Retail Preference Index Italia 2026: l'assortimento guida un consumatore sempre meno fedele

Retail Preference Index Italia 2026: l'assortimento guida un consumatore sempre meno fedele
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Dunnhumby ha diffuso i risultati della settima edizione del Retailer Preference Index (Rpi) Italia, lo studio annuale che analizza le preferenze dei consumatori e la capacità dei retailer grocery di costruire una proposta di valore in grado di sostenere la crescita nel tempo.
L’edizione 2026 si basa sulle risposte di 2.000 consumatori italiani, raccolte attraverso un questionario online nel mese di maggio. Ogni partecipante ha valutato tre insegne frequentate nelle tre settimane precedenti alla ricerca, per un totale di 20 retailer analizzati.
Il quadro che emerge è quello di un mercato in trasformazione. La fiducia dei consumatori si è indebolita e la convenienza torna al centro delle decisioni di acquisto, ma non coincide soltanto con il prezzo. Gli italiani cercano una combinazione equilibrata di scelta, semplicità, convenienza e benefici tangibili.
Assortimento in testa, ma il prezzo torna a contare
L’assortimento è il driver di preferenza più importante del 2026, seguito dall’esperienza d’acquisto. Loyalty e digitale conquista la terza posizione, mentre prezzi e promozioni risale al quarto posto dopo aver occupato l’ultima posizione nel 2025.
L'attenzione verso prezzi e promozioni cresce nuovamente, ma non si traduce in una scelta basata esclusivamente sul costo. Per distinguersi, i retailer devono combinare disponibilità, freschezza, ampiezza dell'offerta e semplicità d'acquisto, costruendo una proposta di valore chiara e riconoscibile.
La classifica delle insegne
Esselunga mantiene il primo posto nella classifica Rpi Italia 2026, seguita da Coop. La novità principale è Eurospin, che entra nella top 3 dopo il sesto posto del 2025. Conad si colloca al quarto posto, mentre Mercatò entra nella top 5, confermando la capacità dei retailer regionali di competere con successo a livello nazionale.
La ricerca evidenzia inoltre una maggiore varietà di insegne riconosciute dai consumatori sui singoli driver. Iper La grande i guida l’assortimento, Pam l’esperienza d’acquisto, Esselunga loyalty e digitale, Eurospin prezzi e promozioni e prossimità, Conad la marca del distributore e Aldi ambiente e comunità.
Il discount cresce oltre il prezzo
Il formato discount rappresenta oggi il 25% del mercato grocery italiano, sei punti percentuali in più rispetto al 2015. In questo scenario, Eurospin si distingue non soltanto sul prezzo, ma anche per assortimento, marca del distributore e prossimità. Una proposta più ampia che contribuisce a rafforzarne la capacità di intercettare mission di spesa complete e a raggiungere una share of wallet di circa il 23% tra i propri clienti.
La fedeltà si frammenta
La fedeltà alle insegne è sempre più fragile. Il consumatore italiano medio frequenta circa cinque retailer al mese, rispetto ai quattro del 2021. Il 41% acquista presso almeno cinque insegne differenti, mentre solo il 31% concentra la propria spesa su uno o due retailer.
I dati mostrano tuttavia che la fedeltà può essere coltivata. Programmi fedeltà efficaci, servizi digitali, prossimità e una Mdd ben sviluppata sono le leve che incidono maggiormente sulla capacità di limitare il cross-shopping e favorire la continuità di acquisto.
Il commento
“In un mercato in cui le preferenze cambiano rapidamente e la spesa si distribuisce tra un numero crescente di insegne, i retailer devono fare scelte più chiare: definire ciò che rappresentano, concentrare gli investimenti sulle leve che generano valore e tradurre queste decisioni in un’esperienza coerente. I dati mostrano che non esiste una singola formula vincente: la crescita passa dalla capacità di comprendere i propri clienti e costruire una proposta distintiva su più dimensioni”, afferma Marco Metti, regional sales director di Dunnhumby Italia.