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Aggiornato al: 18 Dicembre 2017 16:39
Sostenibilità
Di Leo Pietro firma accordo di filiera con Coldiretti Basilicata

Nasce a Matera la prima filiera del biscotto certificato italiano, frutto dell’accordo tra Coldiretti Basilicata e Di Leo Pietro. Il progetto prevede che l'azienda inizi a impiegare grano varietà ‘Bramante’ seminato questo autunno e coltivato nella provincia di Matera per la produzione dei biscotti Fattincasa ‘gusto equilibrato’.

Sono dieci i produttori cerealicoli materani della cooperativa agricola ‘Le Matine’ che hanno avviato la semina di 130 ettari di grano varietà Bramante per ottenere circa 5 mila quintali di prodotto al prossimo raccolto. Il protocollo garantisce anche la genetica del seme di prima riproduzione, certificato dalla SIS (Società italiana Sementi) che conserva e certifica tutte le sementi cerealicole italiane. L’accordo è suggellato, inoltre, dal marchio Coldiretti FdAI (Firmato da Agricoltori Italiani) che garantisce, in Italia e all’estero, i prodotti provenienti interamente da campi e allevamenti italiani.

Il primo biscotto certificato italiano, anche a livello genetico, sarà dunque dei ‘Fattincasa’ della Di Leo, linea innovativa per l’impiego di ingredienti come crusca, farina di soia, d’avena, riso e orzo. La linea - nata più di 25 anni fa e realizzata con solo olio di mais, senza olio palma - è in crescita del 46% rispetto al 2015 e sta destinando, con l’operazione ‘All’orango io ci tengo’, l’1% del prezzo di vendita alla salvaguardia degli oranghi e della foresta di Sumatra. Grazie all’importante crescita registrata negli ultimi due anni dai Fattincasa Integrali, prima referenza della gamma Di Leo per volumi di vendita, l’azienda lucana è oggi leader in Puglia e Basilicata nel segmento salutistico integrale.

«Da sempre il nostro punto di forza – ha dichiarato Pietro Di Leo, amministratore unico della Di Leo Pietro Spa – è la capacità di coniugare la tradizione con l’innovazione dei processi produttivi e di proporre prodotti fatti con ingredienti genuini e del passato. L’accordo sottoscritto oggi ci riempie di orgoglio perché permette di valorizzare risorse umane e materie prime della nostra terra e di proporre al consumatore, sempre più attento e consapevole, un prodotto di origine lucana tracciabile al 100%».

20 Dicembre 2016
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