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Aggiornato al: 19 Febbraio 2017 16:00
Mercati
Il mercato del vino torna a sorridere

Dopo anni di stasi, si registra una crescita più decisa delle vendite di vino italiano sugli scaffali della grande distribuzione sia a volume che a valore. In attesa della 50° edizione di Vinitaly l’istituto di ricerca IRI ha elaborato, in esclusiva per Veronafiere, i dati sull’andamento di mercato nel 2015. Le vendite delle bottiglie da 75 cl sono aumentate del 2,8% a volume rispetto al 2014, e le bottiglie da 75cl a denominazione d’origine (Doc, Docg, Igt) del 1,9%. Rispettivamente le vendite a valore sono cresciute del 4,0% e del 3,8%. Risultati positivi anche per gli spumanti venduti in Gdo: + 7,8% a volume e +7,5% a valore, anche se il prezzo medio è leggermente ridimensionato rispetto al 2014. I vini biologici incrementano a volume del 13,2% (a valore del 23%), ma i litri venduti sono ancora limitati: un milione e 630 mila.

OK PER FORMATO DA 0,75 LT E SPUMANTI
In termini di evoluzione dei consumi, consolidata la tendenza che vede l’elevata incidenza di acquisti in promozione, si assiste a una polarizzazione degli stessi normalmente a scapito della fasce intermedie di prezzo. «Il consumatore – spiega Benedetto Marescotti, trade marketing manager italia di Caviro - rispetto a qualche anno fa, abbandona gradualmente le confezioni superiore al litro, predilige vini morbidi e profumati, sia fermi che frizzanti, con prevalenza per i bianchi. In generale, l’estrema frammentazione del mercato rende difficile individuare un vitigno emergente ma è abbastanza chiara come il formato da 0,75lt e gli spumanti stiano comunque trainando perché intercettano un consumo più easy».

IL VINO ITALIANO È SEMPRE PIÚ AMATO ALL’ESTERO
Il 2015 è stato un anno da record per l’export del vino italiano che vale 5,39 miliardi di euro (+5,4% sul 2014), confermando pienamente le previsioni rilasciate nei mesi scorsi. Questi i dati dell’Osservatorio del Vino relativi alle esportazione dello scorso anno, elaborati su base Istat da Ismea. «Per Cantina Tollo l’esportazione continua a rappresentare una fetta importante del fatturato dell’imbottigliato, il 32% - ci conferma il direttore commerciale e marketing Andrea di Fabio -. Ottime le vendite in Cina, in linea con il trend di esportazione degli altri paesi europei e nettamente superiore alla media italiana. Le nostre bottiglie sono esportate in quasi tutti i Paesi dell'Unione (in Svezia, Danimarca, Germania e Regno Unito, in particolare), in Giappone, negli Stati Uniti e in Canada. Inoltre, per quanto riguarda i mercati emergenti, oltre che in Cina avanziamo anche in Russia e India». Anche per Ruffino l’export è un segmento estremamente importante con basi storicamente forti e solide. «La quota export – sottolinea l’amministratore delegato Sandro Sartor - si mantiene stabile, con il Nord America e il Nord Europa che primeggiano sugli altri Paesi».


ARIA DI INVESTIMENTI...ANCHE OLTRECONFINE
Il 2015 è stato anche un anno ricco di investimenti per alcune aziende che hanno deciso di creare nuovi siti produttivi sia in Italia che all’estero. La cantina friulana Vini La Delizia ha avviato un piano d’investimento di 10 milioni di euro che la porterà alla realizzazione e avviamento di un nuovo sito produttivo nella zona ex Friulvini, nel comune di Zoppola, a 5 km dall’attuale sede principale di Casarsa della Delizia (PN). In un’area complessiva di 80.000 mq, il nuovo stabilimento di produzione coprirà una superficie di 11.000 mq e sarà gradualmente ultimato nei prossimi anni. Santa Margherita Gruppo Vinicolo, invece, in un’ottica di espansione nei mercati internazionale ha creato la società d’importazione e distribuzione “Santa Margherita USA Inc” con sede a Miami. L’avvio della controllata – che gestisce in prima persona la distribuzione negli USA dei vini di tutte le tenute del Gruppo (Santa Margherita, Torresella, Kettmeir, Cà del Bosco, Lamole di Lamole, Vistarenni, Sassoregale, Terrelìade) – ha comportato investimenti per oltre 14 milioni di euro rappresentando uno degli interventi diretti più importanti del comparto del vino italiano in quello che è storicamente il primo mercato di vendita.


LO SCAFFALE SI ARRICCHISCE DI NOVITÀ
Cavit per il 2016 propone nel canale gdo il nuovo Müller Thurgau spumante metodo Charmat che da pochi mesi vanta la denominazione Dolomiti IGT. «Proveniente dal vitigno Müller Thurgau, profondamente legato al territorio trentino e che si coltiva per lo più nell’alta collina o addirittura in montagna fino a quote che sfiorano gli 800 metri – puntualizza Giovanni Negri, Direttore Marketing di Cavit – questo vino è oggi disponibile nei formati 0,20 L – 0,75 L – 1,50 L- 3,00 L, con un packaging e un’etichetta rinnovati». La Delizia, invece, arricchirà la linea SASS Terr divini fermi le cui uve sono state selezionate tra i migliori vigneti all’interno dell’area di produzione DOC Friuli Grave: Sauvignon Doc Friuli Grave, Traminer Aromatico DOC Friuli Grave, Ribolla Gialla IGT delle Venezie. Cantina Tollo, da quest’anno estenderà la certificazione vegan a tutti i vini biologici della cantina confermando il proprio occhio di riguardo all’ambiente, alla sostenibilità e alla diffusione di preferenze di consumo sempre più consapevoli.

COMUNICAZIONE: SI PUÓ FARE DI PIÚ
Come in altri settori dell’agroalimentare la comunicazione gioca un ruolo fondamentale nel mondo del vino e rappresenta una strada imprescindibile per portare agli occhi del consumatore i valori, le tradizioni dei player. «Il vino – spiega Marescotti di Caviro – è poco comunicato in Italia di adv, sia per le dimensioni della media delle aziende sul mercato che per la ridotta presenza di marchi. In un contesto così fortemente competitivo e frammentato, saper comunicare in modo semplice è determinante e significa rimanere al passo con le esigenze dei consumatori di oggi, sempre più veloci nelle scelte ma, allo stesso tempo, più consapevoli e indipendenti».

UN COMPARTO GREEN-ORIENTED
Il rispetto per l’ambiente è uno dei principi imprescindibili per le aziende produttrici di vino, come ci conferma Pietro Biscontin, Direttore Generale di Vini La Delizia «La mission dei nostri Viticoltori è quella di produrre vini di qualità a totale garanzia del consumatore e viene perseguita quotidianamente attraverso l’intera filiera produttiva. In tema di sostenibilità ambientale si è distinta anche Cavit che ha recentemente conseguito il certificato di eccellenza attribuito da Certiquality, organismo specializzato nella certificazione dei sistemi di gestione per la qualità, l’ambiente, l’energia, la sicurezza sul lavoro, nella certificazione di prodotto e nella formazione.


Stefania Lorusso

29 Marzo 2016
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