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Via libera dall'Antitrust: Unes può acquisire i 30 negozi di Emmeci

Via libera dall'Antitrust: Unes può acquisire i 30 negozi di Emmeci

Via libera dall'Antitrust: Unes può acquisire i 30 negozi di Emmeci

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Emanuele Scarci

Disco verde dall’Autorità antitrust all’acquisizione della catena retail Emmeci e della società immobiliare Mega da parte di Unes Maxi. L’Authority ritiene che l’incremento delle quote di mercato post merger non ostacoli la concorrenza nelle 6 province lombarde interessate.

Dopo l’acquisizione, la quota di mercato complessiva supererà la soglia del 30% solo in 2 mercati locali, ma con incrementi del punto vendita marginali, compresi fra l’1 e il 5%.
Non è noto il valore della transazione. Le parti hanno stipulato nel contratto di compravendita dei patti di non concorrenza e non sollecitazione.

Due retailer

Emmeci controlla 30 pdv (Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Monza, Sondrio) a insegna MD Discount, di cui 3 superette e 27 supermercati con superficie compresa fra 400 mq e 2.499 mq.
La società è attiva dal 1989, su iniziativa degli imprenditori Filippo Mazzoleni e Dario Corbetta che inaugurarono il primo supermercato a Mapello, in provincia di Bergamo.
Nel 2025 la società ha realizzato ricavi per circa 100 milioni di euro.
Dal suo canto, Unes Maxi è controllata dalla holding Finiper Canova Group e conta su una rete commerciale di circa 200 pdv, sia di proprietà che di imprenditori affiliati (dislocati tra Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Liguria), con le insegne Unes e Il viaggiator goloso.
Nel 2024 la società ha fatturato 3,2 miliardi.

Le supercentrali

Con riferimento alle centrali di acquisto, l’Antitrust sottolinea che nel settore della Gdo risultano operare attualmente “17 catene distributive, di cui 10 con una quota nazionale complessiva superiore al 3%. Attualmente la centrale di acquisto Conad+Finiper è la seconda alleanza per dimensione, aggregando i punti vendita che esprimono circa il 17% del fatturato totale in Italia”.
In tale contesto i punti vendita target “rappresentano lo 0,11% del totale in Italia. In ragione del peso ridotto attribuibile a tali pdv, non si ritiene che l’operazione possa avere effetti significativi sui mercati nazionali dell’approvvigionamento del largo consumo”.

       
       

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