
Tossini ha inaugurato il nuovo stabilimento produttivo di Tagliolo Monferrato (Al), realizzato con tecnologie altamente avanzate, macchinari progettati e costruiti su misura per rispondere alle esigenze qualitative e quantitative dell’azienda.
Lo stabilimento – che andrà a triplicare la capacità produttiva di Tossini che ha investito 7 milioni di euro – si sviluppa su una superficie complessiva di 8.000 mq (di cui 5.000 interni), una linea produttiva già attiva su 3.000 mq, cinque in totale i silos (per la farina, l’olio, l’azoto e CO2), oltre alle celle di diverse refrigerazioni (-18° e +4°) con 520 posti pallet disposte su altri 1.000 mq.
Sarà così che dal piccolo paese del basso Piemonte partirà la celebre focaccia ligure, sia lievitata che secca, per coprire la maggior parte della distribuzione nazionale e internazionale dell’azienda.
Per far funzionare a regime la prima linea produttiva saranno assunte e preventivamente formate, almeno 40 persone che opereranno sui turni produttivi.
“I lavori sono iniziati circa un anno fa e da allora non ci siamo mai fermati. La produzione di Tagliolo consentirà di coprire la richiesta interna di focaccia e di aprire nuovi mercati all’estero in conseguenza del grande lavoro svolto dal nostro dipartimento commerciale e di marketing – ha fatto seguito Claudio Vivona, direttore operativo di Tossini –. Il nostro obiettivo primario è di offrire al mercato un prodotto artigianale realizzato in chiave industriale, senza compromessi sulla qualità e sulla sicurezza alimentare. Per questo motivo abbiamo dedicato molto tempo alla formazione dei colleghi che lavoreranno qui”.
Chiara Carrara, direttore commerciale e marketing ha scattato una fotografia dei numeri di Tossini mostrando come la richiesta della focaccia genovese non conosca stagionalità né confini: “un semestre che raggiunge un +40% verso pari periodo storico, due nuovi mercati attivati sul 2026 e diverse prospettive di sviluppo in valutazione”.
La manager ha anche spiegato le differenze tra i due stabilimenti, quello di Savignone, nel cuore della Liguria e il nuovo di Tagliolo Monferrato: “hanno caratteristiche simili ma anche funzioni differenti. A Savignone, abbiamo scelto di mantenere la produzione della focaccia col formaggio e delle torte salate, prodotti profondamente legati al territorio e alle ricette storiche della famiglia Tossini. A Tagliolo Monferrato, invece, abbiamo concentrato la produzione delle focacce secche e dell'intera gamma delle focacce genovesi”.
L’azienda intravede ulteriori margini di sviluppo in Gdo, dove è presente, in particolar modo, nel Nord Italia, ma arriva anche fino alla Toscana e a Roma.
“Oggi presidiamo quattro grandi categorie di prodotto, che però non sono necessariamente presenti presso tutti i nostri clienti. La nostra strategia commerciale punta quindi ad aumentare la penetrazione all’interno delle insegne con cui collaboriamo”, fa sapere Carrara.
Proprio in questi giorni Tossini sta anche presentando alla Gdo un ampliamento della gamma delle focacce secche. “La prima novità è una variante al gusto pomodoro, una referenza dal gusto molto conosciuto che abbiamo deciso di introdurre dopo aver analizzato il mercato dei sostitutivi del pane e averne riconosciuto il forte potenziale”, racconta Carrara.
“Accanto a questa, abbiamo sviluppato due nuove referenze pensate per intercettare la crescente attenzione verso il benessere e un’alimentazione più equilibrata – aggiunge –. Si tratta delle nuove focacce della linea Sapori Autentici Tossini, nelle varianti Tre farri e Rustica, entrambe fonte di fibre. Con questi prodotti vogliamo offrire alla distribuzione un assortimento ancora più dinamico e capace di rispondere alle nuove esigenze dei consumatori”.
Dal punto di vista economico, l’azienda ha chiuso il 2025 con un fatturato di 19 milioni di euro. Si tratta di un risultato ottenuto in un anno in cui operavamo ancora esclusivamente con il sito produttivo di Savignone e risentivamo delle conseguenze del periodo emergenziale. Il 2026, invece, si sta configurando come un anno di forte crescita, con una previsione di incremento del fatturato intorno al 40%.
“Abbiamo inoltre definito un piano industriale che prevede, nei prossimi tre anni, una crescita costante a doppia cifra – conclude Carrara –. Grazie alla capacità produttiva combinata di Tagliolo Monferrato e Savignone disponiamo oggi di un potenziale superiore anche rispetto a quello dello storico stabilimento di Avegno. Adesso la sfida è trasformare questa capacità produttiva in ulteriore fatturato, conquistando nuovi clienti e consolidando la nostra presenza sul mercato”.