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Aggiornato al: 25 Agosto 2019 10:00
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Il piacere torna a guidare la spesa degli italiani

La nuova edizione dell’Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy, che ha tagliato il traguardo dei 100 mila prodotti rilevati, pari all’81% delle vendite totali canalizzate in Italia da supermercati e ipermercati, ha fatto emergere molte conferme di quanto già evidenziato nelle scorse ricerche e anche alcune novità: è nel mix tra gusto e benessere che va cercata la “cifra” del carrello della spesa medio italiano del 2018.

A livello macro, il 2018 conferma la tendenza a un carrello della spesa più salutistico, sia per il diverso mix di spesa (più alimenti integrali, carni e salumi, meno pasta, olio extravergine di oliva) sia per la valorizzazione in etichetta delle componenti più salutistiche dei prodotti, come emerge dal metaprodotto Immagino, costruito a partire dalle etichette nutrizionali presenti su oltre 60 mila prodotti alimentari.

Rispetto al 2017, a sostanziale parità di apporto calorico, il metaprodotto Immagino ha registrato un’accelerazione nel taglio degli zuccheri (-1,6% verso un -0,2% del 2017) e nell’aumento delle fibre (+2,4% contro il +1,3% del 2017) e il consolidamento della crescita delle proteine (+0,4%, la variazione nel corso del 2017 era stata del +0,7%). E, mentre rallenta l'incremento dei grassi complessivi (dal +0,8% del 2017 al +0,1% del 2018), si interrompe la tendenza alla riduzione dei grassi saturi (azzerando la decrescita dello -0,6% registrata nel 2017). Risultano sostanzialmente stabili, invece, i carboidrati.

Inoltre, la “famiglia” più numerosa in supermercati e ipermercati è quella delle referenze “free from” (che riportano in etichetta, ad esempio, “senza coloranti” o “senza zuccheri”): sono il 18,4% dei 64.800 prodotti alimentari monitorati dall’Osservatorio Immagino e realizzano un giro d’affari di 6,8 miliardi di euro. Ma nel 2018, per la prima volta, questo fenomeno ha smesso di crescere (+0,1% contro il +2,3% del 2017) e si è assistito piuttosto a una revisione dei numerosi claim utilizzati.

Primi segnali di criticità anche per il secondo mondo per numero di prodotti a scaffale: quello dell’italianità, che accomuna oltre il 25% degli oltre 72 mila prodotti del paniere alimentare analizzato e genera un giro d’affari complessivo di 6,8 miliardi di euro, con claim come “100% italiano” e “prodotto in Italia”, con bandiere tricolori o bollini Dop, Docg, Doc o Igp.

L’Osservatorio Immagino ha rilevato che nel 2018 è rallentato il trend espansivo delle vendite (+1,9% a fronte di un +4,5% dell’anno precedente) e del tasso di crescita dell’offerta di nuovi prodotti. Sono emerse anche altre tendenze di consumo, a cui l’Osservatorio ha dedicato degli approfondimenti speciali: il boom del food to go (anche in Gdo), la comparsa del tema della filiera sulle etichette dei prodotti, la valorizzazione sulle confezioni dei metodi di lavorazione e dell’innovazione di prodotto, ricetta o formato.

11 Giugno 2019
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