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Aggiornato al: 26 Maggio 2017 11:00
Speciali
La logistica ha ritrovato la rotta, ma la strada e' ancora lunga

Gli ultimi anni sono stati “horribilis” per il mondo della logistica. Il calo generalizzato dei consumi ha inevitabilmente inciso anche su questo settore, che ha vissuto un periodo di profondo riassetto organizzativo. Eppure, nonostante un contesto in cui la ripresa dell’economia italiana stenta ancora ad avviarsi, la nota congiunturale del I° semestre 2014 diffusa da Confetra (Confederazione generale italiana dei trasporti e della logistica) evidenzia “un andamento moderatamente positivo del traffico delle merci rispetto a quanto riscontrato nel 2013”. Di contro, però, si evidenzia come “i volumi del periodo pre-crisi sono ancora lontani”.
Il principale sostegno al prodotto, sempre secondo Confetra, continua a provenire dall’andamento dell’interscambio con l’estero, anche se emergono le prime indicazioni di un miglioramento della domanda interna: il dato dei vettori stradali nazionali (+1,1%) sembra indicare un’inversione di tendenza rispetto alle precedenti rilevazioni. Resta comunque il traffico internazionale quello che fa registrare i tassi di crescita più significativi. Tra questi, spicca per esempio il dato del trasporto aereo, dove si riscontra una crescita delle tonnellate trasportate del +6,8 per cento.
I segnali positivi non mancano, quindi, anche se, come conclude la nota dell’associazione di categoria, le aspettative di traffico per il II° semestre 2014 mettono in luce una forte dose di incertezza: se da una parte continua il calo di coloro che temono un’ulteriore recessione (7%), dall’altra diventano stragrande maggioranza (64%) coloro che si aspettano un andamento piatto del traffico commerciale.
Ai principali operatori del settore abbiamo chiesto di fornirci un quadro più dettagliato di come si sta muovendo il comparto.

Aziende del settore in calo a vantaggio dei big

In termini generali, l’economia non verrà certo in aiuto allo sviluppo del settore anche nel corso di quest’anno. Secondo i dati Istat, infatti, tra il primo trimestre 2009 e il secondo trimestre 2014 hanno chiuso i battenti circa 18.500 imprese di trasporto. A trarne vantaggio saranno le aziende di grandi dimensioni, che avranno più opportunità di crescita rispetto alle piccole, anche in termini di fatturato.
“Il settore dovrà comunque puntare molto sull'innovazione, re-ingegnerizzando i processi con l’obiettivo di un costante miglioramento – spiega Marcello Corazzola, direttore logistics & distribution network di Fercam –. Dovremo sempre di più cercare di sviluppare, migliorandole, le capacità di pianificazione operativa, ottimizzando la gestione dei flussi; anche la formazione avrà in futuro un ruolo determinante: dobbiamo entrare nell’ottica del “problem solving” e l’operatore logistico sempre più dovrà ampliare i propri servizi, sulla base di un’attenta analisi delle specifiche esigenze dei propri clienti, per essere in grado di “confezionare” servizi su misura”.
Nel breve termine, inoltre, il comparto avvertirà i profondi cambiamenti dettati dal progressivo aumento dell’e-commerce. “Un crescente numero di persone a breve/medio termine si servirà in parte o totalmente di questo canale di vendita – conferma Corazzola –. Secondo recenti ricerche condotte in Europa, il tasso di crescita da qui al 2017 sarà in media dell’11% annuo, con punte del 18% e del 16% rispettivamente in Spagna e in Italia”.
Per quanto concerne le attività produttive, invece, nel medio termine assisteremo a uno spostamento di una parte delle produzioni dal sudest asiatico verso vari paesi dell’area Maghreb/Africa settentrionale.
Uno dei problemi che deve affrontare il comparto riguarda però la cultura dell’outsourcing dei servizi logistici. In Italia, infatti, non si è ancora sviluppata in modo importante come leva strategica per creare valore, ma rimane legata più a necessità contingenti. “Questo determina scelte di breve periodo che non tengono in considerazione opportunità di medio periodo quali l’aumento della flessibilità, l’aumento della qualità del servizio e l’incremento della capacità di innovazione – afferma Corazzola –. La paura di perdere competenze e il timore di sostenere costi elevati, legati al cambiamento frenano in modo importante l’outsourcing logistico”.

Aumenta lutilizzo del noleggio a lungo termine

Secondo alcuni operatori, una delle principali tendenze riscontrate nel settore è quella di affidare sempre più spesso la gestione della movimentazione a cooperative con noleggio a lungo termine (LTR). Il periodo di noleggio si è infatti esteso a 72/84 mesi. “Per far fronte alla richiesta di flessibilità del mercato e alla carenza di liquidità, oggi la principale formula contrattuale è questa – sottolinea Stefano Robotti, field support manager di Linde –. La nostra azienda sta affrontando in modo strutturato il mercato con diverse soluzioni. Per rispondere alla richieste dei nostri clienti in modo sempre più dinamico e flessibile, abbiamo infatti organizzato una flotta dedicata per noleggio a breve (Str) e a lungo termine”.
A fronte di questo però, permane una certa instabilità del mercato, divenuto sempre meno prevedibile. La domanda altalenante, legata alla scarsa liquidità, ha pertanto dato origine a uno scenario in continuo mutamento. “Non si possono fare ancora previsioni e pianificazioni a medio e lungo termine e naturalmente su questo incide la continua terziarizzazione della logistica – conferma Robotti –. Nonostante questa situazione complessa, Linde, grazie a una politica aggressiva di investimenti, mirata a incrementare servizio e consulenza al cliente, rimane protagonista d’eccellenza sul mercato mondiale, perseguendo una politica di qualità e sostenibilità ambientale”.
Le prospettive nel breve medio termine sono comunque di crescita, vista la ripresa, seppur timida, del mercato. “Da notare in questo senso l’incremento nelle applicazioni intralogistiche delle macchine da magazzino – conclude Robotti –. I carrelli vengono equipaggiati con tutti gli accessori adatti a migliorare la redditività dell’operatore: per esempio, particolare attenzione viene posta sull’ergonomia, sulla facilità d’impiego e sull’efficienza in termine di produttività e consumi”.

Diminuisce la produzione, ma crescono le importazioni

Se esiste un effetto collaterale positivo dovuto alla crisi economia, è sicuramente quello di aver provocato una razionalizzazione nel settore, eliminando le strutture che presentavano evidenti sprechi. Nel segmento dei fornitori di mezzi di movimentazione, per esempio, si riscontra come gli operatori più specializzati e con strutture efficienti abbiano consolidato il proprio business. E gli stessi dati di mercato relativi ai carrelli elevatori hanno fatto intravedere nella prima parte dell’anno qualche leggerissimo cenno di ripresa.
“Considerando anche quello che è lo scenario in cui stiamo operando – aggiunge Danilo Piacenza, head of key account management di Jungheinrich Italiana – negli ultimi anni, infatti, si è assistito a una trasformazione anche nel nostro mercato, che ha comportato il fenomeno della deindustrializzazione, ma anche una trasformazione. È diminuita la produzione, ma aumentata l’importazione con conseguente richiesta di una logistica e una intralogistica sempre più efficaci ed efficienti. Gli anni di crisi economica hanno portato aziende e consumatori finali a essere sempre più attenti ai costi: garantire una logistica sempre più efficiente permette di contenere quelli della movimentazione delle merci”.
Proprio per questo motivo, i principali trend del comparto riguardano l’ottimizzazione del proprio parco mezzi, utilizzando mezzi sempre più performanti in termini di produttività e di costi di gestione complessivi, processo che passa attraverso la selezione di fornitori strutturati e diretti capaci di ridurre il Tco (Total cost of ownership). “Jungheinrich ha sempre avuto una struttura diretta e questa organizzazione permette l’offerta di prodotti e servizi a costi di gestione sempre più contenuti – afferma Piacenza –. Al contempo, però, le difficoltà nel far passare anche nella logistica alcuni concetti legati alla produttività dei mezzi, attraverso nuove tecnologie che potrebbero portare vantaggi in termini economici, rappresenta uno degli ostacoli principali allo sviluppo del settore”.

Le attività di controllo e gestione tornano in azienda

Il clima di incertezza che anche nel 2014 pervade l’intero sistema paese, come già accennato, rappresenta sicuramente un freno per le politiche espansive di molte aziende. La scarsa liquidità unita al generale contesto di sfiducia pongono quindi seri problemi anche al comparto logistico. “Dal nostro particolare punto di vista di fornitore di sistemi e di servizi di pianificazione e controllo – puntualizza Francesco Stolfo, partner e direttore commerciale di Toolsgroup –, abbiamo notato la tendenza a ridurre gli investimenti e a riportare in parte le attività di controllo e di gestione all’interno delle aziende, lasciando agli operatori terzi le attività esecutive che, se effettuate all’esterno, portano un oggettivo saving. Esiste infatti un’attenzione forte a temi come la riduzione delle perdite inventariali, l’ottimizzazione dello stock (sia dal punto di vista finanziario che di servizio) e l’insourcing delle attività di controllo dei trasporti”.
In questo contesto, nei mercati maturi, in particolar modo quelli europei, si riscontra da parte dei produttori di beni di consumo la necessità di estendere il controllo e la gestione dei loro prodotti anche presso i distributori. “Questo avviene non tanto per aumentare ulteriormente l’efficienza, ma per garantire il massimo dell’efficacia delle attività commerciali in store, per esempio attraverso l’ottimizzazione delle promozioni – commenta Stolfo –. Tutto ciò si traduce nella necessità di garantire più visibilità dei prodotti nella catena distributore/fornitore, attraverso la condivisione di processi di pianificazione logistica, come possono essere i riordini a punto vendita, e commerciali, per esempio i piani promozionali. Nel prossimo futuro, inoltre, crescerà l’esigenza di controllare meglio i fenomeni che caratterizzano la domanda: non maggiore dettaglio rispetto a prima, ma una logistica sempre più “analitica” insomma”.

Attenzione ai costi e alla politiche green

Il settore nel suo complesso si compone di diverse tipologie di aziende per un numero complessivo che supera le 100mila unità operanti in Italia. Ciò a cui si sta assistendo negli ultimi anni è un processo di stabilizzazione da parte di tali imprese e le previsioni del fatturato della logistica conto terzi sembrano mostrare un trend positivo seppur contenuto con tassi di crescita in linea con quelli del Pil nazionale.
“Il comparto si sta sicuramente consolidando con un aumento di fatturato delle aziende di grandi dimensioni che si focalizzano su due parametri – illustra Paola Floris, country general manager di Chep Italia –: l’attenzione ai costi e alle politiche “green”. La nostra azienda sta intensificando i propri sforzi per includere sempre più clienti nel programma “Collaborative Transportation” e al contempo cercare di identificare altre opportunità per la creazione di iniziative in grado di generare un risparmio sui costi della supply chain e vantaggi in termini di sostenibilità ambientale per i clienti. Nell’anno fiscale conclusosi a giugno 2014, per esempio, abbiamo implementato 85 progetti di “Transport Collaboration” con i nostri clienti in tutta Europa eliminando nel contempo 16mila tonnellate di CO2”.
Se negli ultimi anni il settore ha assistito a una crescita del costo dei principali fattori produttivi, oggi si nota comunque una sostanziale stabilità. “Anche se in un periodo critico come quello in cui ci troviamo – ammette Floris –, l’attenzione ai costi è molto alta e l’obiettivo principale diventa la riduzione attraverso sinergie e collaborazioni che continuiamo a ricercare con i nostri clienti. Chep vuole svolgere un ruolo consulenziale, mettendo al centro del processo le esigenze del proprio cliente, accompagnandolo passo per passo nel tempo e mettendo in campo tutte le risorse di cui dispone per ottimizzare la supply chain”.
Seguendo questa linea di consolidamento, l’azienda si pone come obiettivo quello di estendere il modello di logistica collaborativa anche ad altri clienti. “Oltre alla “Collaborative Transportation”, inoltre, continueremo a proporre il sistema “Tpm” (Total pallet management), il nostro servizio che prevede l’installazione presso il sito di un cliente o, in un’area limitrofa, di un impianto per lo smistamento, il controllo e la riparazione dei pallet, al fine di garantire che i prodotti danneggiati vengano riparati e immediatamente reintrodotti nella catena di distribuzione”.

Tornare ai livelli pre-crisi sar molto difficile

Tornare ai livelli pre-crisi sarà sicuramente un percorso lento. Una considerazione di cui sono consapevoli gli operatori del settore che, per esempio, nel segmento dei carrelli elevatori hanno visto crollare le vendite dai 47mila pezzi del 2007 fino al picco minimo di 22mila. Oggi il settore ha parzialmente assorbito quelle perdite, ma non in maniera totale. “Il tasso di crescita attuale resta a una cifra – commenta Loreno Leri, head of marketing and intralogistic systems di Om Still – Il comparto dei carrelli dipende sostanzialmente da due canali: l’industria che è ancora in crisi e la logistica che è in moderata ripresa. In Germania le perdite degli scorsi anni sono state quasi totalmente riassorbite, ma in Italia non siamo ancora ai livelli pre-crisi. Basti pensare che il Regno Unito ha un mercato superiore al nostro e questo è indice di un potenziale ancora inespresso”.
Al contempo è in atto anche una profonda trasformazione: da aziende che forniscono un prodotto, come può essere il carrello oggi divenuto una commodity, a società di servizi, che seguono il cliente in diverse esigenze. “Ciò che si richiede oggi è la flessibilità – prosegue Leri –. Per questo motivo noi oggi possiamo offrire un servizio completo di gestione della flotta anche via web, cosa che aiuta a tenere sotto controllo i costi. Inoltre, ci vengono richieste sempre di più macchine intelligenti e automatiche che siano in grado di migliorare il servizio logistico. È per questo motivo che oggi sono sempre più richiesti trenini composti da diverse unità di carico, piuttosto che il singolo carrello”.
Per il prossimo futuro, esiste tra gli operatori un cauto ottimismo, improntato comunque al pragmatismo. “Tornare ai livelli del 2007 sarà possibile, ma ci vorrà molto tempo – conclude Leri –. Le aziende scomparse durante la crisi non rinasceranno entro sei mesi. Inoltre, ci vorranno diversi anni prima che siano implementate nuove tecnologie e soluzioni”.

Il futuro si chiama omnichannel

Tra le diverse importanti trasformazioni che stanno attraversando il comparto logistico, c’è senza dubbio quella della differenziazione dei canali di vendita. Un approccio definito “omnichannel” che è già una realtà importante e lo sarà ancora di più nel prossimo futuro. “E-commerce, spesa consegnata direttamente a casa, oppure con consegna nel punto vendita rappresentano mutamenti sia in termini di spazi che di allocazione delle risorse – spiega Antonino Lanza, business development manager, Emea di Vocollect Solutions by Honeywell –. Oggi è necessario riuscire a gestire piccoli ordini, che però sono crescenti in termini di volumi. Parallelamente deve aumentare anche la velocità di movimentazione della merce. Tutti questi sono elementi interessanti che nel prossimo futuro condizioneranno in maniera decisa il settore”.
L’Italia, in questo senso, sta attraverso una profonda fase di transizione, laddove nell’Unione Europea si sta ancora arrancando, ma in qualche modo si cerca di ripartire. “Nei Paesi del Mediterraneo e in particolare in Spagna pare che sia stata superata la fase di pessimismo –analizza Lanza –. In Italia però siamo ancora indietro, proprio perché siamo ancora alle prese con il cambiamento. L’UE dovrà necessariamente supportarci, affinché questo processo risulti positivo. In altre zone, invece, si stanno registrando tassi di crescita interessanti. In particolar modo in Turchia e nell’Est Europa, che fanno registrare alti tassi di sviluppo”.
Lo scenario, secondo Lanza, resta comunque piuttosto favorevole e il 2015 dovrebbe rappresentare un anno di rilancio sostenuto. “L’atteggiamento positivo è un dato di fatto – conclude –. Nel 2013 si è verificato un congelamento dei progetti per mantenere la situazione stabile e parecchie aziende hanno quindi rallentato. Rispetto a due anni fa, però, molti player si stanno muovendo per rilanciare le loro possibilità”.

Il frazionato non conosce crisi

Anche in un periodo di stagnazione economica esistono tuttavia realtà in grado di crescere con tassi di crescita a doppia cifra. È il caso per esempio di Palletways, che nel 2014 ha visto aumentare i propri volumi rispetto all’anno precedente. “La nostra crescita si attesta attorno al 30% – dichiara Roberto Rossi, presidente dell’azienda –. L’andamento risulta comunque positivo in generale e i motivi per cui ciò accade sono molteplici. Innanzitutto, la crisi ha fatto ridurre in maniera drastica i carichi completi e li ha trasformati in frazionati. Molte aziende stanno inoltre smantellando la rete, in particolare la media logistica, che sta esternalizzando perché è un mondo basato su trazioni a perdere che stanno scomparendo. Infine, è in atto un cambiamento irreversibile riguardo il funzionamento della supply chain: esiste un maggiore frazionamento e la distribuzione è disposta anche a rischiare la rottura di stock”.
La situazione finanziaria di molte imprese resta comunque difficile ed è per questo che Palletways come network cerca di sostenere i propri concessionari. “La nostra strategia è inoltre focalizzata sulla qualità del servizio – prosegue Rossi –. Attiriamo clienti puntando soprattutto sull’implementazione di nuove procedure e sulla riduzione dei tempi di consegna slegata dai costi. Solo per fare un esempio, le rese dell’hub di Milano sono calate da 72 a 48 ore. Per noi, inoltre, non esistono zone disagiate in cui arrivare”.
Anche nel prossimo futuro, secondo Rossi, i tassi di crescita del segmento frazionato dovrebbero rimanere elevati, soprattutto grazie all’e-commerce. Al contempo l’azienda sta andando nella direzione di una sempre maggiore internazionalizzazione. “Stiamo sbarcando in Turchia attraverso il nostro partner Ecol – sottolinea ancora Rossi –. Inoltre, l’hub di Bologna è stato collegato con Parigi per migliorare le rese e tra poco apriremo anche i collegamenti con l’Austria”.

Aumentano le vendita on line, calano le scorte di magazzino

Le aziende in grado di competere in un contesto problematico come quello attuale sono quelle capaci di rivedere i propri processi e di cercare nuove soluzioni che migliorino la produttività, l’accuratezza e la qualità del prodotto. “In generale, si cercano soluzioni flessibili e scalabili, specie nel settore retail che da un lato ha visto la crescita esponenziale delle vendite on line e dall’altro la diminuzione delle scorte di magazzino – illustra Alessandro Benzoni, head of design, engineering & consulting di Swisslog –. Con l’avvento dell’e-commerce, si è di fatto creato un nuovo mercato che segue logiche differenti: multicanalità, aumento delle referenze di magazzino e relativo picking per ordini che possono comprendere oggetti di dimensioni e pesi molto diversi, consegna rapida e gestione efficiente dei resi, che in questo settore specifico hanno un tasso superiore rispetto all’acquisto tradizionale”.
Nel settore food, inoltre, si osserva un aumento dei punti vendita di medio-piccole dimensioni, caratterizzati da un’offerta ridotta e spesso privi di magazzino. “Dal punto di vista logistico questo ha portato alla necessità di un aumento del livello di servizio ai punti vendita (crescita della frequenza delle consegne, diminuzione della dimensione degli ordini, inasprimento del picking) – aggiunge Benzoni –. Sempre in ambito food, negli ultimi anni si è osservata anche una crescita dei prodotti surgelati, che vengono ritenuti dal consumatore come di “qualità”, “sicuri”, e “adatti ai ritmi di vita moderna”. L’automazione permette in questi settori di rispondere efficacemente alle esigenze di mercato”.
Per le aziende, oggi la sfida è quella di ripensare e ridisegnare i processi operativi per l’ottenimento di un contenimento dei costi logistici e un miglioramento delle performance del sistema. “La tendenza è pertanto quella di aumentare le referenze dell’assortimento, sia ai punti vendita sia on line e parallelamente ridurre le scorte di magazzino e il numero dei colli per riga d'ordine – conclude Benzoni –. Per i fornitori di soluzioni di automazione logistica come Swisslog, questi elementi si traducono in una sfida per aumentare l’efficienza di magazzino a fronte di un’attività di picking che richiede più spazio, manodopera ed è più frammentata”.

La ripresa passa anche dalle nuove tecnologie

La lenta ripresa del settore è testimoniata anche dalla fiorente proposta di nuovi dispositivi da parte dei principali operatori. “Click&Pick” è per esempio il nuovo portfolio di soluzioni di Swisslog, un concetto modulare di soluzioni automatizzate flessibili e scalabili che nelle intenzioni dell’azienda dovrebbe permettere diversi vantaggi: tassi di evasione degli ordini fino a cinque volte più veloci rispetto ai sistemi manuali, gestione di un volume di oltre 1.000 picking persona/ora, ciclo di lavorazione entro pochi minuti dalla ricezione dell’ordine al prelievo.
Fercam punta invece sulle consegne in tutta Europa, indipendentemente dal fatto che la produzione sia in Italia, nella UE o in qualsiasi altra parte del mondo. Per questo motivo si presenta sul mercato con il servizio di spedizioni groupagistiche “Euronazionale”, con gli stessi standard qualitativi in tutta Europa.
Chep ha di recente lanciato il display pallet “P0604B” di nuova generazione 600x400 mm, che include caratteristiche avanzate in grado di migliorare l’impilabilità e offrire stabilità e maggiore maneggevolezza. Tradotto significa oltre il 20% di spazio su camion risparmiato, una riduzione nel numero di veicoli circolanti e minori emissioni di CO2.
Jungheinrich ha da poco rinnovato la gamma di retrattili in grado di poter avere portate residue alla massima altezza più elevate, permettendo di lavorare con macchine più piccole ad altezze maggiori. Inoltre, è stata presentata un’evoluzione del sistema di “Fleet Management” (Ism) ora disponibile nella versione on line.
Al recente “World of Material Handling”, Linde ha lanciato il nuovo dispositivo di assistenza alla guida per i carrelli elevatori frontali “Linde Safety Pilot”, che riconosce in modo automatico peso, baricentro, altezza del carico trasportato e adegua automaticamente le prestazioni del carrello. È stata presentata anche la serie “E60/80” con portate da 6 a 8 t, dotata di estrazione laterale della batteria, comandi idraulici Llc ed elevata visibilità. Per quanto riguarda le macchine da magazzino, invece, presentato il nuovo stoccatore “L14/16 serie 1173”.
Negli ultimi 12 mesi, infine, Om Still ha lanciato diverse proposte, tra cui: “FM-X”, il carrello retrattile pensato per i magazzini della grande distribuzione; “RX 60 60/80”, carrello elettrico in grado di offrire una soluzione alternativa a quelli diesel o ibridi nel segmento che va dalle 6 alle 8 tonnellate; infine, il nuovo compatto “EXV”.

10 Novembre 2014
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