Vandemoortele: acquisizione da 450 milioni

Vandemoortele: acquisizione da 450 milioni
Jean Vandemoortele

Vandemoortele: acquisizione da 450 milioni

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Luca Salomone

Dolciaria Acquaviva, a giugno 2024, Lizzi a febbraio 2025 e ora le attività europee di Bunge nei settori delle margarine e delle creme spalmabili a base vegetale.

Ben 650 milioni in nove mesi

Prosegue, in questo modo, la crescita per linee esterne di Vandemoortele, che questa volta rileva un perimetro di attività con fatturato di 450 milioni di euro, 800 collaboratori, 20 marchi, e impianti produttivi in Germania, Polonia e Finlandia.

Sommando anche le due operazioni italiane, in 9 mesi la multinazionale belga ha aggiunto al proprio business una terna da 650 milioni di euro di giro d’affari.

L’americana Bunge, operativa anche nel nostro Paese, grazie a Bunge Italia di Ravenna, opera in molteplici settori dell’agribusiness, dai mangimi, agli ingredienti, al food.

La compagnia, con sede centrale a Saint Louis, Missouri, opera in 40 nazioni dove conta più di 23mila addetti.

Nel 2024 Bunge global ha contabilizzato vendite nette per un ammontare di 38,6 miliardi di dollari (oltre 41 miliardi di euro al cambio attuale).

Vandemoortele, dal canto suo ha un giro d’affari di circa 2 miliardi di euro, e questo senza considerare la terna di acquisizioni.

Essere leader nel plant based

Lo scopo della transazione con Bunge è soprattutto di rafforzare la divisione Plant-Based food solutions del gruppo.

«Vogliamo essere dei precursori nella transizione verso un’alimentazione a base vegetale – conferma il presidente del Cda, Jean Vandemoortele -. E questo non soltanto nei due settori della margarina e dei grassi vegetali, ma anche in altri segmenti a forte crescita, come le salse, i formaggi veg, le creme e i condimenti».

Aggiunge Yvon Guerin, Pdg di Vandemoortele. «In Europa occidentale e meridionale serviamo già una solida clientela con prodotti di origine vegetale di elevata qualità. Ora, grazie a questa operazione, potremo espanderci ulteriormente nelle nazioni dell’Europa centrale e nell’area scandinava».

Il portafoglio acquisito da Bunge è distribuito sia al consumatore finale, tramite la Gdo, sia direttamente, alle industrie e al food service.

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