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Aggiornato al: 22 Maggio 2017 17:30
Speciali
Logistica: primi segnali positivi dopo anni di stagnazione

La Nota Congiunturale del 1° semestre 2015, elaborata dal Centro Studi Confetra (Confederazione Generale Italiana dei Trasporti della Logistica) intervistando un panel di imprese tra le più rappresentative dei vari settori, conferma i dati positivi già registrati nel secondo semestre del 2014. Crescono tutti i settori sia in termini di traffico che di fatturato, anche se l’andamento decennale delle varie modalità mostra come i volumi pre-crisi siano nel complesso ancora lontani. Solo il cargo aereo con le ottime performance in peso (+5,1%), in numero di spedizioni (+2,5%) ed in fatturato (+3,4%) ed il traffico container di destinazione (+8,8%) con aumento del numero di spedizioni (+2,1%) e del fatturato (+3%) hanno ormai raggiunto e superato i valori del 2007. Un’analisi più attenta dei dati conferma quanto era già emerso dalle precedenti rilevazioni: tira la domanda intercontinentale non solo in export, ma ormai anche in import; riprende con energia il traffico nazionale su strada (+4,0%) e quello ferroviario (+2,6%), mentre crescono solo moderatamente il trasporto e le spedizioni continentali su strada (rispettivamente + 1,3% e +1,7%).

LE AZIENDE RICOMINCIANO TIMIDAMENTE A SORRIDERE
Gli ultimi anni sono stati “horribilis” per il mondo della logistica. Il calo generalizzato dei consumi ha inevitabilmente inciso anche su questo settore, che ha vissuto un periodo di profondo riassetto organizzativo. Con il 2015 si è riusciti finalmente a tirare una riga grazie ad incrementi che hanno raggiunto una quota superiore al 20%. «Questo dato – evidenzia Loreno Leri, Head of Marketing OM Still – induce a un certo ottimismo, essendo trasversale a diversi settori la logistica è considerata il termometro dell’economia». Un termometro che nel 2015 ha dato segnali molto confortanti. «Noi di Om Still – prosegue Leri - abbiamo colto appieno questa ripresa, oltre a beneficiare del positivo andamento del mercato stiamo infatti raccogliendo i frutti degli sforzi che in questi anni abbiamo fatto per efficientare e razionalizzare la struttura. Ora che il peggio è alle spalle possiamo dire che siamo usciti dalla crisi rafforzati in termini di organizzazione, servizi e produzione».



BUSINESS AS USUAL
A trarre vantaggio dallo scenario economico negativo sono state le aziende di grandi dimensioni, che hanno avuto più opportunità di crescita rispetto alle piccole, anche in termini di fatturato come ci spiega Roberto Rossi, presidente di Palletways: «la congiuntura economica sfavorevole ci ha, in un certo senso, “facilitati”, i carichi completi sono in parte diventati dei frazionati – il nostro punto forte – molte organizzazioni hanno ridotto le reti captive affidando una parte delle merci a network come il nostro. Sono poi avvenuti dei cambiamenti strutturali nella gestione della supply chain che hanno, ancora una volta, dato un impulso alle consegna frazionate». Questo stato di cose per aziende come Palletways ha dunque rappresentato un’opportunità di espansione del proprio business e che è destinato a proseguire tenendo conto che i primi due fenomeni potrebbero essere semipermanenti, mentre l’ultimo sarà probabilmente irreversibile.

FOOD E AUTOMOTIVE TRAINANO IL SETTORE
Particolare vivacità nel corso dell’ultimo anno è stata riscontrata soprattutto nei settori legati all’Automotive e al Food nei quali sono stati maggiormente pianificati gli investimenti IT e nell’automazione. «KFI ha potuto beneficiare di questa condizione e parziale ripresa degli investimenti attraverso la fornitura di soluzioni integrate volte a migliorare l’efficienza e i processi interni alla logistica» – asserisce Carlo Caserini, Presidente K.F.I. L’azienda, infatti, fornisce diversi clienti nel settore retail e in particolare negli ultimi 10 anni si è concentrata sulla gdo dove sono stati realizzati in Italia più di 140 impianti con oltre 6000 operatori coinvolti con i sistemi vocali in ambito logistico.

AUTOMATIZZARE PER RIDURRE I COSTI
La logistica rappresenta l’anello di congiunzione tra produttore e distributore e chiaramente ha subito i contraccolpi della congiuntura economica poco felice. Le aziende si sono dovute quindi adeguare adottando strategie ad hoc. «L’automazione – spiega Massimo Cecchinato, Business Sales Manager Swisslog Italia – è un valido ed efficace alleato per l’attuazione dei processi logistici con benefici anche in termini di qualità del servizio. L’obiettivo è razionalizzare le attività interne trasformando un costo in un ritorno economico e generando quindi valore aggiunto. Ciò consente di crescere e competere in un mercato ogni giorno più selettivo».

L’INTERNAZIONALIZZAZIONE DIVENTA UN ASSET STRATEGICO
Nell’ultimo decennio l’economia ha cambiato sostanzialmente anche le esigenze di trasporto della committenza e sempre più aziende italiane hanno intrapreso la via dell’internazionalizzazione. «Come operatore logistico – racconta Marcello Corazzola, Logistics & Distribution Network Director di Fercam – noi abbiamo sostenuto fortemente questi sforzi, dando il nostro supporto competente sia in termini di servizi a valore aggiunto che in termini di consulenza logistica». In questo senso riuscire a garantire una filiera corta permette di evitare dispersioni. «Negli ultimi anni – prosegue Corazzola – abbiamo investito molto sul nostro servizio Euronazionale con un network europeo capillare e servizio a difetto zero, con particolare attenzione agli aspetti safetyoe security».

I PLUS DI UNA LOGISTICA COLLABORATIVA
Oggi più che mai la continua ricerca di efficienza è focalizzata su soluzioni innovative basate sulla collaborazione di filiera, che superano la dimensione interna e vanno oltre il perimetro aziendale. Per fare questo è necessario passare da una visione tradizionale dell’attività della singola azienda, confinata alla propria catena del valore, a una prospettiva più ampia, in grado di comprendere la supply chain nel suo complesso, considerata come sistema fondamentale per la generazione di valore per il consumatore. Ne sa qualcosa Nagel Italia come ci spiega il Senior sales account manager Filippo Schianchi: «La ricerca di maggiori efficienze attraverso progetti condivisi è una leva su cui cerchiamo di agire per affrontare gli scenari in continua evoluzione, senza prescindere dall’eccellenza che contraddistingue il nostro servizio e dall’adeguata remunerazione delle attività prestate».

PALLET: IL NOLEGGIO COME LEVA COMPETITIVA
La logistica viene percepita sempre di più come leva competitiva per le aziende della produzione e della distribuzione che però, dovendo fare ancora i conti con gli strascichi degli ultimi anni, hanno deciso di focalizzarsi su due parametri: l’attenzione ai costi e alle politiche “green”. In questo contesto si inserisce il sistema Chep che ha l’obiettivo di incrementare l’efficienza nella supply chain ed essere al tempo stesso ecosostenibili. «Noleggiando i nostri pallet – spiega Paola Floris, country manager Chep Italia – si eliminano le attività e i costi tipicamente associati alla gestione diinterscambio quali l’acquisto, la selezione, la riparazione, il trasporto di ritorno, l’amministrazione con i propri clienti e i trasformatori. Inoltre il sistema Chep permette di ridurre l’impatto ambientale grazie a ottimizzazioni di trasporto e riciclo dei materiali».



IL LARGO CONSUMO STRIZZA L’OCCHIO ALL’AMBIENTE
L’interesse alla sostenibilità dei prodotti e dei produttori è in costante aumento e non potrà che rafforzarsi in futuro. Ne sa qualcosa Ifco, azienda ideatrice dei Contenitori Plastici riutilizzabili (RPC) che rappresentano uno dei principali fattori del suo successo e della sua capacità di resistenza alla crisi economica degli ultimi anni. «Recenti studi – racconta Eleonora Gelmini, country manager Ifco Systems Italia - condotti in Europa e in Nord America confermano che l’uso degli RPC Ifco comporta un impatto ambientale della supply chain di prodotti freschi inferiore rispetto a quello provocato dagli imballaggi cartone one-way. Inoltre gli RPC sono un asset riutilizzabile: dopo essere stati utilizzati dai clienti vengono rispediti ai centri di distribuzione dove l’azienda li raccoglie e li smista nei propri centri servizi dove vengono riordinati, subiscono un controllo qualità, vengono automaticamente puliti e disinfettati e infine immagazzinati fino al prossimo utilizzo».

L’IMPORTANZA DI UNA FORMAZIONE AD HOC PER IL PERSONALE
Tornare ai livelli pre-crisi sarà sicuramente un percorso lento e in salita. Una considerazione di cui sono consapevoli gli operatori del settore che tuttavia non rinunciano a investire nella formazione e gestione del personale per garantire ai propri clienti un alto grado di efficienza. «Entro la fine del 2015 – dichiara Paolo Viviani, ad di Cls – tutti i nostri 340 collaboratori (di cui 210 dedicati all’assistenza) avranno frequentato corsi di aggiornamento su argomenti tecnici e relazionali». La razionalizzazione che ha contraddistinto il settore negli ultimi anni se da un lato ha spinto le aziende a eliminare gli sprechi dall’altro le ha incentivate a migliorare qualitativamente. «La formazione – continua Viviani – è la premessa obbligata per essere vicini al cliente perché ci educa all’attenzione verso la persona e ci trasmette le competenze utili alla risoluzione di problemi».

MIGLIOR SERVIZIO, MASSIMA FLESSIBILITA’
Tra le diverse importanti trasformazioni che stanno attraversando il comparto logistico, c’è senza dubbio quella della differenziazione dei canali di vendita. Oggi è necessario riuscire a gestire piccoli ordini, che però sono crescenti in termini di volumi. Parallelamente deve aumentare anche la velocità di movimentazione della merce. «La Palette Rouge, divisione del gruppo Europool System – conferma Paolo Ciprani, Sales Manager di LPR Italia – per mezzo di un network di 13 depositi, è sempre vicino ai propri clienti assicurando non solo il miglior servizio e la massima flessibilità ma anche la miglior ottimizzazione dei flussi e, di conseguenza una riduzione delle emissioni continua e controllata come priorità aziendale». Progetti di ottimizzazione e revisione del network sono in continuo divenire e permettono di migliorare sensibilmente le performance, anno per anno.



IMMOBILIARE LOGISTICO: RENDIMENTI IN AUMENTO
La 19° edizione del Borsino Immobiliare della Logistica – 1° semestre 2015 a cura di World Capital Group ha rilevato un positivo incremento dei rendimenti nell’immobiliare logistico, accanto a un leggero aumento di richiesta di tagli tra 1.000 e 5.000 mq, segnali entrambi di un mercato in progressiva ripresa e di una maggiore fiducia nel settore. Le prospettive per il 2016 sono buone sia per quanto riguarda il food che per l’abbigliamento, come illustra Sandro Innocenti, S.V.P. Country manager Italy di Prologis «Sono due settori molto dinamici e in grande fermento, insieme a quello farmaceutico: ci aspettiamo di riuscire a intercettare specifiche esigenze per poter lanciare nuovi sviluppi presso i nostri parchi logistici di Bologna Interporto e Somaglia (Lodi). Nel 2017 contiamo di fare lo stesso anche a Roma».


Stefania Lorusso

30 Novembre 2015
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