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Aggiornato al: 14 Dicembre 2018 15:00
Intervista
Auchan, un solo marchio e una nuova strategia

Auchan Retail Italia si rinnova profondamente e converge verso l’insegna unica, un processo in atto da tempo anche nella nativa Francia. Da noi il colosso distributivo copre 19 Regioni con circa 19.000 collaboratori e una rete multiformat di 1.500 punti vendita (di cui oltre 350 diretti), fra ipermercati Auchan, supermercati a insegna Auchan, Simply, IperSimply, negozi di prossimità MyAuchan e PuntoSimply e oltre 60 drugstore Lillapois.
Sugli scaffali della rete sono presenti più di 5.000 prodotti a marchio, 17.000 prodotti locali e un terzo dei fornitori è composto da Pmi.
La valorizzazione del made in Italy si concretizza anche nell’attività di export: 1.350 articoli alimentari di 150 imprese, piccole e medie, prendono la strada di 29 Paesi.
In occasione del nuovo opening del supermercato Punto Simply di Milano, Viale Tibaldi (900 mq; nellle foto), diventato a fine luglio, Auchan Supermercato, ‘Distribuzione Moderna’ ha incontrato
Paolo Bertini, direttore concept commerciali ultra-prossimità e supermercati del gruppo.
Il negozio è fra l’altro il 21° della città, dove l’operazione di rebranding ha preso il via il 31 agosto 2017, con l’inaugurazione del Pdv di Corso San Gottardo.


Il punto sostanziale della nostra trasformazione – spiega il manager – è, naturalmente, il concetto di marca unica, Auchan. Sotto un solo brand stiamo raccogliendo trasversalmente tutti i nostri format, compreso l’online. La rete, dunque, è in grande divenire.

Qual è la strategia sottostante all’unificazione?

Il rebranding comporta una serie di innovazioni profonde dei punti di vendita. Puntiamo molto sulla qualità del servizio, soprattutto nella panetteria, che si avvale dei laboratori di produzione degli ipermercati per rifornire anche i supermercati, nella pasticceria e gastronomia. L'insegna unica, per il format prossimità, vuol dire il passaggio da Punto Simply a My Auchan, mentre i supermercati fino a 3.000 mq andranno tutti sotto il brand Auchan. Inoltre, i più grandi, potrebbero trasformarsi in Iper Auchan. Oggi abbiamo 30 My Auchan e 10 Auchan supermercato. Entro l'anno raggiungeremo rispettivamente quota 47 e 26. Nel 2019 ne trasformeremo altri 70 e contiamo, durante 24 mesi, di concludere il piano di unificazione del format di vicinato. A partire dal prossimo anno, la trasformazione coinvolgerà sempre di più anche il franchising.

Altri reparti interessanti e innovativi?

Come ho detto il focus è sugli alimentari freschi pronti: ho citato la panetteria con i laboratori centralizzati negli ipermercati, ma già in estensione è la pasticceria, dove abbiamo un notevole know-how con i nostri artigiani-pasticceri che, proprio recentemente, si sono misurati in un'impegnativa gara, con giudici di fama mondiale, per la torta migliore. Anche la pescheria viene reinserita, persino nei punti vendita di piccole dimensioni, visto che, superati alcuni interrogativi e un periodo non molto brillante, oggi l’ittico è molto richiesto, ha tassi di crescita notevoli e un buon livello di redditività. Anche qui offriremo ricette e menù: il consumatore, infatti, ha sempre meno tempo da dedicare alla cucina, o, comunque, nelle ore libere, predilige i propri hobby, lo sport, il relax.

In My Auchan avete anche ripensato gli assortimenti?

In sintesi abbiamo ridotto la profondità e allargato invece la copertura dei bisogni, potenziando alcune zone ‘calde’ come la profumeria, dove abbiamo lanciato il nostro nuovo marchio Cosmia, e il cura casa. Il consumatore, infatti, nonostante la concorrenza degli specialisti drug, vuole trovare anche questi prodotti nel proprio supermercato di fiducia.

Ha parlato di integrazione con l’online. Approfondiamo…

l’integrazione procede, sia attraverso i servizi di clicca e ritira e consegna a domicilio, sia in virtù di un diverso impegno dei nostri addetti, che verranno dotati di un tablet per agevolare la prenotazione (per esempio in gastronomia) e l’acquisto, come sta già avvenendo per i prodotti stagionali. La fusione tra reale e digitale, oltre a essere un trend, è interessante per ogni distributore, visto che amplia in modo deciso l’assortimento dei supermercati di prossimità. Poter disporre dell’offerta di un grande ipermercato, con la comodità del ritiro anche nel supermercato sotto, casa è un’innovazione di servizio estremamente interessante. Digitalizzazione non vuol dire però solo e-commerce, ma anche un maggiore servizio in senso lato. Così è in fase di test Auchan Speedy, una barriera dalla quale si può passare senza code, pagando ‘al volo’ con il proprio smartphone.

Un asset di oggi è la sostenibilità. Come si muove Auchan?

Questo è sicuramente un altro elemento decisivo, come dimostra la crescente attenzione dei consumatori verso i cibi sani, biologici, naturali, a chilometro zero, capaci, in sostanza, di mettere d’accordo il benessere dell’uomo con quello del pianeta. Inoltre, il contrasto allo spreco alimentare ci vede tradizionalmente impegnati in attività svolte con le Onlus. Questo ci fa dire che oggi qualsiasi investimento e progetto deve essere a basso impatto e misurarsi con sfide non più rimandabili, come, per esempio, la riduzione delle plastiche. Come a basso impatto deve essere l’illuminazione dei negozi e la concezione dei banchi refrigerati, un insieme che è sì un costo iniziale, ma che diventa un risparmio di energia e risorse sia per l’operatore economico, sia per il territorio.

Chiudiamo con un bilancio della nuova strategia…

Nell’insieme il programma sta assicurando crescite e margini molto interessanti del venduto, con dati che superano largamente le medie della Gdo. Abbiamo ridotto l’incidenza delle promozioni: infatti nei negozi rinnovati, rispetto ai Simply, è scesa di qualche punto. Siamo convinti che oggi bisogna ‘sfrondare’, semplificare ed essere più incisivi. Dunque è giusto andare oltre lo sconto e capire al meglio le necessità emergenti. In questo collaboriamo in modo ancora più stretto con i fornitori, per costruire insieme prodotti appaganti.

03 Settembre 2018
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