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Aggiornato al: 17 Giugno 2019 17:30
Intervista
Coptit: l'editoria per conto della distribuzione moderna

Coptit Industrie Grafiche, cooperativa con 63 soci, ha una lunga tradizione alle spalle che inizia quasi 100 anni fa, nel 1920, ed è contrassegnata da un’evoluzione incessante di tecnologie, competenze, standard qualitativi e servizi. L’esperienza e gli investimenti in macchinari di ultima generazione consentono oggi all’impresa modenese di offrire ai clienti – anche in un settore complesso come quello della Gdo – le soluzioni di stampa più avanzate a livello mondiale.
Le cifre chiave la dicono lunga: 5 milioni di volantini e cataloghi al giorno, pari a una dozzina di Tir, 250 tonnellate di carta stampate ogni 24 ore, 3 grandi rotative offset, alle quali se ne aggiungerà un’altra, un fatturato di 40 milioni di euro.
Leader in Italia nel segmento dei prodotti per il retail e attiva in Francia, Coptip offre alle aziende un alto livello di personalizzazione e un bouquet di prodotti che spazia anche sulle riviste aziendali, le brossure, alcuni materiali per il punto vendita… Sono tutti strumenti di dialogo con il cliente irrinunciabili per la Dmo, come ci racconta il
Presidente, Giuseppe Rovatti.

Quanto incidono i volantini sulla vostra attività?

Moltissimo. Se l’80% del nostro fatturato è dovuto alla stampa per la Gdo, il volantino prevale in modo netto sia, ovviamente, per le tirature, sia per quanto riguarda i ricavi. Se l’azienda, come tutto il settore, ha conosciuto le difficoltà del mondo della stampa, la sua specializzazione le ha permesso di reggere molto meglio rispetto a chi opera nell’editoria classica. Le nostre rotative sono le più grandi presenti in tutto il Sud Europa e, a queste macchine, ne verrà aggiunta una quarta, in grado di toccare 180.000 copie all’ora.

Cosa chiedono oggi i distributori al proprio stampatore?

Da parte dei clienti è sicuramente aumentata l’attenzione verso la qualità del prodotto. Il fatto di mettere al centro i freschi e i freschissimi presuppone un deciso miglioramento degli ‘scatti’ sia in termini cromatici, sia per quanto concerne l’ambientazione. In una pagina vengono inseriti meno prodotti, ai quali si vuole dare maggiore rilievo.

Elementi critici?

Ovviamente il costo della carta, che ha un peso del 50 per cento. Se già da tempo i clienti hanno deciso di ridurre le grammature, il prezzo della materia prima si dimostra ora in particolare tensione, con un +25% nel periodo da settembre 2017 a gennaio 2019, ultimo termine comunicatoci attraverso i listini delle cartiere. D’altro canto la Gdo non può rinunciare al volantino: dunque stiamo proponendo un’ulteriore riduzione delle grammature e dei formati. La Dmo potrebbe anche decidere, però, di tagliare la foliazione e le tirature, o di ridurre i volantini destinati alle piccole superfici.

Parliamo degli altri prodotti, che affiancano il volantino…

C’è una domanda interessante e in evoluzione per quanto riguarda la stampa a più alto valore aggiunto. Gli house organ, per esempio, non sono più tali, ma si sono trasformati in veri periodici di cucina e gastronomia. Importante è anche il catalogo, sia tecnico che destinato al consumatore, che presuppone un alto livello di rappresentazione grafica.

Siete presenti in Francia. Pensate di espandervi in altre nazioni?

La Francia, specie quella del Sud, rappresenta solo il 10% del nostro business. L’export, nel nostro mondo, è frenato dai costi logistici, oltre che dalla necessità di essere rapidissimi nella produzione e consegna dei prodotti.

Per quale motivo rapidissimi?

Lavorare con la Gdo è sempre un tour de force. Vuol dire, tanto per esemplificare, ricevere il file alle 19, andare in macchina immediatamente e garantire i camion in uscita alla mattina. Questo presuppone di avere sempre a disposizione un notevole stock di carta, ma anche macchine veloci e ai massimi livelli. Noi lavoriamo su un quantitativo di 60.000 tonnellate annue di carta, di cui la metà fornita dal cliente, il quale compra direttamente dalle cartiere. La tiratura media di una promozione comporta la stampa di 4,5 milioni di volantini, un quantitativo che Coptip riesce a lavorare in sole 24 ore. Non solo: le fasi di prestampa devono essere attive fino alle ore 22, per assicurare la distribuzione la mattina dopo.

Insomma un lavoro difficile…

Più che altro presuppone capacità di adattamento e specializzazione notevoli. Del resto, come ho detto, la nostra tradizione è la nostra forza, quello che ci permette di essere ottimisti in un settore della stampa che sta vivendo, e ha vissuto, molte difficoltà. Se è vero che il volantino è, rispetto all’editoria, un prodotto povero, è vero anche che è un ‘oggetto’ fondamentale per il cliente.

Non ha paura della concorrenza del digitale?

Non direi. Se il digitale è un fenomeno che va considerato con la debita attenzione, devo dire che l’e-couponing e il volantino elettronico non hanno ancora avuto riflessi sugli stampatori. Si ha l’impressione che l’utente non voglia essere assillato più di tanto da post e messaggi che arrivano sullo smartphone. In sostanza preferisce un prodotto che si può consultare con calma e quando si vuole, specie se parliamo dei volantini settimanali, con molte pagine.

Concludiamo con le vostre politiche di sostenibilità…

Intanto siamo coperti da certificazioni ambientali Iso 14001 e poi, naturalmente, rientriamo nel perimetro dei controlli ambientali dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale. Per noi questo non è, tuttavia, un puro adempimento burocratico e formale, visto che l’azienda è impegnata sul versante dell’efficienza, con un continuo lavoro di riduzione dei consumi di energia e materie prime. E tutto questo si concretizza in un abbassamento significativo dei costi, che permette di liberare risorse da reinvestire, a loro volta, su tecnologie ecocompatibili. Per esempio, con un investimento di 400.000 euro, siamo arrivati quasi ad azzerare le componenti chimiche per lo sviluppo delle lastre. Dunque la sostenibilità paga e alza la reputazione dell’impresa. Se poi parliamo di sostenibilità finanziaria osservo che Coptip è classificata con un rating di livello 1, grazie alla sua elevata patrimonializzazione, che tocca i 32 milioni di euro netti. Questo ci consente di affrontare anche eventuali svolte del mercato, di avere un lungo respiro e di lavorare senza intermediari con le grandi cartiere.

30 Dicembre 2018
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