imballaggio (richiudibilità e porzionatura) il 75%, la tipologia di materiale il 72%. Carta e cartone, tra i più diffusi nel settore alimentare (dalla gastronomia, al supermercato, al take away/delivery) sono apprezzati per la riciclabilità (48%), sostenibilità (37%) e la leggerezza (29%).

Un dato racconta meglio di altri quanto il packaging abbia cambiato ruolo: il 96% degli italiani legge le istruzioni di conferimento sull'imballaggio, e l’etichetta è diventata la prima fonte informativa su come fare la raccolta differenziata (citata dal 32% degli intervistati), prima di Google (24%) e del sito del Comune (24%).

Sul fronte dei messaggi emerge un bisogno di essenzialità: il più efficace è “100% riciclabile, mentre le certificazioni tecniche o i claim come “carbon neutral” non convincono del tutto.

Cibo e packaging strategici per la transizione ecologica

Cibo e packaging si confermano due filiere strategiche del made in Italy e della transizione ecologica, storicamente intrecciate e oggi sempre più connesse attraverso i comportamenti quotidiani dei consumatori. L’industria alimentare e delle bevande rappresenta il 15,5% del fatturato della manifattura europea ed è il primo settore manifatturiero dell’Unione Europea. Essa utilizza circa i due terzi degli imballaggi prodotti e immessi al consumo in Italia.

“Non è un caso che la Strategia Nazionale per l’Economia Circolare annoveri gli imballaggi e la filiera alimentare tra le catene di valore strategiche per la transizione ecologica” – commenta Roberto Di Molfetta, direttore generale di Comieco –. Si tratta di due settori che concentrano elevati flussi di materiali e per i quali si rendono particolarmente importanti misure volte a favorire l’uso efficiente delle risorse, la minimizzazione dei rifiuti e la riduzione delle emissioni. Di qui l’importanza di agire sulla leva della prevenzione e l’ecodesign degli imballaggi per favorirne la riciclabilità. Ciò passa da una efficace informazione dei consumatori per metterli nelle condizioni di gestire correttamente il fine vita del packaging per consolidare il 90% di riciclo degli imballaggi cellulosici raggiunto dal nostro Paese attraverso la raccolta differenziata”.

Raccolta differenziata: virtuosi nelle intenzioni, pragmatici nei fatti

Il 74% degli intervistati si assegna un voto alto (8-10) sul proprio modo di fare la differenziata ma solo il 20% promuove gli italiani nel complesso. I comportamenti virtuosi sono diffusi ma l'88% ammette di ricorrere all'indifferenziato almeno qualche volta quando ha dubbi sul materiale, quota che tra i 18-30enni sale al 94%. Il 72% lo fa per fretta o comodità, l'85% tra i giovani.

Solo il 4% degli italiani non ha mai dubbi, il 59% li ha almeno qualche volta. I dubbi più frequenti sugli imballaggi in carta e cartone riguardano quelli sporchi di cibo (24%) e quelli composti da più materiali (il 22%). Le regole in realtà sono semplici: la carta sporca – purché senza residui di cibo – può essere conferita con la carta, così come gli imballaggi compositi a prevalenza carta (es. cartoni per bevande e altri alimenti), salvo diverse disposizioni del comune.

       
       

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