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Aggiornato al: 26 Marzo 2017 16:00
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Istat: peggiora il clima di fiducia di consumatori e imprese

In attesa dei dati ufficiali sulle vendite al dettaglio di giugno, che verranno diramati nella tarda mattinata di oggi, 30 agosto, l’Istituto centrale di statistica fa il punto sul clima di fiducia. Il bilancio è piuttosto pesante…

Ad agosto 2016 si registra un peggioramento sia per i consumatori sia per le imprese: l'indice passa da 111,2 di luglio a 109,2 e l'indice composito delle imprese scende da 103,0 a 99,4. Una vera scudisciata, dovuta in larga parte agli attentati di Nizza del 14 luglio.

Tutte le stime riferite alle componenti del clima di fiducia dei consumatori registrano una flessione, seppure con intensità diverse: il clima economico passa da 129,8 a 125,5, diminuendo per il quinto mese consecutivo; le componenti personale, corrente e futura, dopo l'aumento registrato a luglio, tornano a posizionarsi sui livelli del mese di giugno. Più in dettaglio, il clima personale passa da 105 di luglio a 103,6, quello corrente da 109,1 a 107,2 e quello futuro da 114,8 a 112,2.

Le opinioni dei consumatori riguardo la situazione economica del Paese si confermano in peggioramento per il quarto mese consecutivo (il saldo dei giudizi passa da -54 a -60 e quello delle aspettative da -9 a 15), mentre i giudizi sull'andamento dei prezzi nei passati 12 mesi e le attese per i prossimi 12 mesi registrano un incremento (da 31 a -22 e da -30 a -27). Peggiorano le aspettative sulla disoccupazione (da 30 a 35, il saldo).

Con riferimento alle imprese, il clima di fiducia scende in tutti i settori: in modo più marcato nei servizi di mercato (da 108,3 a 102,4) e nel commercio al dettaglio (da 101,3 a 97,1), più lieve nella manifattura (da 102,9 a 101,1) e nelle costruzioni (da 126,2 a 123,5).

Nei servizi si appesantiscono tutte le componenti: diminuiscono i saldi dei giudizi e delle attese sul livello degli ordini (da 7 a 3 e da 8 a 1, rispettivamente) così come il saldo delle attese sull'andamento dell'economia in generale (da 8 a 3).

Nel commercio al dettaglio peggiorano sia i giudizi sulle vendite correnti, il cui saldo torna negativo per la prima volta dal mese di gennaio 2016 (il saldo passa da 6 di luglio a -4) sia le attese sulle vendite future (da 21 a 16); il saldo sulle scorte di magazzino slitta da 16 a 14.

30 Agosto 2016
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