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Aggiornato al: 23 Aprile 2019 10:35
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Fiori e piante: la foto di Ismea
Secondo una rilevazione di Ismea – Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, eseguita
su un campione di duemila famiglie, l’indice di penetrazione di acquisto di fiori e piante presso la clientela finale nel periodo gennaio-dicembre 2005 è stato del 45%, contro il 52% del 2004: ciò è dovuto
ad una significativa riduzione in alcuni periodi, del numero di acquirenti, compensata in parte da
un aumento in altri. La quota di coloro che acquistano sia fiori sia piante è stata del 19,3%
(19,7% nel 2004) mentre gli acquirenti di solo fiori e solo piante è stata rispettivamente del
15,2% e 10,8% (contro 15,4 e 16,9%).

La diminuzione di acquirenti ha penalizzato soprattutto il segmento piante in vaso per il
quale si è scesi a 14,3 milioni contro i 17,4 milioni del 2004 (-18%) mentre è solo del 2% la
flessione che ha riguardato gli acquirenti di fiori recisi. Ciononostante la spesa nel 2005 (marzodicembre)
è stata di poco inferiore a quella del 2004 similmente a quanto avvenuto nel segmento
fiori recisi. La ragione di un afflusso significativamente più basso è da attribuire all’andamento
climatico piuttosto negativo nei primi mesi del 2005; molto bene invece la ripresa tra agosto e
ottobre.

Questo andamento è in linea con quanto evidenziato dal monitoraggio Ismea effettuato presso le
aziende di produzione e presso il canale retail “garden center”. Quest’ultimo, in particolare,
registra diminuzioni tendenziali nelle vendite di piante fiorite e verdi da appartamento da gennaio a maggio, ad eccezione di marzo influenzato positivamente dalla Pasqua. Discrete invece le
vendite di piante da esterno da marzo in poi.

La spesa complessiva realizzata nel periodo marzo-dicembre 2004 era stata di 1,98 miliardi di
euro, relativa ad una popolazione di consumatori di almeno 18 anni. Per l’intero anno
comprensivo del primo bimestre si stima un valore di 2,17 miliardi di euro. Nel 2005 la spesa in
fiori e piante in vaso si è attestata a 2,06 miliardi di euro confermando la lieve flessione
registrata in alcuni periodi dell’anno.

In particolare nel primo semestre il valore realizzato nei diversi periodi è stato sempre inferiore al
2004, specialmente a maggio la cui riduzione tocca il 18%; da luglio a novembre invece gli
acquisti riprendono a salire con un picco massimo ad ottobre-novembre (+13%). Si chiude l’anno
a dicembre nuovamente con un arretramento del 19%. La spiegazione di questo andamento va rinvenuta nel minor livello di penetrazione presso la popolazione: tranne i mesi da giugno a novembre in cui si registra un numero di acquirenti maggiore, la frequentazione presso i punti vendita si è infatti ridotta.

Il valore medio della spesa per acquirente è lievemente superiore a quello del 2004 (nel periodo
marzo-dicembre) ma diviene inferiore nei mesi di marzo, maggio e nel bimestre agostosettembre.
Nel dettaglio per segmento, nei dieci mesi considerati, vi è un incremento sia nel
segmento piante in vaso, il cui valore passa da 17,3 a 19,3 euro sia in quello dei fiori recisi (da
19,6 a 21,2 euro).

La ripartizione della spesa per canale di vendita, vede al primo posto il negozio di fiori che
rispetto al 2004 incrementa di circa 2 punti percentuali la propria quota (43,5%), migliora di quasi
un punto anche quella dei garden center (20,9%), si conferma al terzo posto il chiosco che
insieme alla grande distribuzione specializzata (bricocenter) e non (super e ipermercati)
regredisce leggermente.

Per quanto riguarda il profilo dell’acquirente, dai dati Ismea emerge che nel 2005 colui che ha
acquistato fiori e piante è preferibilmente una donna, di professione casalinga, lavoratore
dipendente o pensionato, risiede prevalentemente nel Nord Italia e soprattutto nel Nord Ovest. A
livello di singolo segmento, gli acquirenti settentrionali preferiscono di gran lunga le piante in vaso
e anche nel Centro emerge questa preferenza; nel Meridione l’acquisto di fiori recisi è nettamente
più diffuso.

Secondo Ismea, se per coloro i cui livelli di reddito sono bassi è plausibile ritenere che la riduzione
dei consumi di fiori e piante sia causata da condizioni economiche penalizzanti in seguito agli
aumenti dei costi dei consumi primari (energia, gas, beni di consumo in genere), per quelli di
reddito alto l’influenza delle aspettativedi reddito non è determinante, mentre potrebbe essere in
parte dovuto all’andamento climatico e alla funzione d’uso ricoperta dall’articolo ornamentale. Se
si acquista per una ricorrenza, anniversario ecc. la funzione d’uso florornamentale è facilmente
sostituibile da altri prodotti, inoltre per fasce di reddito medio-alte l’attrattività di oggetti
concorrenziali (cd, profumi, telefonini e prodotti elettronici in genere, ecc.) è elevata.
25 Aprile 2006
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