Nel panorama economico italiano contemporaneo, la filiera della distribuzione registra una polarizzazione senza precedenti: a fronte di un fatturato aggregato del commercio al dettaglio in forte espansione, che supera quota 410 miliardi di euro con un balzo del 25%, il territorio italiano sperimenta una progressiva e inesorabile desertificazione commerciale. Tra il 2018 e il 2025 il bilancio netto evidenzia la perdita di quasi centomila negozi di vicinato, tra botteghe tradizionali e ambulanti. Un profondo divario strutturale che vede le imprese consolidare la propria solidità finanziaria, trainate dall'avanzata dei discount e del commercio elettronico, mentre le città perdono presidi commerciali fondamentali. Analizziamo le cause e gli scenari di questa transizione emersa dal Primo Rapporto Confcommercio.
L’industria alimentare italiana si trova al centro di una transizione epocale, sospesa tra eccellenze globali e nuove vulnerabilità strutturali. A fronte di un export che sfiora i 25 miliardi di euro e di un sistema che movimenta oltre 900 marchi simbolo del Made in Italy, il comparto rappresentato da Unione Italiana Food affronta sfide inedite: dall'impatto della denatalità sulla forza lavoro e sui mercati, alla necessità di investire miliardi in ricerca, sostenibilità e innovazione digitale. In un mercato sempre più competitivo e polarizzato, le imprese non competono più soltanto sulla qualità del prodotto, ma sulla capacità di adattarsi a stili di consumo in rapida evoluzione. Quali strategie guideranno il futuro del cibo italiano?
Ne parliamo con Mauro Lusetti, vicepresidente Confcommercio, e con Paolo Barilla, presidente Unione Italiana Food.
Servizio di Maria Teresa Manuelli.