
Era il 1957 quando il Festival dei Due Mondi muoveva i suoi primi passi. Monini ha visto passare orgogliosamente negli anni il “testimone” di grandi sostenitori del Festival, dal capostipite Zefferino ai figli Nello, Giuseppe, Paolo e, oggi, a Maria Flora e Zefferino, i figli di Giuseppe che ora guidano l’azienda e possono celebrare la “loro” 69esima edizione della manifestazione spoletina.
"Mi piace affidare alle parole di Giancarlo Menotti il significato profondo per cui noi Monini sosteniamo convintamente il Festival dei Due Mondi – commenta Maria Flora Monini –. Nel corso di un’intervista rilasciata alla Rai nel 1959 il Maestro parlava di un sogno, quello di fare di Spoleto un luogo ‘sereno e incantevole’ dove i giovani artisti potessero esprimersi liberamente, sciolti da credi politici, mode estetiche e imposizioni eterodirette. Nella sua visione Spoleto poteva diventare col tempo ‘la città ideale’ per dare spazio e opportunità a nuovi talenti. È proprio per dare sempre nuovo impulso al sogno del Maestro Menotti che le nostre attività al Festival sono fortemente orientate alle nuove generazioni”.
Con questo spirito, l’azienda sarà ancora una volta official sponsor della 69esima edizione della kermesse che, nel corso della sua storia, ai tanti protagonisti di primissimo piano della vita culturale ha affiancato innumerevoli promesse che da qui hanno spiccato il volo.
Tra le attività in programma quest’anno, Monini sostiene la Maratona di Danza che si svolgerà al Teatro Romano della città il 4 e il 5 luglio, e la speciale Maratona di Musica della durata di 24 ore che il prossimo 7 luglio, giorno di nascita di Gian Carlo Menotti risuonerà a Casa Menotti, il Palazzo Cinquecentesco appartenuto al Maestro e oggi di proprietà della Fondazione Monini.
Costituisce un appuntamento entrato ormai a far parte integrante del programma del Festival, molto atteso da pubblico e media, il premio “Una finestra sui due mondi”. Istituito nel 2010 dalla famiglia Monini, il riconoscimento si ispira al consueto rituale con cui il maestro salutava i grandi ospiti intervenuti e il pubblico accorso: una tradizione mai dimenticata che ha ispirato i premi-scultura che raffigurano in forma stilizzata proprio la finestra da cui Gian Carlo Menotti era solito affacciarsi.