La svolta imposta dalla legge sul sottocosto

La svolta imposta dalla legge sul sottocosto
La svolta imposta dalla legge sul sottocosto

La svolta imposta dalla legge sul sottocosto

Information
Fabio Massi

Nel corso di tutto l’anno i consumatori sono continuamente richiamati da offerte speciali presentate dagli esercizi commerciali allo scopo di attirare il maggior numero possibile di acquirenti.

Le vendite straordinarie hanno generalmente avvio al termine delle festività natalizie, con i saldi di fine stagione, a cui fa seguito un’ampia gamma di promozioni di vario tipo.  Tra tutte le formule promozionali, il sottocosto è l'unico tipo di vendita regolato per legge da una precisa normativa che ha trovato la sua espressione nel Decreto del Presidente della Repubblica n. 218 del 6 aprile 2001 e modificato in modo sostanziale il campo d'azione della grande distribuzione.

Punto di svolta tra una condotta libera di perseguire strategie promozionali non condizionate ed una linea operativa irrigidita da regolamentazioni a favore della  competitivita', la legislazione sul sottocosto, introdotta nel 2001, ha modificato in modo sostanziale il campo d'azione della GDO.
Quello dell'Aprile del 2001 e' stato un 'momento chiave', una di quelle circostanze epocali che apre prospettive nuove per il distributore, per il consumatore e per l'industria, che ha reso il mercato come e' attualmente: forse più' equilibrato dal lato dell'offerta, più oneroso da quello del consumo.
Il distributore non puo' più vendere in sottocosto, ossia ad un prezzo inferiore a quello sostenuto per acquistare (considerate anche le maggiorazioni fiscali e le eventuali agevolazioni negoziali), cio' prescindendo da qualsiasi giustificazione strategica. Gli e' consentito solo un massimo di tre volte l'anno, previa comunicazione ufficiale almeno dieci giorni prima dell'intervento, mai comunque se detiene oltre il 50% della superfici di vendita complessive del territorio di riferimento. La durata del periodo promozionale non può superare i dieci giorni ed il numero delle referenze coinvolte non deve superare le cinquanta. Restano escluse  dal rigore della disciplina solo la rivendita di merceologie fresche, di prodotti tipici delle ricorrenze stagionali dopo che sono trascorse, di articoli non alimentari difettati, obsoleti per tecnologia o utilizzati per dimostrazioni ante vendita. Vale l'esclusione anche per tutti quei prodotti in procinto di scadere (meno di tre giorni dalla scadenza effettiva o quindici dal termine medio di conservazione).
I divari tra le multinazionali, gli aderenti alle grandi centrali d'acquisto e i piccoli dettaglianti adesso non possono acuirsi, il mercato si muove nel rispetto del principio di equita', con maggiore equilibrio, più accortamente nel rispetto della sopravvivenza delle minuscole figure distributive.
Molti errori di valutazione che hanno avuto come conseguenza stati eccessivi di stock devono trovare metodi di risoluzione alternativi allo smaltimento per mezzo di una vendita con prezzo altamente ridotto.
Le imprese industriali, piccole o grandi che siano, beneficiano dell'indubbio vantaggio che nessun distributore, per quanto influente, potra' svilire i loro marchi arbitrariamente in base alle proprie necessita': e' un po' come se mantenessero il potere di influire sul prezzo finale.
Il consumatore trova offerte meno convenienti.
In conclusione il mercato e' meno conflittuale per lasciare spazio a tutti: alla distribuzione sono state spuntate le unghie, l'industria galleggia più serenamente, i consumatori usano grande prudenza, hanno innalzato ulteriormente la soglia di attenzione nel disporre del denaro e nel valutare offerte realmente degne di questo nome.


In appendice il testo della normativa, in neretto i tratti salienti.
Decreto del Presidente della Repubblica  6 aprile 2001 n. 218, Regolamento recante disciplina delle vendite sottocosto, a norma dell'articolo 15, comma 8, del D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 114
Articolo 1. Disciplina delle vendite sottocosto
1. Nel presente regolamento si intende per vendita sottocosto la vendita al pubblico di uno o più prodotti effettuata ad un prezzo inferiore a quello risultante dalle fatture di acquisto maggiorato dell'imposta del valore aggiunto e di ogni altra imposta o tassa connessa alla natura del prodotto e diminuito degli eventuali sconti o contribuzioni riconducibili al prodotto medesimo purché documentati, secondo la definizione contenuta nell'articolo 15, comma 7, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114.
2. È vietata la vendita sottocosto effettuata da un esercizio commerciale che, da solo o congiuntamente a quelli dello stesso gruppo di cui fa parte, detiene una quota superiore al cinquanta per cento della superficie di vendita complessiva esistente nel territorio della provincia dove ha sede l'esercizio, con riferimento al settore merceologico di appartenenza.
3. Ai fini del comma 2 per gruppo si intende una pluralità di imprese commerciali, controllate da una società o collegate ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile, ovvero all'interno della quale vi sia comunque la possibilità di stabilire politiche comuni di prezzo.
4. La vendita sottocosto è una modalità di effettuazione delle vendite di cui all'articolo 15, comma 1, del decreto legislativo n. 114 del 1998. Essa deve essere comunicata al comune dove è ubicato l'esercizio almeno dieci giorni prima dell'inizio e può essere effettuata solo tre volte nel corso dell'anno; ogni vendita sottocosto non può avere una durata superiore a dieci giorni ed il numero delle referenze oggetto di ciascuna vendita sottocosto non può essere superiore a cinquanta.
5. Non può essere effettuata una vendita sottocosto se non è decorso almeno un periodo pari a venti giorni, salvo che per la prima vendita sottocosto dell'anno.
6. Fatta salva l'applicazione del decreto legislativo 25 gennaio 1992, n. 74, indipendentemente dalla effettiva esecuzione della vendita sottocosto, sono vietati gli annunci e i messaggi pubblicitari, effettuati con qualsiasi mezzo, relativi ad operazioni non consentite dal presente decreto.
7. Ai fini della individuazione di una vendita sottocosto, per prezzo di vendita al pubblico di un prodotto si intende il prezzo effettivamente praticato ai consumatori alle casse.
8. Le disposizioni del presente decreto non si applicano alle vendite promozionali non effettuate sottocosto e alle vendite di liquidazione e di fine stagione, nonché alle vendite disposte dall'autorità giudiziaria nell'ambito di una procedura di esecuzione forzata o fallimentare.
9. Le disposizioni del presente decreto non si applicano agli esercenti il commercio sulle aree pubbliche.
Articolo 2. Ammissibilità
1. È comunque consentito effettuare la vendita sottocosto:
a) dei prodotti alimentari freschi e deperibili;
b) dei prodotti alimentari qualora manchino meno di tre giorni alla data di scadenza o meno di quindici giorni alla data del termine minimo di conservazione, nel rispetto delle disposizioni del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109;
c) dei prodotti tipici delle festività tradizionali, qualora sia trascorsa la ricorrenza o la data della loro celebrazione;
d) dei prodotti il cui valore commerciale sia significativamente diminuito a causa di modifiche della tecnologia utilizzata per la loro produzione o di sostanziali innovazioni tecnologiche apportate agli stessi prodotti, ovvero a causa dell'introduzione di nuove normative relative alla loro produzione o commercializzazione;
e) dei prodotti non alimentari difettati, dei quali sia lecita la vendita e garantita la sicurezza secondo la vigente disciplina, o che abbiano subito un parziale deterioramento imputabile a terzi, ovvero ad agenti naturali o a fatti accidentali nonché di quelli usati per dimostrazioni, mostre, fiere o prove o che, comunque, siano stati concretamente utilizzati prima della vendita.
2. È altresì consentito effettuare la vendita sottocosto in caso di ricorrenza dell'apertura dell'esercizio commerciale o della partecipazione al gruppo del quale l'esercizio fa parte, con cadenza almeno quinquennale; di apertura di un nuovo esercizio commerciale; di avvenuta ristrutturazione totale dei locali anche qualora si sia proceduto, prima della ristrutturazione, alla vendita di liquidazione; o di modifica e integrazione dell'insegna tali da incidere sul carattere individuante della stessa.
3. Le vendite sottocosto di cui al presente articolo non sono soggette alla comunicazione di cui all'articolo 1, comma 4.
Articolo 3. Obblighi di informazione al consumatore
1. Fermo quanto disposto dall'articolo 15, comma 5, del decreto legislativo n. 114 del 1998, ai fini della garanzia della tutela e della corretta informazione del consumatore, le vendite sottocosto previste dal presente decreto sono effettuate nel rispetto delle seguenti condizioni:
a) specifica comunicazione anche nel caso di messaggi pubblicitari all'esterno o all'interno del locale, recante l'indicazione chiara ed inequivocabile dei prodotti, del quantitativo disponibile per ciascuna referenza e del periodo temporale della vendita, nonché delle relative circostanze nel caso dei prodotti di cui all'articolo 2, comma 1, lettere d) ed e);
b) inequivocabile identificazione dei prodotti in vendita sottocosto all'interno dell'esercizio commerciale.
2. In caso di impossibilità a rispettare, per l'intero periodo preannunciato, le condizioni di cui al comma 1, lettera a), è immediatamente resa pubblica la fine anticipata dell'offerta con i medesimi mezzi di comunicazione.
3. Sono considerate ingannevoli, ai sensi del decreto legislativo n. 74 del 1992, le comunicazioni di cui al comma 1, nel caso di vendita non effettivamente effettuata sottocosto.
Articolo 4. Monitoraggio vendite sottocosto
1. L'Osservatorio Nazionale di cui all'articolo 6, comma 1, lettera g), del decreto legislativo n. 114 del 1998, effettua il monitoraggio degli effetti del presente regolamento sul sistema distributivo. Alle riunioni dell'Osservatorio Nazionale in materia di sottocosto partecipa un rappresentante dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, istituita dall'articolo 10 della legge n. 287 del 1990, e un rappresentante per ciascuna delle Confederazioni imprenditoriali dell'industria maggiormente rappresentative.
2. L'Osservatorio presenta al Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, le risultanze del monitoraggio relative al primo anno di vigenza delle disposizioni del presente decreto, al fine della verifica dell'efficacia delle medesime, entro novanta giorni. Il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, trasmette, a fini conoscitivi, le predette risultanze al Parlamento.
Articolo 5. Sanzioni
1. Ai sensi dell'articolo 22, comma 3, del decreto legislativo n. 114 del 1998, le violazioni delle disposizioni di cui all'articolo 1, commi 2, 4, 5 e 6, e all'articolo 3, commi 1 e 2, del presente decreto, sono punite con la sanzione amministrativa pecuniaria da L. 1.000.000 a L. 6.000.000.
2. Chiunque effettua vendite sottocosto al di fuori delle ipotesi previste dall'articolo 2, commi 1 e 2, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da L. 1.000.000 a L. 6.000.000.
3. Ai sensi del predetto articolo 22, comma 2, in caso di particolare gravità o di recidiva può essere disposta, quale sanzione amministrativa accessoria, la sospensione dell'attività di vendita per un periodo non superiore a venti giorni. La recidiva si verifica qualora sia stata commessa la stessa violazione per due volte in un anno nel medesimo punto di vendita, anche se si è proceduto al pagamento in misura ridotta.
Articolo 6. Disposizioni finali
1. Resta ferma la competenza dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato ad intervenire ai sensi del decreto legislativo n. 74 del 1992.
2. Resta ferma la competenza dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato nel caso di vendita sottocosto effettuata da un esercizio commerciale che abusa di posizione dominante, ai sensi dell'articolo 3 della legge 10 ottobre 1990, n. 287. Resta ferma altresì, la competenza del giudice ordinario, nel caso di vendita sottocosto effettuata da un esercizio commerciale che compie atti di concorrenza sleale rientranti nelle ipotesi di cui all'articolo 2598, comma primo, numero 3), del codice civile.
3. Le disposizioni contenute nel presente decreto sono applicate a decorrere dal centoventesimo giorno dalla data di entrata in vigore.
II presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare

  • Ti è piaciuto l'articolo?

    Iscriviti alla newsletter e non perderti gli altri aggiornamenti.