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Aggiornato al: 18 Dicembre 2017 17:30
Speciali
Attrezzature per il pdv: sì agli investimenti ma solo se migliorano la redditività

L’andamento della Grande distribuzione organizzata può definirsi il riflesso degli effetti della crisi economica sul potere d’acquisto e sui consumi degli italiani. Per quanto una lieve ripresa sia a portata di mano alcuni indicatori risultano ancora troppo altalenanti per ritenere che tutto sia definitivamente alle spalle. I consumi, anch'essi in risalita, stentano a decollare e il dato stabile dei prezzi sta a indicare una domanda interna sostanzialmente debole, con il pericolo deflazione non del tutto scongiurato. Lo scenario di forte variabilità e incertezza condiziona inevitabilmente gli investimenti dei principali player della grande distribuzione che ripongono la massima attenzione ai prezzi delle attrezzature per i punti vendita oltre che alla riduzione dei costi dell’energia e del personale. Nonostante questo scenario, nell’ultimo periodo si è registrato un interesse crescente in nuovi progetti di sviluppo dovuto, molto probabilmente, alla stasi degli investimenti avutasi negli scorsi anni e alla consequenziale necessità di un upgrading. Ai principali player che ci occupano di allestimento e fornitura di attrezzature per il punto vendita abbiamo chiesto di chiarirci le idee su questo mondo variegato e sempre piuttosto in fermento.

Stefania Lorusso

1) RIVOLUZIONARE L’OFFERTA

Il mercato del retail richiede innovazione continua, anche e soprattutto per quanto riguarda il settore delle attrezzature. Specialmente in periodi di crisi, i clienti sono portati ad investire quando percepiscono che la proposta del fornitore può migliorare la redditività del punto vendita. Le aziende che seguono questa direzione registrano risultati positivi. Ne è un esempio virtuoso Cefla che grazie a un rinnovamento radicale dell’offerta riesce a essere propositiva anche su temi “caldi” quali l’integrazione della luce Led nello scaffale. «Anche un semplice vantaggio dato dal nostro sistema Evo-Up, schienale centrale unico, che comprime la larghezza delle gondole e abbassa il punto di ripresa dell’ultimo ripiano, a parità di volume espositivo, dando un’esperienza più confortevole al cliente, porta vantaggi convincenti per il nostro cliente – racconta Andrea Ventura managing director Cefla shopfitting solutions. Per un produttore di soluzioni espositive come Cefla ciò che occorre è essere innovativi e propositivi e tutto ciò deve essere focalizzato a dare enfasi al format che il cliente vuole realizzare. Questi sono i driver fondamentali oggi sia per i mercati maturi che per quelli in via di sviluppo».

2) CAPACITÁ DI ADATTARSI ALLE SPECIFICHE ESIGENZE DEL CLIENTE

Oltre a richiedere innovazione continua il mercato del retail presenta una problematica complessa: la richiesta più frequente che avviene soprattutto da parte delle insegne della grande distribuzione è la fornitura di attrezzature specifiche per le loro necessità e non generaliste che vadano bene per tutti i formati. «La richiesta più frequente che riceviamo – ci conferma Francesco Dragotto, presidente di Cean – è la fornitura di attrezzature pensate per le specifiche esigenze. Noi siamo attentissimi a studiare, ascoltare e spesso anticipare i bisogni dei nostri clienti e, di conseguenza, a sollecitare i produttori ad avvicinarsi alle loro necessità». In un’ottica di questo tipo la propensione all’ascolto del cliente, la conoscenza del mercato retail e la proposta di soluzioni mirate per il singolo cliente sono aspetti prioritari. «Attrezzature di ultima generazione, essenziali, a basso consumo energetico e che prediligono la massima visibilità del prodotto, integrate a soluzioni progettuali che ottimizzano i costi di gestione del negozio sono elementi caratterizzanti i punti vendita che realizziamo».


3) IL VALORE AGGIUNTO DELL’ILLUMINAZIONE NEL RETAIL

La luce, e in particolare i Led, sono sempre più decisivi per le performance commerciali dei punti vendita. Grazie ai vantaggi che consentono, primo fra tutti il risparmio energetico, i LED sono sempre più utilizzati in ambito illuminotecnico, in sostituzione delle sorgenti di luce tradizionali. Illuminare un punto vendita è una discriminante fondamentale a migliorare l’esperienza di acquisto dell’acquirente all’interno del negozio e, naturalmente, a incrementare le vendite. «Sicuramente negli ultimi anni l’interesse da parte degli attori coinvolti è cambiato. – ci conferma Giovanni Bonazzi, direttore marketing 3F Filippi – C’è una grande attenzione in questo momento al tema degli effetti della luce sugli individui e sul benessere delle persone». Se da una parte è necessario che la merce venga valorizzata per invogliare all’acquisto e creare maggiore appeal, dall’altro lato è necessario che l’illuminazione sia meno fastidiosa e più confortevole possibile. «Ciò su cui noi puntiamo - prosegue Bonazzi – è il concetto di realizzare una luce che sia davvero “Su misura” per ogni contesto e applicazione: dalle fluorescenza ai prodotti a LED, tutte le nostre applicazioni sono abbinate a tecnologie innovative, facili da utilizzare e installare e “applicabili” a seconda dell’esigenza».


4) BANCHI FRIGO: IL FUTURO È A ZERO EMISSIONI

In un momento critico come quello attuale il settore delle attrezzature refrigerate per il retail resta una delle eccellenze del made in Italy e sembra essere meno colpito rispetto ad altre realtà industriali. «Il comparto – racconta William Pagani, Group marketing Director di Epta – sui mercati più avanzati e maturi, sta puntando alla riduzione dei gas sintetici, come previsto dal nuovo regolamento europeo sugli F-Gas che prevede entro il 2050 una drastica diminuzione delle emissioni di gas ad effetto serra nei paesi sviluppati pari all’80-95% rispetto al 1990, con conseguenze anche sulle tecnologie per produrre il freddo». Oltre a questo aspetto, chiaramente fondamentale, le nuove leve del settore riguardano sia la struttura del punto vendita, intesa come architettura e layout delle attrezzature che organizzano lo spazio espositivo, sia la modalità di interazione del prodotto. «In tal senso Epta, – continua Pagani – ha sviluppato soluzioni del design ricercato e curato in ogni dettaglio, per esaltare l’ampiezza e la profondità della gamma. I nuovi banchi frigoriferi sono stati progettati con tecnologie all’avanguardia, al fine di preservare la freschezza e valorizzare qualsiasi merce esposta».

5) IL SERVIZIO POST VENDITA DIVENTA AD ALTISSIMO VALORE AGGIUNTO

Le problematiche legate a banchi frigo e ad impianti non riguardano esclusivamente la riduzione dei costi e il rispetto delle normative in termini di sostenibilità ambientale, le richieste dei clienti sono sempre più restrittive in termini di prodotto e tempi di fornitura e assistenza. Lo standard è diventato un optional e la maggior parte dei prodotti venduti sono personalizzati e progettati ad hoc. «La domanda dei retailer – evidenzia Luca Masiero, direttore vendite Italia Arneg – si orienta sempre di più sui servizi postvendita ad altissimo valore aggiunto. Noi vendiamo un “sistema” non un prodotto ed i clienti richiedono una gestione mirata all’efficientamento energetico». In sintesi, gli aspetti che fanno la differenza sono: flessibilità aziendale, predisposizione a lavorare in sinergia con i clienti , adattabilità alle variazioni di mercato, qualità ed innovazione sui prodotti e sui servizi postvendita. «Abbiamo iniziato a percorrere questa strada già nel 2008 – dichiara Masiero – quindi non solo siamo pronti ma negli anni siamo stati i primi sul mercato a proporre determinati tipi di servizi e questo ci ha premiato».

6) BILANCE ED ETICHETTATURA SI ADEGUANO ALLE DISPOSIZIONI UE

Un argomento di estrema attualità e che riguarda chiaramente anche i retailer è il recepimento del regolamento UE 119/2011 relativo alle informazioni sulle etichette alimentari, entrato in vigore a partire dal 14 dicembre 2014. I termini sono già di per sé esaustivi: nel commercio alimentare è necessario adattare i processi e l’infrastruttura alle nuove regole. La tecnica di pesatura e i sistemi di etichettatura, ma anche le bilance da banco, devono essere in grado di elaborare tutti i nuovi dati e trascrivere le informazioni sull’etichetta, lo scontrino o il cartellone. «Noi come azienda abbiamo sensibilizzato i nostri clienti sull’argomento ancor prima che la norma entrasse in vigore, - ci spiega Marc Herrmann, Direct Sales Manager Mettler Toledo Retail Division Western Europe mostrando loro come potessero adottare, grazie a noi, delle soluzioni conformi a quanto prescritto». L’implementazione delle nuove norme si svolge chiaramente nel segno della salvaguardia degli investimenti, ragion per cui è fondamentale per un’azienda offrire una serie completa di soluzioni per l’allestimento di esercizi commerciali con soluzioni di pesatura. «Con la nostra gamma – prosegue Herrmann siamo in grado di rispondere alle esigenze della clientela nonché ad eventuali spostamenti della domanda».

7) ETICHETTE ELETTRONICHE: LA CHIAREZZA PRIMA DI TUTTO

Per quanto riguarda nello specifico le etichette elettroniche, viene richiesta più o meno sempre la stessa cosa, ovvero affidabilità e semplicità di utilizzo. «Le etichette sono dei sistemi critici per il punto vendita perché comunicano il prezzo – rileva Alessio Giuffrè, general manager Ses Italia che è una cosa importantissima per il retailer e diventano comunque la prima comunicazione che si ha con il cliente davanti al prodotto, per cui anche il layout dell’etichetta è molto importante».D’altro canto l’etichetta deve essere ben visibile e presentare una serie di funzioni interattive ad utilizzo del punto vendita oltre alla visualizzazione del prezzo, promozioni, informazioni sullo stock, tutte informazioni che servono agli addetti e sono consultabili sull’etichette nei momenti di chiusura o tramite un telecomando.«Dal punto di vista dei servizi, - prosegue Giuffrè - ci viene chiesto spesso un chiavi in mano, quindi un’installazione completa di tutto il sistema, che è una delle nostre forze per cui noi riusciamo a trasformare un punto vendita dall’etichetta cartacea a quella elettronica in tempi molto stretti. L’ultima cosa che ci viene ricercata, che è un po’ una cosa che vediamo su vari canali, è il fatto di usare le etichette come un servizio, tramite un canone di utilizzo mensile evitando l’investimento iniziale».

8) I SISTEMI DI PAGAMENTO SI DEMATERIALIZZANO

Quando si parla di attrezzature non si può prescindere dai sistemi di pagamento, area da cui provengono i segnali più significativi di cambiamento ed evoluzione del settore retail. «Il fenomeno principale ora è dato dalla migrazione tecnologica globale – evidenzia Claudio Carli, marketing & Communication manager di Ingenico Italia – che registra un incremento notevole nella diffusione delle carte contactless e di telefoni che spesso abilitano anche ai pagamenti elettronici». Numeri alla mano, ad oggi sono oltre 400.000i terminali già attivi in grado di accettare i pagamenti contactless/NFC e si prevede una crescita a 600.000 entro l’anno e fino a 900.000 entro il 2017. Oltre a questi ci sono altre tendenze in atto, come rileva Carli «la prima è il paperless: la dematerializzazione è molto apprezzata in gdo dove sempre più spesso lo scontrino è inviato via mail o come notifica sms e non più consegnato cartaceo; la seconda è il self service in quanto sono sempre più diffusi i sistemi non presidiati dove il consumatore può fare acquisto 24 ore su 24 in piena autonomia; la terza è il mobile pos attraverso il quale gli esercenti si dotano di nuovi sistemi di accettazione carte e strumenti di pagamento in mobilità tramite smartphone».



9) MENO CASSE, PIU’ SPAZIO AL CLIENTE

Un ulteriore aspetto su cui, complice la crisi, le aziende retail stanno manifestando il loro interesse è l’ottimizzazione dello spazio destinato alla barriera casse, considerata la riduzione del numero di clienti e degli articoli acquistati. «Molto spesso – racconta Maurizio Lefons, Field Marketing Director – EMEA, Retail Solutions Division, NCR Corporation – i retailer tolgono postazioni di cassa a favore di spazio destinato all’assortimento. Oppure desiderano aumentare il servizio ai consumatori senza incrementare i costi e introducono casse self service che aiutano a gestire in modo ottimale “valli e picchi” di afflusso dei clienti, permettendo di minimizzare le cose e rispondere alle esigenze di velocità di uscita che tutti cercano sempre di più». In generale si registra un trend di incremento di soluzioni per usufruire in modalità self service di tutti quei servizi che tradizionalmente richiedono la presenza di un operatore per la registrazione degli articoli venduti e per il pagamento. «In tutti i casi – aggiunge Lefons – è altresì richiesto che il consumatore possa interagire (se lo desidera) con i propri strumenti tecnologici già a sua disposizione rendendo l’esperienza di acquisto più efficace, piacevole, più rispondente alle proprie esigenze aumentando in tal modo il livello di fedeltà sia al retailer che al proprio marchio».

21 Luglio 2015
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