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Aggiornato al: 16 Novembre 2018 17:30
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Prosciutti: scende la redditività e si riduce il gap tra Dop e generici

La variazione della redditività dell'allevamento suinicolo italiano a marzo è stata positiva: l’indice Crefis, infatti, segna una crescita del 2,7% rispetto a febbraio (dato congiunturale) e del 6,2% rispetto a marzo 2017 (dato tendenziale). Un andamento favorevole nonostante l’aumento dei costi per l'approvvigionamento delle materie prime alimentari.

A marzo, in particolare, i prezzi dei capi pesanti quotati a Modena sono saliti del 3%, arrivando a 1,574 euro/kg. Leggermente negativa la variazione tendenziale, pari a -0,3%. Sale anche la quotazione dei suinetti da allevamento, che alla Cun arriva a 3,679 euro/kg, mettendo a segno un +7,7% su base congiunturale e +3,5% rispetto al 2017.

Nonostante l'aumento del prezzo dei suini, inoltre, aumenta la redditività della fase di macellazione: +0,3% su febbraio e +2,1% su marzo 2017. A favorire l'industria della macellazione è stato il buon andamento del mercato dei tagli e, in particolare, dei lombi freschi che a Modena hanno quotato 3,100 euro/kg (il 14,3% in più di febbraio e il 10,3% in più di marzo dell'anno scorso). Scendono, invece, i prezzi delle cosce fresche: quelli delle cosce pesanti per crudo Dop, che alla Cun sono scesi a 5,090 euro/kg (-1,4% rispetto a febbraio), e delle cosce pesanti destinate a prodotto generico (-0,4%). Segno meno anche per i prezzi delle cosce stagionate. Per quanto riguarda il Prosciutto di Parma, il prodotto pesante è arrivato a quotare 10,195 euro/Kg (-0,8% su febbraio e -1,5% su marzo 2017).

A marzo, infine, l'indice Crefis dei prosciutti Dop è peggiorato dell'1,6% in termini congiunturali e del 16,8% in termini tendenziali. Male anche la redditività dei prosciutti pesanti generici: -1% su febbraio e -1,2% su marzo dell'anno scorso.
Si mantiene positivo a marzo (+13,5%), ma cala rispetto a febbraio, il differenziale di redditività tra prosciutti Dop e prodotti non tutelati pesanti; mentre va segnalato che per i prosciutti leggeri, il gap è da tempo negativo, cioè a favore dei prodotti non tutelati, e a marzo peggiora ulteriormente a -11,5%.

17 Aprile 2018
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