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Aggiornato al: 24 Maggio 2017 17:30
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Big data, social e cloud: le tre parole magiche per i software di domani

Gli investimenti, anche e forse soprattutto in un periodo di recessione, rappresentano uno dei driver fondamentali per un’azienda di successo. Specie quelli in sistemi software all’avanguardia, che permettono una razionalizzazione dei processi, migliorando le performance generali, garantendo l’efficienza nei costi e creando nuove opportunità di business. Per tutti questi motivi, quello dei gestionali e degli applicativi continua a essere un mercato piuttosto florido, anche se la contrazione delle risorse da investire si è fatta sentire, in particolare se si tratta di piccole e medie aziende.
Il mondo del business si sta evolvendo sempre più velocemente. Per far fronte alla continua evoluzione del mercato le organizzazioni sono costrette a diventare più efficienti, più flessibili, più innovative e ricettive. Oggi, con gli strumenti messi a disposizione dai principali produttori, i mezzi per rimanere al passo con i tempi sono molteplici. A cominciare dalla rivoluzione già in atto dei cosiddetti “big data”, una mole di informazioni a disposizione delle aziende, anche di quelle della grande distribuzione, che possono aiutare, se interpretati nella maniera corretta, a fornire al consumatore offerte mirate in base alle proprie preferenze, aumentando in questo modo le opportunità di acquisto. Ma il mercato si sta evolvendo anche in senso “social” e oggi gli utenti finali vogliono sentirsi parte di una comunità globale sempre più informata e attenta. Senza dimenticare poi le possibilità offerta dalle soluzioni “cloud”, che possono dare anche alle imprese meno strutturate l’opportunità di competere con le grandi organizzazioni.
Ai principali player del settore abbiamo chiesto di illustrarci la situazione del settore.

Il futuro si prospetta florido

Le aziende che vogliono restare competitive sul mercato devono necessariamente guardare ai cambiamenti del business per individuare nuove opportunità e mantenere la redditività. In questo senso, il comparto dei software per l’impresa rappresenta uno strumento fondamentale ed è per questo che, secondo gli operatori, le prospettive sono decisamente positive nell’immediato futuro. “Sicuramente nei prossimi 5 anni, in linea con gli andamenti mondiali, anche in Italia dovremmo riuscire a registrare crescite nei vari segmenti della BI – conferma Jean-Pierre Giannetti, country manager di Microstrategy Italy –, che si dovrebbero attestare sopra il 25% (tranne che per la BI tradizionale). Un po’ meno rispetto alla crescita prevista per l’Europa, di circa il 30%, ma decisamente molto positiva”.
Molteplici sono le necessità espresse dalle aziende, a cominciare dalla crescente disponibilità di grandi volumi di dati da gestire (“Big Data”) e dalla richiesta, da parte degli stakeholder, di continui miglioramenti nelle performance di business. Senza dimenticare poi la creazione di standard più elevati per la governance aziendale e la necessità di customer insight per conoscere in profondità desideri e bisogni del cliente ha aperto nuove frontiere alla tecnologia più tradizionale della business intelligence. “A tutto ciò si aggiunga l’esplosione del mercato dei dispositivi mobili e la necessità di funzionalità di BI per questo mercato – aggiunge Giannetti –; la necessità di gestire le attività social che avvengono su Internet (come la ricerca web, siti social di clienti, siti social delle aziende, feed RSS, blog, ecc.) attraverso insight di Business Intelligence che colgano tutti gli aspetti del cliente (le esigenze, i desideri, i consumi e i comportamenti d’acquisto) e infine la richiesta, da parte di aziende che non hanno una solida infrastruttura IT di poter competere al pari delle grosse organizzazioni, grazie alle soluzioni di Cloud BI. Sono questi i driver e i trend più significativi del nostro mercato”.

Il cloud evita lo scoglio dei grossi investimenti

Il 2014 non si sta comunque caratterizzando come uno degli anni più positivi dal punto di vista degli investimenti. Esiste infatti molta più difficoltà da parte delle aziende a destinare cifre importanti in progetti IT. “In periodi di contrazione di mercato si tende infatti a focalizzare l’attenzione sul core business – spiega Cesare Tarricone, Responsabile Service Line Oracle di Sinfo One –, quindi è molto più facile vedere investimenti nelle linee di produzione, nell’esplorazione di nuovi mercati, piuttosto che in infrastrutture informatiche. Sono più frequenti piccoli interventi strategici. Non più un grande progetto di cambio dell’Erp aziendale, ma più spesso piccoli progetti orientati a specifici piani di business: ottimizzazione delle spedizioni, della gestione delle scorte, forecasting e budget, per fare qualche esempio”.
A questa nuova tendenza potrebbero dare una risposta le soluzioni “cloud”. “In questo si evita si evita di affrontare lo scoglio di grossi investimenti strutturali trasformando l'offerta in un acquisto di un servizio – prosegue Tarricone –, ma quello che notiamo sul mercato italiano è ancora una forte diffidenza, più culturale che tecnica, verso questa tecnologia”.
I prodotti attualmente sul mercato sono sempre più maturi, più user friendly, mentre gli utenti sono sempre più informatizzati. Questo sposta la consulenza richiesta dal prodotto al processo. Sfruttando il grado di informatizzazione generale della società, i software vendor stanno quindi cercando di accedere direttamente al cliente finale con prodotti “ready to use”.
“La tendenza che vediamo sarà di prodotti sempre più pronti all’uso, con interfacce intuitive, e tempi di implementazione ridotti – osserva Tarricone –. Di conseguenza il cliente sarà orientato a richiedere ad aziende di consulenza un aiuto sul miglioramento dei processi. I system integrator dovranno specializzarsi su determinati settori di mercato, o processi di business, e far valere la propria esperienza nel costruire soluzioni nuove insieme ai clienti”.

Rendere piu' efficaci i processi di vendita

Se da un lato si nota una certa tendenza a ridurre gli investimenti sulle soluzioni gestionali, soprattutto per fattori congiunturali, di contro si registra un notevole interesse verso prodotti mirati alla riduzione dei costi (perdite inventariali, insourcing delle attività di controllo dei trasporti, ecc.) e, più in generale, all’efficientamento della distribuzione per aumentare l’efficacia delle attività commerciali in store, come per esempio l’ottimizzazioni delle promozioni. “Abbiamo notato l’inizio di una nuova “era” nella quale i margini della distribuzione moderna non si fanno esclusivamente attraverso la trattativa estenuante con il fornitore – sottolinea Francesco Stolfo, partner e direttore commerciale di ToolsGroup –, considerando anche il fatto che non esistono ulteriori spazi di manovra, ma attraverso la più stretta collaborazione fra tutti gli attori coinvolti. Questo si traduce nella necessità di garantire più visibilità ai prodotti nella catena distributore/fornitore e attraverso la condivisione di processi di pianificazione logistica (riordini a punto vendita) e commerciali (piani promozionali)”.
Cresce quindi la necessità di essere più competitivi, rendendo il più efficaci possibile i processi di vendita – fortemente influenzati dalle condizioni applicate al consumatore – e i processi logistici a essi collegati. “Senza un cambio radicale di visione – commenta ancora Stolfo –, la distribuzione moderna rischia di vedere rapidamente ridotti i già limitati margini. Occorre puntare sulla multicanalità e sull’uso delle tecnologie che sono già oggi disponibili, e non limitarsi a riprodurre nel software i vecchi processi aziendali. Con le nuove tecnologie è possibile aumentare la capacità analitica e scoprire rapidamente le variazioni dei consumi per essere pronti a cogliere tutte le occasioni”.

Il mercato strizza locchio ai social network

Come già accennato in precedenza, la situazione economica contingente crea sicuramente una difficoltà di tipo strutturale e un freno che rende difficile per le imprese poter pianificare grandi progetti in area IT. Una risorsa importante per riuscire a ovviare alla carenza di risorse proviene dal “cloud”, a cui le aziende del settore retail – e non solo – guardano con crescente interesse al fine di disporre di applicazioni in grado di trasformare il modo in cui fanno business e prendono decisioni in maniera rapida e sempre puntuale. “Questa tecnologia consente alle aziende di continuare a innovare concentrando gli investimenti in progetti diretti ad aree specifiche come il marketing, gli ascquisti, la logistica o le risorse umane – afferma Gianfranco Caimi, sales director Oracle applications di Oracle Italia –. In questo modo, le organizzazioni possono disporre di applicazioni avanzate sotto forma di servizio, pagando a consumo e senza dover effettuare investimenti di capitale.
Un altro trend che attualmente guida il mercato è inoltre la richiesta di soluzioni software che consentono alle aziende di evolvere il proprio business in un’ottica “sociale”. “Il mondo dei social media costituisce infatti un importante bacino di dati che le aziende devono poter analizzare in tempo reale per misurare l’efficacia della customer experience – conferma Caimi –. Per quanto ci riguarda, Oracle sostiene da tempo le aziende nell’evoluzione verso il modello della “socially-enabled enterprise” e ha quindi arricchito le Oracle Applications (in Hcm, Erp, Customer Experience) progettandone lo sviluppo sulla base delle logiche social e potenziando le funzionalità di collaborazione disponibili all’interno delle soluzioni”.
In Italia dovrebbe comunque continuare a esserci una grande attenzione e sensibilità verso l’area delle applicazioni gestionali, sia per poter gestire i processi “core” in modo più efficiente e flessibile, sia nell’area dell’interazione con i clienti su ogni canale. “Per quanto ci riguarda registriamo una forte attenzione per applicazioni volte a migliorare il procurement, la logistica e l’e-commerce – conclude Caimi –. Sempre più aziende italiane, inoltre, sono consapevoli del fatto che l’analisi dei dati può generare valore per il business e lo sforzo per un’azienda deve essere quello di cercare di leggerli anche con gli occhi del cliente. Un’operazione complessa ma indispensabile per raggiungere traguardi importanti e garantire una customer experience positiva”.

Usabilita' e flessibilita', caratteristiche imprescindibili

Una delle caratteristiche principali che rende un’azienda di successo è quella di saper interpretare il cambiamento. Una peculiarità che vale in particolar modo per le aziende del mid-market, che per loro natura si trasformano ed evolvono molto rapidamente. “Per questo motivo quando cercano una soluzione gestionale non solo hanno la necessità di trovare soluzioni pronte a risolvere le loro problematiche attuali – spiega Maurizio Cardillo, pre sales maganer della business unit Sage Erp X3, il gestionale di Formula –, ma altrettanto importante è la capacità di adattarsi velocemente alla dinamica e organizzazione futura. Pensiamo alle aziende che cambiano prodotti e mercati di riferimento o che crescendo sviluppano le proprie attività all’estero, oggi sono alla ricerca di un sistema gestionale flessibile che possa accompagnarli ovunque nella crescita del loro business”.
Un altro degli aspetti fondamentali poi, è quello della usabilità. “L’abitudine ormai universale, ad avere informazioni in tempo reale sui diversi tipi di dispositivo impone, anche per il sistema gestionale, un approccio User Centric – aggiunge Cardillo –. È Inutile avere un sistema ricco di funzioni se queste non sono fruibili da tutti i partecipanti all’organizzazione, in ogni momento e in ogni luogo”.
Le aziende del largo consumo presentano però peculiarità che le diversificano da tutti gli altri settori: livelli di trade spending molto onerosi, l’efficienza della supply chain che determina in larga misura la soddisfazione del cliente e, infine, sono presenti reti di vendita territoriali che devono dialogare in tempo reale con i propri interlocutori. “Quello che si richiede al sistema informativo è pertanto di ottimizzare questi processi – afferma Cardillo – sia da un punto di vista organizzativo, ossia processi più veloci a minor costo, sia da un punto di vista di controllo. Questo significa fornire elementi di conoscenza e di miglioramento continui e affrontare un processo di cambiamento che mette in discussione routine consolidate nel tempo. Il progetto gestionale, non consiste solo in un cambiamento di software, ma in un vero e proprio passaggio culturale che, a volte, ha bisogno di una certa gradualità”.
Il mercato, secondo Cardillo, offre ancora molte opportunità di crescita. “Ci sono settori che sono cresciuti nonostante la crisi – conclude –. Mi riferisco in particolare a tutte quelle aziende che hanno lavorato per espandersi nei mercati esteri in Europa nel Mondo. La capacità di dare supporto internazionale è una delle prime richieste che oggi arrivano anche dalla media impresa. L’altro elemento è l’obsolescenza delle soluzioni applicative che troviamo sul mercato. Molte aziende lamentano la presenza di un fornitore che non è più in grado di portare il necessario adeguamento tecnologico e molte di queste realtà inevitabilmente cambieranno a breve l’attuale sistema gestionale”.

I big data e il cambiamento culturale in atto

Negli ultimi anni il tema dei “Big data” è diventato fondamentale per le aziende che si occupano di software gestionali e applicativi. Ma dopo tanto parlare, oggi è possibile osservare i primi risultati concreti che questa tecnologia è in grado di portare. “Rappresentano una delle principali tendenze del settore – analizza Maria Luisa Mignemi, Professional Services & Presales Regional Director, Central East Europe di SAS –. Finché i “big analitycs” sono rimasti limitati a pochi clienti i risultati si sono visti meno, ma oggi stiamo osservando il passaggio alla concretezza. Siamo davanti a un vero cambiamento culturale, legato in primo luogo alla velocizzazione, alla necessità di dare risposte in tempi brevi. Se un sistema infatti non viene realizzato in “time to market” perde la sua valenza”.
Le caratteristiche di qualità, robustezza e solidità devono però rimanere invariate. “La sfida oggi è quella di trovare persone che siano in grado di essere avvezze al dialogo con il business, i cosiddetti “data scientist” – aggiunge Mignemi –. Tutto inoltre deve essere molto più agile. Se i risultati non sono in linea con le aspettative, si può fare evolvere il prodotto. È necessario giocare tutto sulle relazioni, sulla vicinanza con il business e ciò è importante ancora più di prima”.
Nel breve/medio periodo la tendenza sarà quella di un’evoluzione di questo tipo di progettualità. “Le informazioni oggi non sono prodotte da un’unica fonte, ma provengono da svariati ambiti, come per esempio i social network, una componente di cui bisogna saper cogliere i segnali anche per poter gestire la concorrenza – prosegue Mignemi –. Soprattutto nella gdo è evidente che i “big data” siano fondamentali, poiché rappresentano un quantitativo di dati con un potenziale enorme. Una fucina di opportunità che va sfruttata, specie in un periodo in cui il consumatore presta molta attenzione al risparmio e le campagne mirate con le giuste tempistiche fanno la differenza, sono vitali”.

Sap in giro per lEuropa con il Big Data Tour

Elaborare informazioni per capire cosa sta accadendo in “real time” e cercare di predire quello che potrà avvenire in futuro. Sono solo alcune delle innumerevoli opportunità che Sap sta presentando in giro per l’Europa attraverso il “Big Data Tour” – l’evento on the road che in questi giorni fa tappa in Italia – per mostrare, attraverso demo e soluzioni applicate a scenari di business concreti, i benefici che la tecnologia della multinazionale tedesca, in particolare la piattaforma Hana, è in grado di offrire in questo ambito.
“Il volume dei dati generati ogni giorno in tutto il mondo continua a raddoppiare ogni due anni – ha spiegato Zoran Radumilo, Innovation Sales Director di SAP Italia –, le aziende sono costantemente chiamate a valutare e interpretare immensi patrimoni informativi e a gestire in tempo reale differenti fonti di dati, come social media, sensori, device. La sfida consiste, quindi, nel saper trasformare questi dati in informazioni utili e rilevanti, che possano realmente avere una ricaduta sul business”.
Molteplici sono quindi le applicazioni dei big data anche nel settore della grande distribuzione, come per esempio prevedere offerte sulla base della profilazione del consumatore, oppure analizzando il prodotto con le migliori performance in quel preciso istante. Ma le informazioni posso essere utili anche per raccogliere il “sentiment” verso l’azienda attraverso i social network, o ancora tracciare i percorsi degli utenti finali all’interno dei punti vendita per modificare al meglio l’esposizione a scaffale. Una serie davvero quasi sconfinata di possibilità che trovano la loro piena applicazione nelle “smart vending machine”: macchine in grado di personalizzare la promozione dei prodotti in base allo storia personale del consumatore e di metterlo in contatto i suoi amici tramite un social network interno. Non solo, l’apparecchio è anche in grado di inviare in tempo reale all’azienda dati sui prodotti poco venduti o su eventuali rotture di stock, senza dimenticare il check up della macchina per evitare eventuali malfunzionamenti.

Tante novit per un settore in buona salute

La cifra del buono stato di salute del settore, nonostante il calo degli investimenti, si deduce dalle molte novità presentate dai vari produttori.
Le linee di sviluppo di Formula si muovono su due assi principali, quello delle funzionalità e quello della tecnologia. L’attuale versione 6.5 di Sage Erp X3 ha portato significative novità riguardanti la conformità agli standard Sepa e nell’area della supply chain, nuove funzionalità per lo scambio dati Edi con la gdo e moduli avanzati per la pianificazione dei trasporti e il controllo dei relativi costi. Per il mondo retail, inoltre, alla gestione premi a clienti quest’anno è affiancata anche quella per i fornitori.
MicroStrategy in luglio ha lanciato il nuovo packaging strutturato in quattro categorie: “Server”, che comprende un’infrastruttura server con tutte le funzionalità ed è stato progettato per collegarsi a differenti sorgenti di dati; “Web”, che accresce le possibilità degli utenti business di scrivere e progettare attraverso un’interfaccia intuitiva basata su web; “Mobile” creato per rendere mobili gli analytics e le applicazioni ad alto valore basate sull’informazione; “Architect” fornisce agli sviluppatori un elevato numero di tool per la progettazione, sviluppo e migrazione.
In ambito customer experience, Oracle offre alle aziende un’unica piattaforma, “Social Relationship Management Suite”, per il monitoraggio e la gestione delle interazioni sui social network e della social experience.
ToolsGroup sta lanciando sul mercato l'uso di strumenti di autoapprendimento per ridurre il fenomeno delle perdite inventariali “sconosciute” (con particolare effetto nella prevenzione di atti di taccheggio su prodotti a rischio), e ha messo a punto un sistema di analisi per aumentare la capacità di “profilazione” del consumatore in modo da essere più efficaci nelle azioni promozionali. Inoltre, collabora con diversi fornitori della gdo per fornire strumenti collaborativi per condividere attività di pianificazione (Vmi – Vendor Managed Inventory e Dsd – Direct Stock Delivery).
Sas, infine, lo scorso agosto ha presentato “Visual statistic”, uno strumento di visualizzazione delle statistiche – indicato soprattutto per il “data scientist” – che mira a renderle fruibili in una modalità più semplice e ottenere una strumentazione più agile.

29 Settembre 2014
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